Ci sono vittorie che valgono tre punti e vittorie che valgono una seduta di psicoterapia di gruppo. Quella del Penzo appartiene alla seconda categoria. Venerdì 11 settembre 2026, ore 20.45, quarta giornata di Serie A: il Venezia di Giovanni Stroppa, ultimo a zero punti, ospita la Fiorentina, penultima a zero punti. Più che un anticipo, un consulto medico. Finisce 2-4 per i viola, con una tripletta di Franco Mastantuono e un gol di Mateo Pellegrino. Paolo Vanoli, tornato in panchina quattro giorni prima, comincia il suo secondo mandato come aveva chiuso il primo: con la squadra che corre e la gente che canta.
Prima di lanciarsi in celebrazioni che a Firenze, si sa, durano sempre un po’ troppo, conviene ricordare il contesto. La Fiorentina arrivava a Venezia dopo tre sconfitte, un gol fatto e nove subiti, un allenatore esonerato la domenica sera e uno richiamato il lunedì mattina. Per una squadra così, anche un pareggio sarebbe stato salutato come la presa della Bastiglia. È arrivata una vittoria. In rimonta. Con quattro gol. Non si poteva chiedere di più, e infatti nessuno lo chiedeva.
Il primo tempo: doccia fredda, poi due minuti di follia argentina
L’avvio e il solito regalo
La Fiorentina parte forte, come raccontano le cronache di FirenzeViola. Mastantuono viene murato da Moreno dopo un’azione personale, Ndour sfiora il palo da posizione defilata, Jiménez, lanciato dall’argentino, spreca davanti a Stankovic. Tre occasioni in pochi minuti. Il copione sembra quello giusto. Poi la Fiorentina fa la cosa che in questo inizio di stagione le riesce meglio: si complica la vita da sola.
Al 22′ un pallone perso da Ndour permette a Busio di verticalizzare per Akor Adams, che batte De Gea e porta avanti il Venezia. È la conferma di una regola non scritta di questo inizio di stagione: la Fiorentina costruisce, poi regala. Il Penzo esplode, la panchina viola si guarda intorno. Il terrore, per qualche minuto, è che la musica non sia cambiata. Ma il direttore d’orchestra, questa volta, sì.
29′ e 30′: Mastantuono apre la cassaforte
Al 29′ Jiménez apre per Mastantuono, che dal limite si sposta sul sinistro e la mette sul primo palo. Primo gol in Italia per l’argentino arrivato in prestito dal Real Madrid. Passa un minuto, uno solo, e al 30′ arriva il raddoppio: azione confusa, palla che arriva a Beto, che la allunga per Mastantuono che dalla distanza, ancora di sinistro, la fa accarezzare il palo interno. Due a uno. Due gol in sessanta secondi, dopo che in tre partite la Fiorentina ne aveva segnato uno in duecentosettanta minuti. Il calcio a volte non ha senso, ed è per questo che lo amiamo.
Prima dell’intervallo la Fiorentina sfiora anche il terzo gol: al 42′ Njie viene lanciato verso la porta, ma Stankovic esce con tempismo e gli chiude lo specchio. Il Venezia perde anche Busio, sostituito da Helgason al 44′ per un problema fisico. Si va negli spogliatoi sul 2-1, e per la prima volta in stagione la Fiorentina va a prendere il tè da squadra in vantaggio.
La ripresa: Pellegrino entra e la chiude
La sofferenza a sinistra
In avvio di secondo tempo il Venezia prova ad alzare il ritmo e la Fiorentina, annota FirenzeViola, soffre soprattutto sulla fascia sinistra. Yeboah calcia alto da fuori, Adams non trova la porta. È il momento in cui la vecchia Fiorentina avrebbe preso il pareggio, poi il sorpasso, poi i fischi. Questa invece resiste. Non è ancora una squadra solida, ma è una squadra che ci prova.
Le mosse di Vanoli
Al 60′ Vanoli cambia: fuori Atta e Beto, dentro Gnonto e Pellegrino. La mossa si rivela decisiva in sei minuti. Al 66′ Fagioli recupera palla e lancia subito il nuovo entrato, Pellegrino parte da centrocampo, brucia Moreno in velocità e firma il 3-1 con un diagonale preciso. È il secondo gol stagionale per l’attaccante argentino, dopo quello, inutile, contro il Torino. Questa volta pesa.
Il Venezia, ferito, si sbilancia. Stroppa cambia ancora: Juan Jesus per l’infortunato Moreno, Thierry Correia per Sagrado, poi Lauberbach e Toni Fernández. La Fiorentina aspetta e colpisce. All’84’ Ndour pesca Mastantuono in area con un pallonetto, Stankovic respinge la prima conclusione, ma il pallone carambola sull’argentino e finisce in rete. Gol fortunato? Certo. Ma la fortuna, come diceva qualcuno, aiuta gli audaci, e a Firenze negli ultimi tempi si erano visti soprattutto i timorosi.
Il 2-4 e l’ultimo brivido
All’86’ arriva il gol che ricorda a tutti che i problemi non sono spariti con un comunicato stampa: Haps crossa dalla sinistra e Hainaut, lasciato solo, batte De Gea con un destro al volo. Un’altra incertezza in costruzione, scrive FirenzeViola. Nel finale la Fiorentina non rischia più e Vanoli concede gli ultimi minuti a Pedro Gonçalves (entrato all’80’ per Njie), Brescianini e Pongracic, questi ultimi due all’89’ per Mastantuono e Ranieri. Fischio finale dell’arbitro Fourneau: Venezia 2, Fiorentina 4.
Momenti chiave
- 22′GOL Venezia
Akor Adams: 1-0
- 29′GOL Fiorentina
Franco Mastantuono: 1-1
- 30′GOL Fiorentina
Franco Mastantuono: 1-2
- 66′GOL Fiorentina
Mateo Pellegrino: 1-3
- 84′GOL Fiorentina
Franco Mastantuono: 1-4
- 86′GOL Venezia
Antoine Hainaut: 2-4
Mastantuono, il record e il pallone
Il più giovane
Secondo la Lega Serie A, con questa tripletta Franco Mastantuono diventa il giocatore più giovane a realizzare una tripletta in Serie A con la maglia della Fiorentina. Il match report ufficiale certifica anche la sua serata: tre gol, novantun minuti in campo. Per un ragazzo arrivato in estate tra mille attese e finito, appena una settimana prima, sostituito all’intervallo contro il Torino tra le perplessità del club, è una risposta che non ha bisogno di sottotitoli.
C’è un retroscena che racconta bene il momento. Lo ha rivelato Vanoli dopo la partita successiva, quella con il Napoli, in sala stampa: alla fine della gara di Venezia Mastantuono avrebbe detto che il migliore in campo era stato Fagioli. “Mi è venuta la pelle d’oca”, ha confessato il tecnico. Un diciannovenne con tre gol nel tabellino che indica il regista. In un calcio dove si litiga per un rigore da battere, è quasi rivoluzionario.
Fagioli, il regista che mancava
E Fagioli, in effetti, se lo merita. Lancio per il 3-1, gestione del pallone, personalità. FirenzeViola lo definisce “sublime”. Noi ci limitiamo a constatare che con Vanoli, che già l’anno scorso gli aveva cucito addosso un ruolo, il centrocampista sembra un altro giocatore. O forse è lo stesso giocatore, finalmente nel posto giusto.
Le parole: “Questa squadra mi stuzzica”
Vanoli, ai microfoni di DAZN, ha scelto parole che vale la pena riportare per intero, come riportato da FiorentinaUno: “Dobbiamo partire dalla base. Volevo avere una squadra talentuosa, ma il talento non basta se non giochi con il compagno”. E ancora: “Quando sono arrivato ho detto ai ragazzi che dovevamo costruire questa pagina bianca. Voglio che sia dimenticato il passato per tutti noi”.
Sono tornato a Firenze perché questa squadra mi stuzzica.
Paolo Vanoli a DAZN dopo Venezia-Fiorentina (fonte: FiorentinaUno, 11 settembre 2026)
Il passaggio più interessante, però, è quello sul passato recente, riportato da Diretta.it: “Io non rosico. L’unica cosa che un pochino mi ha dato fastidio come ho già spiegato è stato il fatto che ci si poteva stringere la mano a fine anno senza stare lì ad esercitare l’opzione”. E poi: “Non sono qua per una rivincita”. Tradotto dal vanolese: mi avete lasciato andare con una formalità contrattuale, sono tornato con entusiasmo, ma ricordatevelo. Signorile e puntuto. Come un fioretto.
C’è stato spazio anche per i ringraziamenti, in particolare alla famiglia Commisso e alla risposta “con grande entusiasmo” data a Paratici. A fine gara, riporta Tuttosport, il presidente Giuseppe B. Commisso è sceso a bordocampo per festeggiare con i giocatori e i circa mille tifosi del settore ospiti, lanciando loro anche una maglia viola. Immagine bellissima. Speriamo che la maglia l’abbia presa qualcuno che era anche al Franchi il giorno del Frosinone: se l’era meritata.
Cosa ci portiamo a casa (oltre al pallone di Mastantuono)
I numeri ufficiali
Il match report della Lega Serie A conferma che stavolta i numeri e il risultato vanno d’accordo, almeno in parte. La Fiorentina ha tirato 19 volte contro le 9 del Venezia, con 9 conclusioni nello specchio contro 3. Ha creato 6 occasioni da gol contro 1. Ma ha completato 288 passaggi contro i 530 dei veneti: il pallone, per lunghi tratti, ce l’aveva il Venezia. È una Fiorentina diversa da quella di Grosso, che teneva palla e non tirava: questa la palla la tiene meno e la butta dentro di più. Non è ancora un’identità, ma è un indizio.
Le fragilità
Restano, eccome. Due gol subiti dall’ultima in classifica, entrambi nati da errori in costruzione o da disattenzioni. La fascia sinistra che soffre. Una difesa che va in affanno quando l’avversario alza il ritmo. Vanoli lo sa, e infatti lo ha detto: “Bisogna restare con i piedi per terra. Ci sono tante cose ancora da migliorare”. I piedi per terra, a Firenze, sono una disciplina olimpica difficilissima: basta una tripletta per vedere la Champions, basta un autogol per vedere la Serie B.
Il calendario
Dopo il Penzo, la Fiorentina aggancia a quota tre punti, scrive La Stampa, Napoli, Torino e Lecce in attesa del completamento della giornata. Il Venezia resta ultimo, insieme al Genoa. Prossimo impegno di campionato: domenica 20 settembre al Franchi, alle 12.30, contro il Napoli di Massimiliano Allegri. In mezzo, martedì 15, la Coppa Italia con il Pisa. Insomma: il tempo per montarsi la testa è poco, e forse è un bene.
Statistiche partita
- Venezia-Fiorentina 2-4 (primo tempo 1-2), 4ª giornata Serie A 2026-27
- Data e luogo: venerdì 11 settembre 2026, ore 20.45, Stadio Pier Luigi Penzo, Venezia
- Marcatori: 22′ Adams (V), 29′ Mastantuono (F), 30′ Mastantuono (F), 66′ Pellegrino (F), 84′ Mastantuono (F), 86′ Hainaut (V)
- Fiorentina: De Gea; Jiménez, Dragusin, Viery, Ranieri (89′ Pongracic); Fagioli, Ndour, Atta (60′ Gnonto); Mastantuono (89′ Brescianini), Beto (60′ Pellegrino), Njie (80′ Pedro Gonçalves). All. Vanoli
- Venezia: Stankovic; Schingtienne, Moreno (69′ Juan Jesus), Haps; Hainaut, Kike Pérez, Busio (44′ Helgason), Sohm (80′ Lauberbach), Sagrado (69′ Thierry Correia); Yeboah (80′ Toni Fernández), Adams. All. Stroppa
- Arbitro: Fourneau
- Ammoniti: Schingtienne (V), Njie (F), Sohm (V)
- Tiri totali: Venezia 9 – Fiorentina 19
- Tiri in porta: 3 – 9
- Occasioni da gol: 1 – 6
- Calci d’angolo: 2 – 4
- Falli commessi: 11 – 6
- Passaggi riusciti: 530 – 288
- Parate: 5 – 1
Fonti: match report ufficiale Lega Serie A; formazioni e cambi da Goal.com, Sky Sport e acffiorentina.com.
Il pagellone dei lettori
Le pagelle di violahub: Venezia-Fiorentina 2-4: Vanoli torna, Mastantuono si porta a casa il pallone
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