Serie A · 7ª giornata
Roma
2 – 0FINALE
Genoa
sab 17/10 · Olimpico · 7ª giornata Serie A

Castro scava, Lulli sorride: la Roma si cura dal Real e rovina il ritorno di De Rossi

Dopo un primo tempo bloccato e due traverse, lo scavetto di Castro su corner e il primo gol in Serie A del classe 2007 Lulli regalano a Gasperini la vittoria numero 300. La Roma sale a 17, a due punti dall’Inter; De Rossi resta a 4.

violahub.comMax Cherubin · ViolaHub · 17 ottobre · 13 min
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Castro scava, Lulli sorride: la Roma si cura dal Real e rovina il ritorno di De Rossi

Roma-Genoa 2-0: dopo un primo tempo bloccato e due traverse, lo scavetto di Castro su corner e il primo gol in Serie A del classe 2007 Lulli regalano a Gasperini la vittoria numero 300. La Roma sale a 17, a due punti dall’Inter; De Rossi resta a 4.

Il risultato: all’Olimpico la Roma batte 2-0 il Genoa con i gol di Santiago Castro al 50′ e di Emanuele Lulli al 68′, entrambi nella ripresa. La svolta: dopo un primo tempo chiuso con due traverse, Balerdi ed El Shaarawy, lo scavetto di Castro su calcio d’angolo spacca la partita. La classifica: i giallorossi salgono a 17 punti, a due lunghezze dall’Inter, mentre il Genoa di De Rossi resta fermo a quota 4.

Esistono due modi per superare una delusione. Il primo è quello consigliato dagli psicologi: parlarne, elaborare, accettare. Il secondo è quello praticato da Gian Piero Gasperini: cambiare mezza squadra, mandare in campo un gruppo di ragazzi che la notte del Real Madrid l’hanno vissuta dalla panchina, e aspettare che uno di loro inventi qualcosa di irripetibile. All’Olimpico, sabato sera, ha funzionato il secondo metodo. Non serviva un lettino. Serviva un argentino con l’esterno destro e un ragazzo del 2007 con il senso del secondo palo.

La terapia di gruppo dopo il Real

Il contesto, prima di tutto, perché senza contesto questa vittoria sembrerebbe soltanto un 2-0 contro la penultima della classe. Mercoledì la Roma era avanti 3-1 contro il Real Madrid in Champions League e ha perso 3-4, con tre gol incassati da calcio d’angolo nel giro di pochi minuti. Una di quelle serate che non si dimenticano, nel senso peggiore del verbo. In campionato, poi, arrivavano due pareggi consecutivi, con l’Inter e a Como: la miglior difesa del torneo reggeva, ma la vittoria non arrivava più.

E l’infermeria, per non farsi mancare nulla, era piena come un pronto soccorso la notte di Capodanno. Fuori Dybala, Koné, Cristante e Svilar per infortunio, fuori Malen per squalifica, cioè il capocannoniere della squadra, quello che contro il Real aveva segnato una doppietta. Gasperini, con la Champions di nuovo in calendario martedì contro lo Slovan Bratislava, ha scelto di ridisegnare l’undici: riposo per Mancini, Wesley in panchina, difesa a tre con Balerdi, Ndicka e Koulierakis davanti a Gollini, Lulli e Rensch sugli esterni, la coppia inedita De Roon-Pisilli in mezzo, Mora e Soulé alle spalle di Santiago Castro. Una formazione che sulla carta somigliava a una prova generale. In campo, per un tempo, è sembrata proprio quello.

De Rossi a casa sua

Dall’altra parte c’era Daniele De Rossi, che all’Olimpico non torna mai da avversario per davvero: ci torna da padrone di casa in prestito. Venticinque anni della sua vita, li ha definiti lui, tra campo e panchina. In settimana aveva promesso di essere «emotivamente più freddo» rispetto all’anno scorso e aveva definito la Roma vista contro il Real «una squadra spaventosa». Poi aveva aggiunto la frase che riassume il personaggio meglio di qualsiasi biografia: i giallorossi «non saranno mai avversari». Il che, detto da chi stava per affrontarli con l’obiettivo dichiarato di batterli, suona come la promessa di un ex fidanzato che giura di essere rimasto amico e intanto si presenta al matrimonio con la cravatta più bella dell’altro.

Il suo Genoa arrivava all’Olimpico diciassettesimo, con 4 punti e una sola vittoria in sei partite, quella del sabato precedente. Formazione speculare: 3-4-2-1 con Bijlow tra i pali, Marcandalli, Ostigard e Vasquez dietro, Ellertsson e Puczka sugli esterni, il giovane Wiafe accanto a Frendrup, Messias ed El Shaarawy dietro a Osmajic. Il piano, lo ha spiegato lo stesso De Rossi a fine partita, era semplice e un po’ cattivo: «Oggi volevamo rovinare il loro gioco». Pressing alto, marcature a uomo, nessuna concessione all’estetica. Per quarantacinque minuti, il piano ha retto benissimo.

Momenti chiave

  1. 50′GOL Roma

    Santiago Castro: 1-0

  2. 68′GOL Roma

    Emanuele Lulli: 2-0

Due traverse e molta pazienza

La partita comincia a ritmi da passeggiata domenicale sul lungotevere, con il pallone che staziona a centrocampo come un turista indeciso davanti a un menù in quattro lingue. Il primo brivido è genoano: al 9′ Osmajic imbuca per El Shaarawy, che calcia da posizione defilata e trova l’opposizione di Gollini, decisiva anche se, per citare Eurosport, «non in bello stile». Poco dopo il Faraone ci riprova su un rimpallo in area, Pisilli sporca la conclusione e la palla finisce sull’esterno della rete. La Roma, intanto, fa girare palla con la convinzione di chi cerca le chiavi di casa nella borsa sbagliata.

Il primo tiro giallorosso arriva da un velo di Castro per Soulé, parato da Bijlow. Al 19′ ci prova Mora, deviato in angolo. Poi, alla mezz’ora, la prima vera occasione: corner di Pisilli dalla sinistra, Balerdi stacca sul primo palo, completamente perso dalla difesa rossoblù, e colpisce in pieno la traversa con Bijlow immobile. Pochi secondi dopo Mora gira di testa un cross di Lulli e il portiere olandese si salva con un gran riflesso; il pallone sbatte su Castro e finisce fuori, ma l’ex Bologna era comunque in fuorigioco. Per una volta, il destino e il guardalinee erano d’accordo.

Il Genoa non ci sta. Al 33′ Osmajic prova ad approfittare di un’indecisione di Ndicka, il pallone schizza al limite dell’area e El Shaarawy calcia al volo, di prima intenzione: traversa piena. Traversa e controtraversa, nel giro di tre minuti, come in una partita di ping pong giocata con il legno al posto della racchetta. Al 42′ Mora si coordina male su un cross deviato di Lulli, al 43′ Soulé si prende un giallo per un fallo inutile a centrocampo, e dopo un minuto di recupero Abisso manda tutti negli spogliatoi sullo 0-0.

Ritratto fulminante, come da tradizione della casa. Soulé, trequartista che nel primo tempo tocca il pallone come si maneggia un pacco con la scritta «fragile»: con molta attenzione e scarsi risultati. Castro, centravanti che lotta con i centrali del Genoa con la dedizione di un impiegato del catasto e la stessa visibilità. Messias, fantasista che Eurosport ha bocciato con un 5 e con una motivazione che non ha bisogno di commento: «Non vede mai la palla». Il bersaglio, come sempre, sono le prestazioni e non gli uomini. E, come vedremo, due di questi tre si sarebbero presi una rivincita abbastanza clamorosa.

Lo scavetto

La ripresa comincia con la Roma più alta e più cattiva, e al 50′ arriva l’episodio che cambia tutto. Lulli sfonda sulla destra e conquista con la forza un calcio d’angolo che Puczka concede con un’ingenuità che Goal.com ha registrato senza pietà. Batte Soulé, il pallone viene respinto, rimpallato, carambola tra le gambe di quattro giocatori del Genoa e finisce sui piedi di Castro, a centro area. Chiunque altro avrebbe calciato forte, sperando nella deviazione. Castro no. Castro accarezza il pallone, alza la testa e lo mette con l’esterno nell’angolino lontano, con uno scavetto che scavalca Bijlow e lo lascia lì, congelato, come una statua di cera al museo di Madame Tussauds.

Gasperini, a fine partita, ha confessato di essersela persa: «Me l’ero persa in panchina, è una prodezza straordinaria». A DAZN ha aggiunto la lettura tecnica: «Non ho visto tanti gol fatti così», con «quella lucidità e da quella posizione», e soprattutto «non è venuto per caso: ha voluto metterla là con l’esterno. Incredibile». La Gazzetta ha evocato un gol di Lavezzi ai tempi del Napoli. De Rossi, più prosaicamente, ha ammesso di aver pensato a una deviazione: «Abbiamo subito e sofferto un capolavoro». Quando l’allenatore avversario usa la parola capolavoro, la discussione è chiusa.

Il Genoa, per la verità, la discussione prova a riaprirla con il metodo più antico del mondo: al 51′ Vasquez protesta abbastanza da prendersi il giallo. Al 58′ Messias si accentra da destra e calcia a lato, Ellertsson cerca El Shaarawy sul secondo palo e trova invece il ripiegamento di Lulli. Il Grifone si alza, la Roma aspetta. Al 63′ Gasperini cambia due uomini: fuori Mora e Koulierakis, dentro Lorenzo Pellegrini e Hermoso. Al 65′ De Rossi richiama El Shaarawy per Vitinha, e l’Olimpico si alza in piedi ad applaudire l’ex: suo, l’anno scorso, il gol che di fatto aveva riportato la Roma in Champions League. Ostigard, nello stesso minuto, si fa ammonire per una spinta a Castro a gioco fermo. Le emozioni, evidentemente, colpiscono tutti in modo diverso.

Il primo gol non si scorda mai

Al 68′ arriva il raddoppio, e arriva da un’azione che meriterebbe di essere proiettata nelle scuole calcio con il sottotitolo «come si dribbla mezza squadra». Soulé, fin lì impreciso e nervoso, parte dalla destra, salta due avversari, scambia con Pellegrini, entra in area e calcia. Il pallone viene sporcato dalla difesa rossoblù e diventa un assist involontario per Emanuele Lulli, che si era fatto trovare sul secondo palo come un vecchio attaccante d’area: tocco facile, porta vuota, due a zero. Primo gol in Serie A per il classe 2007, che invece di correre sotto la curva corre in panchina ad abbracciare Gasperini.

L’allenatore, a fine gara, ha scelto la frase più bella della serata: «La cosa più bella è vedere la faccia di Lulli quando ha fatto gol. La felicità di questo ragazzo, gioia incontenibile». E ha aggiunto un dettaglio tattico che vale più di un complimento: «È stato anche bravo perché è andato a chiudere sul secondo palo, un’azione che magari qualche tempo fa non faceva». Tradotto dal gasperinese: ti ho fatto correre per mesi, finalmente hai capito perché. Eurosport lo ha nominato migliore in campo con un 7,5, Fantacalcio.it gli ha dato 7. Al 78′ esce tra gli applausi dell’Olimpico per far posto a Wesley, il titolare che stasera ha cominciato in panchina. Il turnover, a volte, ha il volto di un ragazzo che non riesce a smettere di sorridere.

Un finale da amministratori di condominio

Il resto della partita è ordinaria amministrazione, gestita dalla Roma con la diligenza di un amministratore di condominio alla riunione di fine anno: nessuna sorpresa, nessuna spesa straordinaria. Al 73′ Puczka tenta la punizione diretta dalla distanza e manda il pallone in orbita. Al 76′ Pisilli si fa ammonire per un fallo su Messias. All’80′ Osmajic, fino a quel momento tanto lavoro sporco e poca porta, prova un tiro improvviso con poco angolo e trova la respinta di Gollini. All’81′ Ellertsson entra in ritardo su Rensch e si prende il giallo.

All’83′ De Rossi fa entrare Amorim per Frendrup e Robinho Jr per Messias: esordio in Serie A per il figlio d’arte del brasiliano che vinse lo scudetto con il Milan nel 2011. All’87′ Soulé imbuca per Castro, che calcia di prima: Ostigard ci mette il piede e la palla vola di pochissimo sopra la traversa. All’88′ Gasperini si concede gli ultimi due cambi, Ghilardi per Rensch e Alessandro Di Nunzio per Pisilli: esordio in Serie A anche per il capitano della Primavera giallorossa. Quattro minuti di recupero, un destro a giro di Castro alto, e il triplice fischio. Due debuttanti nella stessa sera, uno per parte: almeno sul piano dei ricordi, il pareggio il Genoa l’ha ottenuto.

Gasperini, trecento vittorie e una frecciata

Per Gasperini, secondo Calciomercato.com, quella col Genoa è la vittoria numero 300 in Serie A. La sua reazione, a DAZN, è stata di una sincerità disarmante: «Vuol dire che è passato un sacco di tempo». Poi la rivendicazione delle scelte: «Già ero convinto che facendo questa scelta oggi non avremmo fallito». E una precisazione a chi parlava di nove titolari in panchina: «Nove titolari fuori assolutamente no. Tutti fanno parte della rosa della Roma». Era, ha ricordato, la terza partita in sette giorni.

Sul Real Madrid, il tecnico non ha usato giri di parole: «Perderla in quella maniera è stato devastante, perché avevamo giocato una prestazione di assoluto valore». E poi la frase che la Gazzetta ha letto come l’ennesima frecciata a José Mourinho, l’allenatore dei blancos: la Roma se l’è complicata «con tre calci d’angolo che non erano frutto di niente». Tre corner, nessun merito, tutto il fastidio del mondo. Un modo elegante per dire che il Real ha vinto senza giocare, che detto della squadra più titolata d’Europa è un po’ come accusare il mare di essere bagnato.

Castro, per Gasperini, può sostituire Malen: «Assolutamente sì, ci possono essere anche occasioni in cui giocano insieme». E sul Genoa, un riconoscimento sincero: sul piano tecnico «non aveva sicuramente i campioni del Real Madrid», ma tatticamente ha creato più problemi. Infine l’aggiornamento che a Roma interessa più di ogni altra cosa: Dybala. «Conto e spero di riaverlo per Napoli: sono fiducioso», con la speranza di averlo almeno in panchina martedì contro lo Slovan.

De Rossi e la tigna

De Rossi, dal canto suo, ha accettato la sconfitta con una dignità che non è soltanto di facciata: «Accettiamo il risultato. Abbiamo fatto una partita equilibrata fino al capolavoro di Castro. Quel gol ci ha fatto calare un pochino». Sul secondo tempo, l’analisi è stata lucida: «Nel secondo tempo ci siamo allungati, allontanandoci dalla loro porta». E la sintesi finale, che vale come programma per la stagione: «Stiamo dando continuità, non di risultati, ma di prestazioni e tigna». La tigna, a Genova, è una virtù. In classifica, purtroppo, vale zero punti.

C’è stato spazio anche per due notizie. La prima riguarda Baldanzi, rimasto fuori per un fastidio: «Abbiamo preferito non rischiarlo», ha spiegato De Rossi, convinto che possa essere decisivo «già da domenica prossima». La seconda riguarda Samuel Wiafe, arrivato «un po’ per caso» dalla Primavera: «Non ha paura di nessuno, ne sentirete parlare in futuro. Non carichiamolo di complimenti o di aspettative, ma mi piace davvero tanto questo ragazzo». Poi il congedo, inevitabilmente romantico: «È sempre un’emozione qui, sto a casa mia». Seguito, però, da un avvertimento: «Come ho fatto al Ferraris, proverò sempre a batterli. È il mio lavoro e il nostro destino». Stasera il destino ha avuto la meglio sul lavoro.

Il verdetto dell’Olimpico

I numeri raccontano una partita più netta di quanto il primo tempo lasciasse immaginare. Secondo FotMob, su dati Opta, la Roma ha chiuso con il 66% di possesso palla, 15 tiri contro 9 e 1,40 di gol attesi contro 0,47 del Genoa. I giallorossi salgono a 17 punti dopo sette giornate: Opta, alla vigilia, ricordava che non accadeva dal 2014/15, quando i punti erano 18. E l’Olimpico resta un fortino per il Grifone: la Roma era imbattuta nelle 23 sfide casalinghe più recenti contro il Genoa in Serie A, ora sono 24, e l’ultimo successo ligure in trasferta contro i giallorossi risale al 17 gennaio 1990, 1-0 con gol di Carlos Aguilera al Flaminio.

La classifica, almeno per una notte, sorride: Roma seconda da sola a 17, a due punti dall’Inter capolista, in attesa di Juventus-Lazio. Il Genoa resta a 4, penultimo, con la consapevolezza di aver giocato bene per un tempo e la certezza che il calcio, ostinatamente, si gioca in due. Gasperini ha ritrovato la vittoria, Castro il suo primo gol in giallorosso, Lulli il primo gol in Serie A. E la Roma ha scoperto che la panchina, quando serve, sa anche giocare. Il Real Madrid non si dimentica in tre giorni. Ma uno scavetto aiuta.

Pagelle

Roma · All. Gasperini 6,5

Gollini6
Balerdi6,5
Ndicka6
Koulierakis6
Hermoso6
Lulli7
Wesleys.v.
De Roon6
Pisilli6,5
Di Nunzios.v.
Rensch5,5
Ghilardis.v.
Soulé7
Mora6
Pellegrini6
Castro7

Genoa · All. De Rossi

Bijlow6
Marcandalli5,5
Ostigard5,5
Vasquez5,5
Ellertsson5,5
Wiafe5,5
Frendrup5,5
Amorims.v.
Puczka5
Messias5,5
Robinho Jrs.v.
El Shaarawy6
Vitinha5,5
Osmajic5,5

Voti: Fantacalcio.it (voti in pagella senza bonus e malus, 7ª giornata di Serie A 2026/27, riportati anche da Fantacalcio-online.com). Il voto di Fantacalcio.it all’allenatore del Genoa non era ancora disponibile al momento della chiusura dell’articolo. Per Eurosport il migliore in campo è Lulli (7,5).

Il tabellino

Roma-Genoa 2-0 (primo tempo 0-0) — Serie A, 7ª giornata, sabato 17 ottobre 2026, ore 20.45, stadio Olimpico (Roma)

Marcatori
50′ Castro (R), 68′ Lulli (R)
Roma
3-4-2-1 Gollini; Balerdi, Ndicka, Koulierakis (63′ Hermoso); Lulli (78′ Wesley), De Roon, Pisilli (88′ Di Nunzio), Rensch (88′ Ghilardi); Soulé, Mora (63′ Pellegrini); Castro. All. Gasperini
Genoa
3-4-2-1 Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Ellertsson, Wiafe, Frendrup (83′ Amorim), Puczka; Messias (83′ Robinho Jr), El Shaarawy (65′ Vitinha); Osmajic. All. De Rossi
Arbitro
Rosario Abisso (Palermo); assistenti Tegoni e Miniutti; quarto uomo Collu; Var Pairetto, Avar Massimi
Ammoniti
Soulé (R), Vasquez (G), Ostigard (G), Pisilli (R), Ellertsson (G)
Espulsi
nessuno
Note
al 30′ traversa di Balerdi (R), al 33′ traversa di El Shaarawy (G); esordio in Serie A per Robinho Jr (G) e Di Nunzio (R); recupero 1′ nel primo tempo e 4′ nel secondo. Indisponibili: Svilar, Cristante, Koné, Dybala e Malen (squalificato) nella Roma; Havel, Sow, Meichtry, Colombo e Venturino nel Genoa.

Fonti: Tuttosport (diretta, formazioni e terna arbitrale), Eurosport (cronaca, momenti chiave, pagelle e statistiche Opta pre-partita), Goal.com Italia (cronaca, pagelle e tabellino), Sportmediaset (cronaca, tabellino e dichiarazioni di De Rossi), FotMob (formazioni, indisponibili e statistiche Opta), ANSA e Calciomercato.com (dichiarazioni di Gasperini a Sky Sport e DAZN), Gazzetta dello Sport (dichiarazioni di Gasperini), Forzaroma.info (dichiarazioni di De Rossi a Sky Sport e DAZN), Calciostyle, Romanews e Rivista La Roma (conferenza di vigilia di De Rossi), Fantacalcio.it e Fantacalcio-online.com (voti). Il gol di Lulli è al 68′ per Tuttosport, Goal.com e FotMob, al 69′ per Eurosport e Fantacalcio.it; Eurosport indica al 77′ l’uscita di Lulli.

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