Il risultato: all’U-Power Stadium il Monza travolge 4-0 il Cagliari con Kouadio, la doppietta di Varela e Robinson, tre reti su quattro nella ripresa. La svolta: Törnqvist ferma Nzola e Mendy, Maldini perde palla e Kouadio segna; dopo 115 secondi di ripresa Varela raddoppia e i sardi si sciolgono. La classifica: il Monza sale a 7 punti e lascia la zona rossa; il Cagliari resta a 13 e incassa più gol di quanti ne avesse presi in sei giornate.
Per sei giornate il Cagliari ha esibito la retroguardia più avara del campionato: tre gol incassati, una contabilità da monastero cistercense. All’U-Power Stadium ne ha concessi quattro in una sola serata, con lo slancio di chi svuota la cantina prima del trasloco. Non è stata una sconfitta. È stata una svendita per cessata attività, con il cartello «tutto deve sparire» appeso sulla porta di Caprile, e il Monza ha riempito il carrello senza nemmeno chiedere lo scontrino.
C’è poi un dettaglio che rende il quadro ancora più saporito. Fabio Pisacane, squalificato dopo il battibecco con Spalletti, ha seguito la partita lontano dalla panchina, affidata al vice Giacomo Murelli. A fine gara ha spiegato di aver visto «molto bene dall’alto» che cosa c’è da correggere. Non stentiamo a crederlo: da lassù, la ripresa rossoblù offriva una visuale perfetta, perché tra la linea mediana e l’area sarda non c’era nessuno a fare ombra.
E pensare che l’avvertimento era arrivato per tempo, e proprio da lui. Alla vigilia Pisacane aveva ammonito i suoi: «Se sbagliassimo approccio o pensassimo alla classifica rischieremmo di farci molto male». Raramente una previsione si è avverata con tanta puntualità. Le previsioni del tempo, al confronto, sono letteratura fantastica.
Un tempo da Cagliari, un portiere da Monza
Le scelte, prima di tutto. Il Cagliari si presenta con una novità vera: il 4-3-1-2, con Daniel Maldini a galleggiare alle spalle della coppia Mendy-Nzola, prima volta con il doppio centravanti e prima da titolare in rossoblù per l’angolano. Jurić, reduce dal 3-1 incassato all’Olimpico contro la Lazio, ne cambia quattro: Goglichidze rileva lo squalificato Lucchesi, Foe Ondoa torna in mediana al posto dell’ex Folorunsho, Dany Mota e Robinson si sistemano dietro Varela. Maldini, che in Brianza si è consacrato, viene accolto dai fischi della curva Davide Pieri: la memoria dei tifosi è lunga, quella dei difensori sardi, come si vedrà, molto più corta.
Il primo tempo, va riconosciuto, è dei rossoblù. Al 16′ Romano fa partire un sinistro a giro che scavalca di poco l’incrocio. Al 20′ Mendy apre la strada a Nzola, che si ritrova davanti a Törnqvist e si fa murare in uscita. Al 27′ il copione si ripete a parti invertite: stavolta è Mendy a ritrovarsi solo davanti allo svedese, e stavolta è di nuovo lo svedese a dire di no. Lo stesso Jurić, nel dopopartita, non ha fatto giri di parole: «Bisogna essere onesti, il Cagliari ha giocato meglio nel primo tempo». Onestà apprezzabile, soprattutto quando puoi permettertela con un 4-0 in tasca.
Ritratto fulminante, come da tradizione della casa. Törnqvist, portiere che esce dai pali con la determinazione di un buttafuori all’ingresso di un locale esclusivo: nome non in lista, qui non si passa. Nzola, centravanti che arriva a tu per tu con il numero uno avversario e si ferma a ponderare, come chi entra in cucina e non ricorda più che cosa fosse venuto a prendere. Mendy, il più vivo dei suoi, che a forza di inventare palloni per gli altri e di sprecare quelli capitati a lui ha collezionato rimpianti in entrambe le versioni. Il bersaglio, ovviamente, sono le prestazioni e non gli uomini. Ma certe prestazioni, ammettiamolo, si offrono alla mira con un entusiasmo commovente.
Maldini perde palla, Kouadio non perde tempo
Il calcio, si sa, non ha alcun senso della giustizia distributiva. Al 39′, nel momento in cui il Cagliari sembra padrone del campo, Maldini perde un pallone a metà campo. Kouadio lo raccoglie e riparte, scambia con Dany Mota, che lo rimette in corsa con un’imbucata da manuale, e il difensore arriva in faccia a Caprile come se lo facesse di mestiere. Destro sporco, pallone tra le gambe dell’estremo difensore, uno a zero. L’Unione Sarda l’ha riassunta con una formula che vale più di un trattato: il Monza segna «sull’unica vera occasione». Il cinismo, a volte, è solo un altro nome della concretezza.
Per Kouadio è il primo sigillo in Serie A, e a 20 anni e 165 giorni diventa il difensore più giovane a segnare con il Monza nel massimo campionato. Pratese, classe 2006, fresco di prima convocazione in Nazionale, è in Brianza in prestito dalla Fiorentina: l’unico filo viola della serata, ma un filo robusto, visto che nella ripresa, secondo le cronache, stoppa, mura e domina come un veterano. Il Cagliari tenta una risposta con un tiro di Romano finito a lato e con un’iniziativa di Maldini sprecata nell’unico minuto di recupero. All’intervallo il conto dice 1-0, e la sensazione è che i sardi siano usciti dal campo convinti di aver giocato meglio. Ed era vero. Peccato che la classifica, notoriamente, non premi le sensazioni.
Momenti chiave
- 39′GOL Monza
Eddy Kouadio: 1-0
- 47′GOL Monza
Gustavo Varela: 2-0
- 66′GOL Monza
Jay Robinson: 3-0
- 79′GOL Monza
Gustavo Varela: 4-0
Centoquindici secondi e la miglior difesa evapora
Nessun cambio all’intervallo, ma un cambio di temperatura sì. Jurić, in conferenza, l’ha raccontata così: «Abbiamo visto i video nella ripresa e ci siamo aggiustati». L’effetto del cineforum è immediato. Dopo un minuto e cinquantacinque secondi Akinsanmiro avvia l’azione, Foe Ondoa scappa sulla destra e serve all’indietro Varela, che incrocia un diagonale angolatissimo. Mina accompagna l’azione con lo sguardo, in una posa da statua equestre ma senza cavallo. Due a zero, e la difesa meno battuta del torneo comincia a somigliare a una leggenda metropolitana: tutti ne parlano, nessuno l’ha mai incontrata davvero.
Al 51′ il Monza sfiora pure il tris: Dany Mota salta Rodríguez e calcia, Caprile respinge in modo poco ortodosso e poi si ripete su Varela, che però era in fuorigioco. Al 53′ dalla panchina sarda esce Nzola ed entra Fadera, con il ritorno a un attaccante solo: il doppio centravanti, esperimento coraggioso, viene archiviato come certi progetti di ristrutturazione dopo il primo preventivo. Al 62′ arriva l’unico sussulto rossoblù della ripresa: Mina stacca di testa su un corner di Romano, Törnqvist alza in angolo, e nella mischia successiva il tiro di Zé Pedro sbatte su Akinsanmiro.
Qui va aperta una parentesi, perché la conferenza pre-partita aveva fornito perfino il manuale d’istruzioni. Pisacane aveva spiegato che sulle palle inattive il Cagliari marca «con un castello» e che, con un portiere come Caprile, quando gli avversari tirano «da venti metri o in mischia, è difficile farci gol». Analisi impeccabile. Il Monza, infatti, non ha segnato né su palla inattiva né con tiri dalla distanza: ha segnato correndo. Il castello era solidissimo, ma qualcuno aveva lasciato abbassato il ponte levatoio.
Robinson, Colpani e il palo che fa da sponda
Al 66′ la contesa passa dalla cronaca all’archivio. Adopo perde palla sulla trequarti, Varela si trasforma in rifinitore e infila in verticale per Robinson, diciannovenne inglese, che prende il tempo a Zé Pedro e batte Caprile con un destro rasoterra di precisione notarile. Tre a zero. Il Cagliari risponde con due cambi in un colpo, fuori Maldini e Zé Pedro, dentro Kevin Carlos e Sugawara: la classica mossa di chi sposta i mobili mentre in soggiorno entra l’acqua. Poco dopo Fadera pesca Mendy nell’area piccola, ma l’attaccante non riesce a coordinarsi.
Poi tocca a Colpani, subentrato da pochi minuti a Dany Mota. Il suo mancino a giro centra il palo pieno e il pallone, con una gentilezza quasi imbarazzante, finisce tra le mani di Caprile, rimasto immobile a guardare. Anche i legni, a quanto pare, avevano deciso di schierarsi. Al 79′ la conferma: Robinson entra in area e calcia di sinistro, il palo respinge, Varela è il più lesto di tutti e deposita a porta vuota. Quattro a zero. Un’azione che sembra disegnata da un allenatore delle giovanili per spiegare ai ragazzi perché bisogna sempre seguire il tiro del compagno.
Il finale è un lungo titolo di coda. Escono Kouadio, Akinsanmiro e Varela, entrano Bakoune, l’ex Folorunsho e Cutrone; nel Cagliari Deiola e Liteta rilevano Romano e l’ammonito Winks. Kevin Carlos prova due volte a confezionare almeno il gol della bandiera, ma Törnqvist, in versione saracinesca anche a risultato acquisito, non concede nemmeno quello. I cartellini gialli finiscono a Winks, Birindelli e Fadera: tre ammonizioni, ovvero più interventi decisi dall’arbitro Calzavara di quanti ne abbia effettuati la retroguardia sarda dopo l’intervallo.
Pisacane, la vista dall’alto e le scuse ai tifosi
Fabio Pisacane, in sala stampa, ha scelto la strada più rara nel calcio italiano: quella della franchezza senza anestesia. «Devo delle scuse a 1400 persone che hanno speso dei soldi per vedere uno scempio del genere», ha esordito, secondo quanto riportato da TuttoCagliari.net. E ancora: «Ci sono modi e modi di perdere. Non li abbiamo rappresentati». Il dato ufficiale parla di 1.376 spettatori ospiti: l’allenatore ha arrotondato per eccesso, ed è stata l’unica generosità rossoblù dell’intera trasferta non rivolta agli attaccanti avversari.
Il resto della conferenza è un esame di coscienza pubblico. «Siamo tornati sulla terra», ha ammesso. «Ogni squadra è lo specchio del proprio allenatore», ha aggiunto, rivendicando la responsabilità e precisando che «non c’entra nulla il fatto che ero in panchina oppure no». E soprattutto: «Provo rabbia nel vedere una squadra che non sembrava una squadra». Lo specchio, stasera, rifletteva quasi soltanto praterie. Pisacane ha comunque reso «onore al Monza», riconoscendo ai brianzoli l’atteggiamento «di una squadra che si deve salvare», e ha chiuso con un auspicio: «Mi auguro sia solo qualcosa di passeggero». Lo speriamo per lui. Il Cagliari aveva perso soltanto con l’Inter: farsi travolgere da una neopromossa è un genere di passeggero che, di solito, chiede anche il posto al finestrino.
Jurić cita Pisacane e si gode il cinismo
Dall’altra parte, Ivan Jurić ha alternato soddisfazione e una prudenza da alpinista in discesa. «È stata una partita tosta», ha detto in conferenza stampa, e poi: «Il Cagliari è una squadra forte, mi hanno stupito». A chi gli chiedeva di spiegare il dominio della ripresa ha risposto con una sincerità disarmante: «Oggi ci è andata anche bene». E sul punto più delicato, quello difensivo, ha usato la lucidità del contabile: «Era importante non prendere gol. Non sarà sempre così, ma questo è il calcio». Detto da un tecnico che alla vigilia aveva ricordato che «normalmente le mie squadre prendono veramente pochi gol», suona come una promessa mantenuta con qualche settimana di ritardo: per il Monza è la prima porta inviolata in Serie A da circa due anni, secondo le statistiche citate da Calcionews24.
Il colpo di classe, però, è arrivato con una citazione. Pisacane, prima della partita, aveva definito Jurić un «Gasperini 2» e una «fonte di ispirazione», aggiungendo che il Monza stava «probabilmente performando un po’ meno». Jurić, a bocce ferme, gli ha restituito la cortesia: «Come ha detto Pisacane, il Monza underperformava». Un complimento pre-partita trasformato in ricevuta di ritorno: nel calcio, come in banca, le parole si restituiscono con gli interessi. E c’è stato spazio anche per un’autocritica a scoppio ritardato sulla sconfitta dell’Olimpico: «Dopo la Lazio forse sono stato troppo duro con i miei, visto quello che hanno fatto ieri i biancocelesti contro la Juventus». Tradotto: perdere con la Lazio, di questi tempi, è quasi un attestato di normalità.
Infine, i singoli. Su Akinsanmiro: «Ha fatto la sua miglior prestazione a Monza». Su Foe Ondoa, l’assistman del raddoppio: «È un ragazzo molto disponibile, ha imparato già la lingua e si è integrato». E su Varela, con la cautela di chi conosce bene il prezzo dei facili entusiasmi: «Per me è solo all’inizio, ha grandi margini di miglioramento su tante cose», come riferito dall’Unione Sarda. Se questo è l’inizio, i difensori del campionato farebbero bene a prenotare fin d’ora qualche seduta di fisioterapia.
Varela, il primato di Maldini e i numeri della serata
Gustavo Varela, ventuno anni, portoghese, sale a sei reti in campionato in sei presenze: aggancia Malen e si mette in scia di Raimondo, capocannoniere a quota sette. Con le doppiette rifilate a Sassuolo e Cagliari diventa il primo giocatore del Monza a firmare più di una marcatura multipla in Serie A. Ma il dato più gustoso è un altro: a 21 anni e 262 giorni è il più giovane a toccare quota cinque gol in A con la maglia brianzola, e il record precedente apparteneva a Daniel Maldini. Che era in campo, a pochi metri, con un’altra maglia e nello stadio che lo aveva consacrato. Gli hanno sfilato il titolo da sotto il naso: un furto con destrezza in presenza del legittimo proprietario.
Il resto del tabulato è un piccolo museo di prime volte. Per il Monza è il primo successo in Serie A con almeno quattro gol di scarto, oltre alla seconda vittoria interna di fila dopo il 2-1 al Sassuolo, cosa che in Brianza non accadeva dai tempi di Palladino. Per il Cagliari è la prima volta da due anni a questa parte con più di tre reti subite in una gara di campionato. In classifica i brianzoli salgono a 7 punti, agganciano il Torino e si arrampicano fuori dalla zona rossa; i sardi restano a 13 e scivolano al settimo posto, alle spalle del Frosinone. Fino a ieri il Cagliari era la sorpresa del campionato. Da stasera è una sorpresa anche per sé stesso.
Il verdetto dell’U-Power
Resta l’immagine di una partita in due atti, scritti da due autori diversi. Nel primo il Cagliari recita bene ma dimentica la battuta finale; nel secondo il Monza si prende il palcoscenico, la regia e pure la biglietteria. Il Corriere dello Sport ha descritto un Cagliari «distratto e colpevolmente appagato dal buon inizio di stagione»: è la diagnosi più crudele, perché l’appagamento è un virus che non si vede ai raggi X e si diagnostica soltanto quando il tabellone dice quattro a zero.
Il Monza, intanto, scopre di avere un portiere che para quando la partita è ancora in bilico, un centravanti che segna quando la partita è già decisa e un difensore in prestito che segna quando la partita non è ancora cominciata davvero. È una combinazione rara, e vale più di qualsiasi possesso palla. Il Cagliari, invece, scopre che la solidità è un patrimonio fragile: si accumula in sei giornate e si dilapida in quarantacinque minuti. Pisacane l’ha vista benissimo, dall’alto. Il problema è che, per novanta minuti, i suoi l’hanno vista soltanto da lontano.
Le pagelle
Monza · All. Jurić 7,5
Törnqvist7
Mura Nzola in uscita, poi nega il gol a Mendy e, nella ripresa, a Mina e Kevin Carlos. Senza di lui il primo tempo avrebbe avuto un altro finale.
Kouadio (dall’81′ Bakoune s.v.)7,5
Prima rete in Serie A con un inserimento da attaccante, poi dietro chiude tutto. Il difensore più giovane a segnare con il Monza in A.
Goglichidze7
Guida il reparto al posto di Lucchesi senza una sbavatura: essenziale come un orologio svizzero.
Carboni7
Duello ruvido con Nzola, vinto ai punti; poi contiene anche Kevin Carlos.
Birindelli6,5
Sempre propositivo a destra, ci prova da lontano dopo pochi minuti. Il giallo era evitabile.
Foe Ondoa7
Ovunque, anche in fase d’inserimento. Suo il pallone che apre il raddoppio di Varela.
Akinsanmiro (dall’81′ Folorunsho s.v.)7
Gioca di prima, lucido e solido. Per Jurić è la sua miglior partita in maglia biancorossa.
Mangas6,5
Più attento a difendere che a spingere, ma sulla sinistra si fa notare.
Robinson (dall’87′ Forson s.v.)7,5
Morbido nel primo tempo, decisivo nel secondo: firma il tris e con il palo apparecchia il poker.
Dany Mota (dal 64′ Colpani 6,5)6,5
Mobile e caparbio, inventa l’imbucata che manda in porta Kouadio. Colpani, appena entrato, prende un palo e avvia l’azione del 4-0.
Varela (dall’81′ Cutrone s.v.)8,5
Doppietta, assist per Robinson e un record sottratto a Maldini. Nel primo tempo riceve poco, nel secondo restituisce tutto con il sovrapprezzo.
Cagliari · All. Pisacane 4,5
Caprile5,5
Quattro gol al passivo, non tutti evitabili. Ma stavolta non legge le traiettorie come al solito.
Zé Pedro (dal 67′ Sugawara 5,5)4,5
Impreciso in impostazione, perde Robinson sul 3-0. Sugawara entra nel caos e non lo riordina.
Mina4
La grinta c’è, la posizione no: in ritardo sul vantaggio, tardivo su Varela, coinvolto anche nel terzo e nel quarto gol.
Rodríguez4,5
Regge per mezz’ora, poi non legge il taglio di Kouadio e nella ripresa affonda con il resto del reparto.
Obert4
Birindelli gli toglie il respiro, e dalla sua parte il Monza passa a ripetizione.
Romano (dall’81′ Deiola s.v.)4,5
Un sinistro promettente in avvio, poi Foe Ondoa gli rende la vita complicata. Irriconoscibile.
Winks (dall’81′ Liteta s.v.)5
Regia a due tocchi finché regge, poi si smarrisce e si innervosisce. Ammonito.
Adopo4
Si vede poco e perde il pallone da cui nasce il tris. La serata peggiore della compagnia.
Maldini (dal 67′ Kevin Carlos 5,5)5
Il grande ex non trova mai la posizione e perde il pallone dell’1-0. Kevin Carlos ci prova, ma Törnqvist gli chiude la porta.
Mendy5,5
Il meno colpevole: lega il gioco e serve a Nzola un ottimo pallone. Poi si spegne con la squadra.
Nzola (dal 53′ Fadera 5,5)5
Prima da titolare con la chance più grande dell’avvio, murata da Törnqvist. Fadera spreca da buona posizione e rimedia un giallo.
Voti di Fantacalcio.it (voti in pagella senza bonus e malus, 7ª giornata di Serie A 2026/27); i commenti sono nostri, liberamente ispirati ai giudizi della redazione. S.v. per i subentrati non valutati.
Il tabellino
Monza-Cagliari 4-0 (primo tempo 1-0) — Serie A, 7ª giornata, lunedì 19 ottobre 2026, U-Power Stadium (Monza)
- Marcatori
- 39′ Kouadio (M), 47′ Varela (M), 66′ Robinson (M), 79′ Varela (M)
- Monza
- 3-4-2-1 Törnqvist; Kouadio (81′ Bakoune), Goglichidze, Carboni; Birindelli, Foe Ondoa, Akinsanmiro (81′ Folorunsho), Mangas; Robinson (87′ Forson), Dany Mota (64′ Colpani); Varela (81′ Cutrone). A disposizione: Thiam, Strajnar, Antov, Ngonge, Colombo, Ciurria, Mout. All. Jurić
- Cagliari
- 4-3-1-2 Caprile; Zé Pedro (67′ Sugawara), Mina, Rodríguez, Obert; Romano (81′ Deiola), Winks (81′ Liteta), Adopo; Maldini (67′ Kevin Carlos); Mendy, Nzola (53′ Fadera). A disposizione: Sherri, Radunovic, Fazzini, Ciervo, Gagliardini, Kofler, Aurelio, Sulev, Massolin. All. Pisacane (squalificato; in panchina il vice Murelli)
- Arbitro
- Calzavara di Varese (assistenti Perrotti e Scatragli; quarto ufficiale Pairetto). Var: Aureliano; Avar: Di Vuolo
- Ammoniti
- Winks (C), Birindelli (M), Fadera (C)
- Note
- spettatori 11.060 (di cui 1.376 ospiti); recupero 1′ primo tempo, 3′ secondo tempo. Alcune fonti attribuiscono il gol di Kouadio al 40′; i minuti delle sostituzioni possono variare di un minuto tra le diverse fonti.
Fonti: ANSA (risultato e marcatori), Sky Sport (cronaca e classifica), Sportmediaset (cronaca, tabellino e statistiche Opta), Corriere dello Sport (cronaca), Gazzetta.it (diretta, formazioni e terna arbitrale), Fantacalcio.it (cronaca e pagelle), Eurosport (pagelle e minuti delle sostituzioni), L’Unione Sarda (cronaca e dichiarazioni di Jurić), Monza-News.it (tabellino, spettatori e conferenza stampa di Jurić), TuttoCagliari.net (conferenza stampa di Pisacane e classifica aggiornata), Cagliari Calcio, sito ufficiale (conferenza della vigilia di Pisacane), Cagliarinews24 (conferenze di Jurić), Calcionews24 (statistiche), ACF Fiorentina, sito ufficiale (prestito di Kouadio).

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