Domenica 20 settembre 2026, ore 12.30. L’ora in cui una famiglia normale discute se buttare la pasta, al Franchi si gioca Fiorentina-Napoli, quinta giornata di Serie A. Lunch match, lo chiamano. Per la Fiorentina, che arriva da tre sconfitte e una vittoria, il menù è impegnativo: il Napoli di Massimiliano Allegri, con De Bruyne, Politano, Lobotka e compagnia. Finisce 1-1. Gilmour al 23′, Jiménez al 51′. In mezzo, tre legni, due portieri in giornata di grazia e una Fiorentina che, per la prima volta in stagione, esce dal campo con la sensazione di aver lasciato qualcosa sul tavolo. Il che, considerando da dove si partiva, è quasi un complimento.
Prima di entrare nel merito, una premessa. Il pareggio con il Napoli non è un’impresa: è una partita giocata alla pari contro una squadra più forte, con meno occasioni sprecate di quanto dica il tabellino e più errori evitabili di quanto direbbe un allenatore. Eurosport ha scritto che Vanoli ha “ridato linfa” alla squadra. È vero. Ma la linfa, da sola, non fa punti: servono anche le radici. E le radici, a dieci giorni dal cambio di panchina, sono ancora in vaso.
Il contesto: dal Penzo al Pisa, passando per l’entusiasmo
La Fiorentina arrivava alla sfida con il Napoli sulle ali di due vittorie in cinque giorni. Il 2-4 di Venezia in campionato, con la tripletta di Mastantuono, e il 3-0 al Pisa in Coppa Italia martedì 15 settembre, con i gol di Pellegrino, Gnonto e Pedro Gonçalves. Risultato, quest’ultimo, che tra l’altro regala proprio il Napoli come avversario nei sedicesimi, secondo Eurosport. Un abbinamento che sembra uscito dalla penna di uno sceneggiatore con un debole per le repliche.
Vanoli conferma l’impianto del Penzo con qualche ritocco: De Gea in porta, Jiménez, Dragusin, Ranieri e Viery in difesa, Ndour e Fagioli in mediana, Mastantuono, Atta e Njie sulla trequarti, Pellegrino unica punta. Allegri risponde con Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marín, Olivera; Gilmour e Lobotka; Politano, De Bruyne, Lang; Hojlund.
Il primo tempo: due traverse, un palo e il solito corner
17′ e 19′: il legno è viola
La partenza della Fiorentina è di quelle che fanno alzare il Franchi in piedi. Al 17′ Mastantuono verticalizza per l’inserimento di Atta, che dopo una carambola con Rafa Marín spedisce il pallone sulla traversa con Milinkovic-Savic ormai superato. Passano due minuti e al 19′ Fagioli prova dal limite: destro potente, il portiere del Napoli si allunga e devia sulla traversa. Due traverse in due minuti. Il tifoso viola, che in queste settimane ha sviluppato un rapporto complicato con i pali (due anche col Frosinone, ricordate?), comincia a sospettare un complotto della carpenteria.
22′ e 23′: il Napoli colpisce dove fa più male
Al 22′ è il Napoli a colpire il legno: cross di Politano, Olivera di testa in tuffo prende il palo, sulla ribattuta Dragusin rischia l’autogol e De Gea vola per mettere in angolo. E qui, purtroppo, arriva il punto debole che la Fiorentina si porta dietro da agosto: le palle inattive.
Al 23′ Politano batte il corner dalla sinistra. Area affollatissima, Fiorentina schiacciata. Billy Gilmour arriva da dietro, al limite dell’area, completamente libero, e calcia al volo di piatto destro: palla nell’angolino, De Gea battuto. Sky Sport racconta che Gilmour, dopo il gol, è corso verso Landucci, il collaboratore di Allegri che studia gli schemi su palla inattiva. Ecco: il Napoli ha uno specialista che prepara i corner, la Fiorentina ha uno specialista che li subisce. Vanoli, in sala stampa, l’ha ammesso senza giri di parole: “Sull’angolo ci siamo addormentati”.
Il resto del tempo
Al 35′ il Napoli sfiora il raddoppio: altro cross di Politano, Jiménez respinge di testa, Olivera calcia al volo dal limite e la palla esce di pochissimo. La Fiorentina soffre a sinistra, dove Viery fatica a contenere la velocità di Politano. Vanoli se ne accorge e lo spiegherà dopo, a DAZN, con una lucidità da lavagna: “Nel primo tempo Viery stringeva troppo la linea avendo già un due contro uno con la punta e sui cambi di gioco avevamo un rischio, ma era calcolato per poter ripartire con gli esterni”. Calcolato, sì. Ma anche i calcoli, a volte, vengono sbagliati.
Momenti chiave
- 23′GOL Napoli
Billy Gilmour: 0-1
- 51′GOL Fiorentina
Álex Jiménez: 1-1
La ripresa: Jiménez pareggia, De Gea salva
Il cambio all’intervallo
All’intervallo Vanoli toglie Viery e inserisce Valdepeñas. Una mossa che pagherà. Al 51′ la Fiorentina costruisce una lunga azione d’attacco, Ndour la sporca di testa per Jiménez, che calcia di destro dal limite: deviazione di Rafa Marín, Milinkovic-Savic spiazzato, palla nell’angolino basso. 1-1. L’ex milanista, come lo chiama Eurosport, firma il pareggio. Il Franchi, che due settimane prima chiedeva l’esonero dell’allenatore, adesso canta. A Firenze l’umore cambia più rapidamente del meteo.
Le occasioni per vincerla
La Fiorentina ci crede. Al 57′ Mastantuono vede Fagioli tutto solo al limite: destro di prima intenzione, Milinkovic-Savic immobile, palla fuori di un soffio. Al 64′ Njie ruba palla a De Bruyne, si invola in contropiede e serve Valdepeñas, il cui sinistro potente viene tolto dalla porta da un intervento miracoloso del portiere del Napoli. È il momento migliore dei viola. È anche il momento in cui la partita si poteva vincere, e non si è vinta.
Allegri, nel frattempo, cambia mezzo attacco: Lucca per Hojlund, Neres per Lang, poi Favasuli per Politano. Vanoli risponde al 66′ con Pedro Gonçalves per Atta e Beto per Pellegrino, all’80’ con Gnonto per Njie, all’85’ con Pongracic per Ranieri.
76′ e 79′: il portiere che vale un punto
E allora tocca a David De Gea. Al 76′ un riflesso da due passi su un sinistro di Neres, pescato nel cuore dell’area. Al 79′ cross di Neres dalla sinistra, Favasuli colpisce di testa a colpo sicuro, De Gea alza in angolo. Eurosport lo nomina migliore in campo. Vanoli dirà che “i due portieri sono stati i migliori in campo”. Ha ragione: quando un portiere è il migliore in campo, vuol dire che gli altri ventuno hanno sbagliato abbastanza da farlo diventare protagonista.
Finisce 1-1 dopo cinque minuti di recupero. Arbitra Daniele Doveri. Ammoniti tutti viola: Mastantuono, Ranieri e De Gea.
Le parole: “La classifica non dobbiamo guardarla”
Vanoli, a DAZN, ha usato un aggettivo che ci è piaciuto molto, come riportato da FiorentinaUno: “Ho fatto i complimenti ai ragazzi perché affrontare una squadra come il Napoli in questa maniera, a volte anche un po’ sbarazzina, è una bella cosa”. Sbarazzina. È la parola giusta per una squadra giovane che gioca a viso aperto contro chi ha vinto tanto. Il problema è che lo sbarazzino, in classifica, viene contato come chiunque altro.
La classifica non dobbiamo guardarla. Siamo una squadra di talento che deve imparare a giocare l’uno per l’altro.
Paolo Vanoli a DAZN dopo Fiorentina-Napoli (fonte: FiorentinaUno, 20 settembre 2026)
In sala stampa il tecnico è andato oltre. Su Oulai, rimasto in panchina, ha detto: “Io devo sacrificare alcune volte il talento con l’equilibrio. La squadra prima di me aveva preso tanti gol”. Una frase che, letta tra le righe, contiene un piccolo bilancio dell’era precedente. E poi: “Dobbiamo imparare a soffrire. Senza la sofferenza non si va da nessuna parte”. Su Beto, ancora a secco: “Gli ho detto di stare tranquillo perché arriveranno”. Su Mastantuono, il racconto della “pelle d’oca” per quel gesto di indicare Fagioli come migliore in campo a Venezia.
Il passaggio che ci ha colpito di più, però, è un altro: “La cosa che mi è piaciuta meno è stata la gestione della partita. Ciò che mi è piaciuto tanto è stata la capacità di restare in partita”. Ecco la Fiorentina di settembre in due frasi: sa restare in partita, non sa ancora gestirla.
I numeri: più tiri, meno palla, stesso risultato
Il match report ufficiale della Lega Serie A conferma l’equilibrio, con qualche sfumatura interessante. La Fiorentina ha tirato 15 volte contro le 11 del Napoli, ma nello specchio sono finiti 4 tiri viola e 5 azzurri. Due traverse per i viola, un palo per il Napoli. Il Napoli ha completato 503 passaggi contro i 356 della Fiorentina, e secondo Eurosport ha avuto il 58% del possesso. Calci d’angolo: 4 a 5. Parate: 4 di De Gea, 3 di Milinkovic-Savic.
Lettura? La Fiorentina di Vanoli, come a Venezia, non ha bisogno di tenere il pallone per essere pericolosa. Il Napoli, come ha notato Eurosport, scivola a -6 dalla vetta e appare ancora lontano dalla migliore condizione. La Fiorentina sale a quattro punti e, per una domenica, si permette di guardare la classifica da un’altra prospettiva: non più dal fondo, ma da un fondo un po’ meno profondo.
Il punto, e i rimpianti
C’è un modo ottimista di leggere questa partita: in due giornate il nuovo-vecchio allenatore ha preso quattro punti, contro zero del predecessore in tre, e lo ha fatto contro un’avversaria di prima fascia giocando con coraggio. C’è un modo pessimista: la Fiorentina ha preso gol su calcio d’angolo, ha colpito due traverse, ha sprecato due palle-gol nitide nel momento migliore e si è salvata grazie al suo portiere negli ultimi quindici minuti.
Noi, da tifosi con il gusto amaro della memoria, li teniamo entrambi. Perché la storia insegna che a Firenze l’entusiasmo dura fino alla prima sconfitta, e la sosta per le nazionali, lunga quasi tre settimane, è il terreno ideale per montare castelli in aria. Il prossimo appuntamento è sabato 10 ottobre a Marassi, contro il Genoa di De Rossi, ancora senza vittorie. La classica partita da vincere. Il che, nella storia viola, è spesso la definizione esatta della partita da non vincere.
Statistiche partita
- Fiorentina-Napoli 1-1 (primo tempo 0-1), 5ª giornata Serie A 2026-27
- Data e luogo: domenica 20 settembre 2026, ore 12.30, Stadio Artemio Franchi, Firenze
- Marcatori: 23′ Gilmour (N), 51′ Jiménez (F)
- Fiorentina: De Gea; Jiménez, Dragusin, Ranieri (85′ Pongracic), Viery (46′ Valdepeñas); Ndour, Fagioli; Mastantuono, Atta (66′ Pedro Gonçalves), Njie (80′ Gnonto); Pellegrino (66′ Beto). All. Vanoli
- Napoli: Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marín, Olivera; Gilmour, Lobotka (90′ Anguissa); Politano (73′ Favasuli), De Bruyne, Lang (58′ Neres); Hojlund (58′ Lucca). All. Allegri
- Arbitro: Daniele Doveri
- Ammoniti: Mastantuono, Ranieri, De Gea (F)
- Tiri totali: Fiorentina 15 – Napoli 11
- Tiri in porta: 4 – 5
- Traverse/pali: 2 traverse Fiorentina, 1 palo Napoli
- Possesso palla: 42% – 58% (Eurosport)
- Calci d’angolo: 4 – 5
- Falli commessi: 11 – 9
- Passaggi riusciti: 356 – 503
- Parate: 4 – 3
Fonti: match report ufficiale Lega Serie A; tabellino Eurosport; cronaca Sky Sport.
Il pagellone dei lettori
Le pagelle di violahub: Fiorentina-Napoli 1-1: due traverse, un’amnesia sul corner e un punto che sa di rimpianto
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