Dopo due fine settimana di pausa, diciannove giorni senza campionato, la Fiorentina torna in campo e fa quello che ci si aspettava da lei: dimentica di essere tornata. Sabato 10 ottobre 2026, ore 15, stadio Luigi Ferraris, sesta giornata di Serie A. Il Genoa di Daniele De Rossi, con un solo punto in classifica e la panchina che scotta, ospita la Fiorentina di Paolo Vanoli, reduce da una vittoria e un pareggio. Il favorito, sulla carta, era chiaro. Il campo, come spesso accade quando c’è di mezzo la Fiorentina, ha preferito un’altra carta. Finisce 2-1 per il Genoa: Osmajic al 7′, Messias al 15′, autogol di Vásquez al 73′.
Quindici minuti. Tanto è bastato alla squadra di De Rossi per costruire la sua prima vittoria in campionato. Quindici minuti in cui la Fiorentina è sembrata una squadra ancora negli spogliatoi, o forse ancora in aereo, di ritorno dalle nazionali. Il resto della partita è stato un lungo, generoso, inutile tentativo di recuperare un risultato regalato.
Il contesto: la sosta lunga e le attese
La pausa di quasi tre settimane, raccontano le cronache, era figlia della decisione di accorpare le finestre internazionali di settembre e ottobre. Per la Fiorentina doveva essere l’occasione per lavorare, assimilare le idee di Vanoli, consolidare i quattro punti presi in due partite. La Lega Serie A, nella presentazione della gara, scriveva che i viola, “dopo un inizio complicato e l’arrivo di Vanoli in panchina, hanno rialzato la testa vincendo a Venezia e pareggiando contro il Napoli”. La testa, effettivamente, l’avevano rialzata. Il problema è che a Marassi l’hanno riabbassata subito.
Le scelte
Vanoli sceglie Beto e Gnonto come riferimenti avanzati, con Oulai in regia accanto a Fagioli, secondo la cronaca della Lega Serie A. Gli altri: De Gea in porta, Valdepeñas, Ranieri, Dragusin e Jiménez in difesa, Ndour e Mastantuono a completare l’undici. Fuori, tra gli altri, Njie, Viery e Pellegrino, che entreranno nella ripresa. De Rossi risponde con El Shaarawy e Messias titolari accanto al confermato Osmajic.
Su Mastantuono, reduce da un lungo viaggio, Vanoli dirà dopo la partita: “Mastantuono è un giocatore importante che, nonostante un lungo viaggio, oggi era pronto per giocare”. Pronto, forse. Brillante, no.
Il primo tempo: il black out
7′: Osmajic
Il Genoa parte fortissimo. Al 7′ El Shaarawy calcia, De Gea para, ma l’azione prosegue: Ellertsson mette in mezzo e Milutin Osmajic insacca al volo sotto la traversa. Uno a zero dopo sette minuti. In quei sette minuti c’è già tutto il copione della giornata: pressione, verticalità, e una difesa viola che guarda.
15′: Messias
Al 15′ arriva il raddoppio. Osmajic si traveste da uomo assist, mette un cross e Junior Messias, di sinistro, da centro area, la mette sotto la traversa. Goal.com parla di “buco abbastanza clamoroso” di Ranieri sull’azione, già ammonito proprio in quel minuto per un fallo su Messias. Due a zero. La Fiorentina, che per un mese si era raccontata come una squadra nuova, torna improvvisamente quella vecchia. Goal.com lo scrive senza pietà: “A tratti sembra quella di Grosso”.
Il resto del tempo
Poco dopo De Gea evita il tris volando su una punizione di El Shaarawy a fil di palo, come racconta la Lega Serie A. Al 21′ viene ammonito anche Oulai. La Fiorentina comincia a ritrovarsi solo nel finale del primo tempo: Oulai calcia di poco a lato al 41′, Ranieri di testa manda fuori su angolo al 44′, e al 45′ Mastantuono costringe Bijlow a una deviazione difficile con il sinistro. Troppo poco, troppo tardi. Si va al riposo sul 2-0.
Momenti chiave
- 7′GOL Genoa
Milutin Osmajic: 1-0
- 15′GOL Genoa
Junior Messias: 2-0
- 73′Autogol Fiorentina
Johan Vásquez
La ripresa: la reazione, l’autogol, il palo
I cambi all’intervallo
Vanoli cambia subito: fuori Oulai e Ranieri, dentro Njie e Viery. La Lega Serie A annota che i viola tornano in campo “molto più pimpanti”. Il Genoa perde per infortunio prima Otoa, sostituito da Marcandalli, e poi nel finale Ehizibue ed Ellertsson. De Rossi inserisce anche Vitinha e Wiafe per Messias ed El Shaarawy al 57′. Al 60′ viene ammonito Viery. Al 64′ Beto calcia fuori e al 65′ lascia il posto a Pellegrino.
73′: l’autogol di Vásquez
Al 73′ la partita si riapre. Jiménez mette in mezzo un cross che Goal.com definisce “abbastanza innocuo”, e Johan Vásquez, nel tentativo di anticipare, se lo butta in porta. Autogol, 2-1. Un regalo, sì. Ma dopo il primo tempo che aveva visto la Fiorentina regalare due gol, una restituzione del favore non sembrava immeritata.
77′ e 84′: il destino in un minuto
E qui la Fiorentina ha due occasioni per pareggiare, entrambe sui piedi di Cher Ndour. Al 77′ tira alto da centro area su assist di Pellegrino: occasione sprecata. All’84’, ancora su assist di Pellegrino, Ndour calcia di destro da fuori e colpisce il palo. Prima sprecone, poi sfortunato, scrive la Lega. È la sintesi perfetta di una squadra che ci prova con il cuore e sbaglia con i piedi. Nel frattempo all’80’ e 81′ entrano Dodô per Jiménez e Pedro Gonçalves per Gnonto.
Allo scadere De Rossi “suda freddo”, sempre secondo la Lega, sull’occasione per Gonçalves. Al 96′ Pellegrino manda di testa alto su cross di Pedro Gonçalves. Fischio finale dell’arbitro Maresca: Genoa 2, Fiorentina 1. Prima vittoria in campionato per i rossoblù.
Le parole: “Mi aspettavo un approccio diverso”
Vanoli non ha cercato scuse, ai microfoni di DAZN, come riportato da Tuttosport. E questa, almeno, è una notizia: “Mi aspettavo un approccio diverso. Siamo andati sotto di due gol, regalando quasi una frazione. Dobbiamo ripartire dal secondo tempo di oggi, cercando di tenere meno il pallone nei metri finali”.
Mi aspettavo un approccio diverso. Siamo andati sotto di due gol, regalando quasi una frazione.
Paolo Vanoli a DAZN dopo Genoa-Fiorentina (fonte: Tuttosport, 10 ottobre 2026)
E ancora: “Nel primo tempo non abbiamo pressato con la giusta intensità, rimanendo nella cosiddetta terra di mezzo. Siamo stati anche in difficoltà nel capire esattamente come loro fossero disposti in campo”. La terra di mezzo. Tolkien ci ha scritto tre volumi, la Fiorentina ci ha lasciato tre punti. Poi un passaggio che suona come un avvertimento interno: “Tutti, anche i nuovi, devono capire cosa vuol dire giocare nel calcio italiano”. E il solito, onesto ritornello: “Siamo una squadra giovane fatta di alti e bassi. Gli errori devono servirci come insegnamento”.
Dall’altra parte De Rossi si è tolto qualche sassolino, sempre a DAZN: “Non meritavamo di fare così pochi punti nelle prime uscite, ma è anche vero che oggi sul finale potevamo prendere il pari e la Fiorentina non avrebbe rubato nulla”. Gentile. E poi una frase sulla società, per la pazienza dimostrata “anche nei momenti in cui fuori dallo stadio c’erano i forconi”. I forconi a Genova, i fischi a Firenze: la Serie A è un’unica grande famiglia di tifosi che chiedono la testa di qualcuno. Il Genoa ha avuto pazienza ed è stato ripagato. La Fiorentina, a settembre, ne aveva avuta meno.
I numeri: dominio sterile, la vecchia malattia
Le statistiche del sito ufficiale della Fiorentina raccontano una partita che i tifosi viola conoscono a memoria. Possesso palla: 63,1% Fiorentina, 36,9% Genoa. Passaggi: 473 viola contro 276 rossoblù, con l’86% di precisione contro il 76%. Tiri totali: 13 a 10 per la Fiorentina. Ma nello specchio: 3 viola, 4 genoani. Un palo per i viola. Cross: 20 contro 10. Calci d’angolo: 4 a 3.
Ricordate le partite di Grosso? Tanti tiri, tanti passaggi, pochi gol, zero punti. Ricordate cosa aveva detto Vanoli all’inizio, che il talento non basta? Ecco, a Marassi è successo proprio questo: tanto pallone, poca porta, tanto talento, poca squadra per un tempo intero. Vanoli lo sa così bene che ha detto di voler “tenere meno il pallone nei metri finali”. Tradotto: smettiamola di accarezzarlo e cominciamo a calciarlo.
La classifica e il calendario
Con questa sconfitta la Fiorentina resta a quattro punti dopo sei giornate. A completamento del turno, la classifica di Eurosport la colloca al diciannovesimo posto, penultima, davanti al solo Venezia ancora a zero. Udinese, Monza, Genoa e Parma sono anch’esse a quattro, ma con una differenza reti migliore di quella viola, che dice -7 (7 gol fatti, 14 subiti).
Il prossimo turno, domenica 18 ottobre alle 15, porta al Franchi il Como, secondo quanto indicato dalla Lega Serie A. Poi la trasferta di San Siro contro l’Inter, appaiata in vetta alla Lazio. Non esattamente il calendario ideale per una squadra che, dopo la sosta, ha bisogno di ritrovarsi.
Il giudizio
Questa partita lascia un’impressione chiara: la Fiorentina di Vanoli è migliore di quella di Grosso, ma non abbastanza da poter permettersi di regalare un tempo. A Venezia aveva rimontato, con il Napoli aveva resistito, a Marassi ha reagito tardi. Il passo successivo, quello che separa una squadra in crescita da una squadra vera, è imparare a cominciare le partite. Sembra banale. A Firenze, quest’anno, è diventato un traguardo.
Statistiche partita
- Genoa-Fiorentina 2-1 (primo tempo 2-0), 6ª giornata Serie A 2026-27
- Data e luogo: sabato 10 ottobre 2026, ore 15, Stadio Luigi Ferraris, Genova
- Marcatori: 7′ Osmajic (G), 15′ Messias (G), 73′ aut. Vásquez (G)
- Fiorentina: De Gea; Valdepeñas, Ranieri (46′ Viery), Dragusin, Jiménez (80′ Dodô); Fagioli, Ndour; Gnonto (81′ Pedro Gonçalves), Oulai (46′ Njie), Mastantuono; Beto (65′ Pellegrino). All. Vanoli
- Genoa: Bijlow; Vásquez, Østigård, Otoa (66′ Marcandalli), Ehizibue (81′ Puczka); Frendrup, Traoré; El Shaarawy (57′ Wiafe), Messias (57′ Vitinha), Ellertsson (81′ Sabelli); Osmajic. All. De Rossi
- Arbitro: Maresca
- Ammoniti: Ranieri, Oulai, Viery (F); Traoré, Vásquez, Wiafe, Vitinha, Sabelli (G)
- Possesso palla: Genoa 36,9% – Fiorentina 63,1%
- Tiri totali: 10 – 13
- Tiri in porta: 4 – 3
- Pali: 0 – 1 (Ndour)
- Calci d’angolo: 3 – 4
- Cross: 10 – 20
- Passaggi: 276 – 473 (precisione 76% – 86%)
Fonti: acffiorentina.com (statistiche e formazioni), Lega Serie A e Sky Sport (cronaca e cambi), Goal.com, Tuttosport (dichiarazioni).
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Le pagelle di violahub: Genoa-Fiorentina 2-1: un quarto d’ora di sonno e la sosta che non ha svegliato nessuno
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