Serie A · 7ª giornata
Bologna
1 – 3FINALE
Inter
sab 17/10 · Renato Dall'Ara · 7ª giornata Serie A

Chivu perde la voce, la panchina parla per lui: Carlos Augusto e Bonny ribaltano il Bologna

Pobega illude il Dall’Ara al 10′, Thuram pareggia di testa prima dell’intervallo, poi i subentrati Carlos Augusto e Bonny firmano l’ennesima rimonta nerazzurra. Chivu resta senza voce, l’Inter vola a 19 punti.

violahub.comMax Cherubin · ViolaHub · 17 ottobre · 13 min
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Chivu perde la voce, la panchina parla per lui: Carlos Augusto e Bonny ribaltano il Bologna

Bologna-Inter 1-3: Pobega illude il Dall’Ara al 10′, Thuram pareggia di testa prima dell’intervallo, poi i subentrati Carlos Augusto e Bonny firmano l’ennesima rimonta nerazzurra. Chivu resta senza voce, l’Inter vola a 19 punti.

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Il risultato: al Dall’Ara l’Inter batte 3-1 il Bologna in rimonta, dopo il vantaggio di Pobega al 10′ e il pareggio di testa di Thuram al 44′. La svolta: dalla panchina Chivu pesca Carlos Augusto, che segna dopo 49 secondi al 69′ e all’83′ serve a Bonny l’assist del definitivo 3-1. La classifica: i nerazzurri salgono a 19 punti, primi da soli in attesa di Juventus-Lazio, mentre il Bologna di Palladino resta fermo a quota 5.

Esiste, nel calcio, una categoria di squadre che non sanno vincere se prima non si sono complicate la vita. Sono quelle che arrivano in ritardo alle cene, si scusano con eleganza e poi pagano il conto per tutti. L’Inter di Cristian Chivu, quest’anno, ne è il presidente onorario: al Dall’Ara è andata sotto per la sesta volta in nove partite stagionali tra campionato e Champions League, ha sofferto per quaranta minuti abbondanti, ha rischiato di andare all’intervallo con due gol sul groppone e alla fine ha vinto 3-1, con la serenità di chi sapeva fin dall’inizio come sarebbe andata a finire. Lei, forse, sì. Il Bologna, sicuramente, no.

La capolista col cerotto

La vigilia, a dire il vero, non prometteva granché ai nerazzurri. Martedì, a San Siro, il Club Brugge aveva vinto 4-3 in Champions League con una tripletta di Nicolò Tresoldi, e nella stessa notte Lautaro Martínez si era procurato un risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra: almeno un mese di stop, fino a dopo la prossima sosta per le nazionali. Chivu, in conferenza, aveva provato a sdrammatizzare: «Nessun dramma, prendiamo la sconfitta col Bruges come un episodio». E ancora: «Ho un gruppo fantastico e serve solo riconnettersi senza piangerci addosso». Aveva anche annunciato che «per Bonny arriverà la chance da titolare». Poi, al momento di compilare la distinta, ha mandato in campo Pio Esposito accanto a Thuram. Le promesse degli allenatori, si sa, hanno la stessa scadenza dello yogurt: vanno consumate in fretta, e preferibilmente dopo.

Le altre scelte erano tutte da interpretare. Fuori dall’inizio Calhanoglu e Diouf, dentro Luis Henrique a destra e Sucic a centrocampo. Dall’altra parte Raffaele Palladino, alla terza partita sulla panchina rossoblù dopo il pari d’esordio col Torino e la vittoria di Lecce, aveva sciolto il ballottaggio in porta restituendo la maglia a Skorupski al posto di Pessina, ritrovato Theate in difesa e affidato l’attacco a Piccoli, con Bernardeschi e Cambiaghi alle spalle. Alla vigilia aveva chiesto ai suoi «coraggio e sfrontatezza» e soprattutto aveva avvertito: «Non basterà solo il fuoco, ma dovremo cercare di fare la partita perfetta». Per un tempo, il Bologna la partita perfetta l’ha giocata davvero. Il problema è che le partite, da regolamento, di tempi ne hanno due.

Diciotto secondi, dieci minuti e un pallone perso

Il Bologna parte come se la partita fosse cominciata già da un quarto d’ora. Dopo diciotto secondi Pobega recupera palla al limite, entra in area e mette in mezzo un pallone che Piccoli non riesce a raggiungere per un soffio. È il biglietto da visita. L’Inter risponde con un destro di Barella che Skorupski manda in angolo e con un tiro sbilenco di Luis Henrique su corner di Dimarco, ma l’impressione è quella di una squadra che fa girare il pallone tra i tre centrali con l’urgenza di chi sfoglia una rivista in sala d’attesa. Cambiaghi, intanto, si è incollato a Zielinski con la dedizione di un’ombra e non lo molla più.

Al decimo minuto arriva il gol, e arriva nel modo più interista possibile, almeno per gli standard di questa stagione. Luis Henrique riceve sulla destra, Juan Miranda gli soffia il pallone con un pressing feroce e la palla finisce a Tommaso Pobega, che si ritrova davanti uno spazio centrale largo come una piazza alle sei del mattino. Bisseck e Akanji arrivano in ritardo, Josep Martinez si butta dalla parte opposta, il sinistro di Pobega entra sul suo palo. Uno a zero, con il cronometro fermo a 9 minuti e 52 secondi: secondo Opta, il gol più rapido del Bologna in Serie A dalla rete di Bernardeschi al Napoli dello scorso 11 maggio.

Ritratto fulminante, come da tradizione della casa. Luis Henrique, esterno che porta il pallone come si porta un vassoio pieno di bicchieri su una scala mobile: con prudenza, lentezza e un finale già scritto. Bisseck, centrale che accompagna l’azione avversaria con la cortesia di un usciere. Martinez, portiere che sceglie l’angolo con la stessa fortuna di chi sceglie la fila più lenta al supermercato. Il bersaglio, come sempre, sono le prestazioni e non gli uomini. Ma quella di Luis Henrique, sostituito al 69′ e bocciato con un 5 da Fantacalcio.it, giudizio sintetico «Disastroso», si è offerta al bersaglio con una certa generosità.

Quanto a Pobega, uno che ha un passato in rossonero, contro l’Inter ritrova sempre la mira. Il suo ultimo gol in Serie A, ricorda ancora Opta, l’aveva segnato il 23 maggio scorso, sempre al Dall’Ara e sempre ai nerazzurri, nel 3-3 dell’ultimo confronto diretto. Certe abitudini, evidentemente, non si perdono cambiando stagione.

Momenti chiave

  1. 10′GOL Bologna

    Tommaso Pobega: 1-0

  2. 44′GOL Inter

    Marcus Thuram: 1-1

  3. 69′GOL Inter

    Carlos Augusto: 1-2

  4. 83′GOL Inter

    Ange-Yoan Bonny: 1-3

Il Bologna gioca, l’Inter guarda

Per mezz’ora abbondante il copione non cambia. Al 16′ Bernardeschi calcia sul primo palo su punizione e Martinez devia in angolo, al 24′ Cambiaghi va fino in fondo sulla destra e colpisce l’esterno della rete. L’Inter risponde con tentativi da fuori di Dimarco e Barella e con una deviazione di Thuram su punizione di Dimarco che si alza e finisce fuori. Al 29′ però il Bologna perde Piccoli, fermato da un problema ai flessori: Palladino è costretto a inserire Jay Enem, un gigante che la difesa nerazzurra impara a conoscere in fretta. E il Bologna, sul momento, non se ne accorge nemmeno.

Al 38′ Enem fa da sponda per Pobega, che calcia di controbalzo di poco a lato. Al 40′ arriva l’occasione che cambierà il senso della serata, almeno col senno di poi: Cambiaghi calcia da fuori, la difesa respinge, il pallone resta in area e Pobega, praticamente solo, calcia subito di destro e prende la traversa. Il raddoppio, a quel punto, sembra soltanto una questione di tempo. Ed è proprio lì che il calcio, che ha il senso dell’umorismo di un bidello a fine turno, decide di spegnere la luce.

Barella, Thuram e il gol che non c’era nell’aria

Al 44′ Barella, fino a quel momento impegnato soprattutto a sbagliare appoggi e conclusioni, trova il primo cross davvero giusto della sua serata: teso, dalla destra, al centro dell’area. Marcus Thuram salta più in alto di Casale, colpisce di testa e la mette nell’angolo dove Skorupski non prova nemmeno ad arrivare. Uno a uno. Un pareggio che il Bologna non aveva meritato di subire e che l’Inter non aveva fatto granché per meritare, il che, a pensarci bene, è la definizione esatta della parola cinismo. Opta aggiunge che nessuno in Serie A ha segnato più gol di testa di Thuram dall’inizio della scorsa stagione: sei, come Mateo Pellegrino.

Il primo tempo, però, non finisce lì. Al 45′ Zortea calcia forte dalla destra e Martinez respinge; al secondo minuto di recupero Akanji fa la sponda sul secondo palo e Pio Esposito colpisce di testa a botta sicura, ma Skorupski si allunga e salva a mano aperta. Il portiere che Palladino aveva rimesso tra i pali dopo una settimana di ballottaggio con Pessina rispondeva così alla domanda. Il direttore sportivo Marco Di Vaio, prima del fischio d’inizio, l’aveva chiusa con diplomazia: «Skorupski ci ha portato tanti punti, è il presente». E il presente, all’intervallo, diceva 1-1.

Thuram, Darmian e il rigore a scoppio ritardato

La ripresa è un’altra partita, e il Bologna lo capisce prima ancora di essersene reso conto. L’Inter alza il baricentro, Sucic calcia da fuori, Skorupski esce e anticipa Pio Esposito lanciato da Bastoni. Al 57′ Pobega stende Sucic in ripartenza e si prende il giallo, al 58′ Chivu fa il primo cambio: fuori Pio Esposito, dentro Ange-Yoan Bonny. La chance promessa in conferenza stampa, alla fine, è arrivata: solo con un’ora di ritardo, come certi treni regionali.

Al 60′ arriva l’episodio destinato a far discutere. Thuram parte da destra, entra in area, Darmian lo tocca e il francese va giù. Doveri non solo non concede il rigore: estrae il giallo per simulazione, e il Var Gariglio non interviene. Subito dopo va in scena il siparietto più bello della serata, raccontato da Goal.com: Thuram che chiede ridendo all’ex compagno di ammettere di averlo toccato, Darmian che risponde «non è vero». Il professore, come lo chiama Palladino, non concede nulla nemmeno all’interrogazione orale.

L’ex arbitro Luca Marelli, durante la partita, aveva dato una prima lettura: «Il contatto c’è, abbastanza leggero: sicuramente sbagliata l’ammonizione per simulazione», con il rigore giustamente non concesso. Poi ha rivisto le immagini e ha fatto retromarcia con un’onestà rara: «È un errore di Doveri e anche mio», fino alla conclusione che «il VAR avrebbe dovuto richiamarlo per revocare il giallo e dare rigore all’Inter». Riassumendo: rigore che non c’era, poi c’era; giallo che c’era, ma non doveva esserci. Una moviola in tre atti, come un’opera lirica, solo con meno soprani e più replay.

Quarantanove secondi

Al 63′ Palladino toglie Theate, ammonito, e mette dentro Helland. Al 66′ Sucic avrebbe sul destro il vantaggio, ma Ferguson si immola di testa. Al 69′ Chivu cambia entrambi gli esterni: fuori Luis Henrique e Dimarco, dentro Diouf e Carlos Augusto. E qui il racconto accelera, perché quello che succede dopo dura meno di uno spot pubblicitario. Diouf infila un filtrante per Zielinski, il polacco dalla destra dell’area mette in mezzo, Carlos Augusto è solo davanti alla porta e la spinge dentro. Due a uno. Quarantanove secondi dopo l’ingresso in campo, certifica Opta: il gol più rapido di un subentrato interista in Serie A da quello di Edin Dzeko al Sassuolo, il 2 ottobre 2021.

Il Bologna accusa il colpo come un pugile che ha vinto le prime riprese ai punti e scopre all’improvviso di non avere più gambe. Al 72′ Bernardeschi, cresciuto nel vivaio della Fiorentina e tra gli ultimi a mollare, prova a scappare, viene steso da Sucic senza che Doveri fischi e protesta fino a prendersi il giallo. Al 75′ Sucic ha la palla per chiuderla: Bonny calcia, Skorupski respinge in uscita, il pallone arriva al croato praticamente a porta vuota. Palo. Fantacalcio.it gli dà 5,5 e lo definisce «Passivo»: un giudizio che, per una volta, si potrebbe definire indulgente.

All’80′ Bonny segna, ma era partito in fuorigioco: annullato. Tre minuti più tardi il film si ripete con il finale giusto. Mkhitaryan, entrato al 79′ insieme a Calhanoglu, riceve e allarga di prima sulla sinistra per Carlos Augusto, che serve sul secondo palo Bonny: da due passi, tre a uno. È la fotografia della serata. Il gol lo segna un subentrato, l’assist lo fa un subentrato, l’apertura la firma un subentrato, e secondo Fantacalcio.it l’azione nasce pure da un lancio di Calhanoglu, subentrato anche lui. Per una volta il gioco di squadra l’ha fatto la panchina, e i titolari si sono goduti lo spettacolo dalla prima fila.

Bonny, del resto, è diventato una specie di certificato di garanzia: secondo Opta ha segnato tre gol nelle ultime cinque presenze, tanti quanti nelle trentasei precedenti, compreso quello nel recupero contro il Bruges. A fine partita, a DAZN, ha spiegato la filosofia con la semplicità di chi ha capito tutto: «Abbiamo tanti grandi giocatori, quando arriva il tuo momento devi essere pronto. Il mister dà fiducia a tutti». Alla domanda se Thuram gli dia consigli, ha risposto con una parola che qui tradurremo, per pudore, con «sciocchezze». La sostanza non cambia: è la prova di un gruppo che si diverte, almeno quando vince.

Chivu senza voce, parla Kolarov

A fine partita, ai microfoni di DAZN, Chivu non si è presentato: era rimasto senza voce. Al suo posto ha parlato il vice, Aleksandar Kolarov. Il dettaglio meriterebbe una nota a margine, perché non è la prima volta: anche il 4 gennaio scorso, dopo un altro Inter-Bologna finito 3-1, l’allenatore nerazzurro aveva perso la voce e aveva mandato Kolarov davanti alle telecamere. Il Bologna, evidentemente, a Chivu fa questo effetto. E Kolarov, già allora, ci aveva fornito la chiave di lettura: «Chivu sembra uno calmo, ma non lo è affatto».

Sulla partita, il vice ha difeso l’approccio: «L’approccio non è stato sbagliato, c’è anche un avversario che sicuramente era più fresco di noi. Loro giocano verticale e noi facevamo fatica sulle seconde palle». Poi la rivendicazione: «I ragazzi ci credono e credo che nel secondo tempo abbiamo dominato». Su Carlos Augusto, l’uomo della serata: «Non ha mai sbagliato un allenamento». E una frase che suona come una risposta ai processi della settimana: «Non dobbiamo dimostrare nulla a nessuno, ma solo a noi stessi». Sull’Europa, infine: «Siamo consapevoli della nostra forza e siamo ancora in tempo a recuperare i punti persi per strada».

C’è poi una statistica che Opta ha servito prima del fischio d’inizio e che a fine partita è diventata realtà: l’Inter ha 19 punti dopo sette giornate per la quarta volta nell’era dei tre punti, dopo il 1997/98 di Simoni, il 2002/03 di Cúper e il 2017/18 di Spalletti. In nessuno dei tre casi, però, lo scudetto è arrivato a fine stagione. A Milano, si sa, nessuno è superstizioso. Ma qualcuno, stasera, avrà toccato ferro lo stesso.

Palladino e il rammarico

Palladino, dall’altra parte, ha messo il dito nella piaga con lucidità: «Un vero peccato, usciamo da questa partita con rammarico, il primo tempo è stato ottimo e interpretato con grande voglia e spirito. Abbiamo sprecato le occasioni per raddoppiare, poi non riuscendoci la partita è rimasta aperta». E sulla differenza tra le due squadre: «La differenza l’hanno fatta la loro qualità, anche inserita dalla panchina, e il nostro calo fisico». In chiusura, il messaggio all’ambiente: «Avanti con fiducia».

Diagnosi esatta. Il Bologna ha giocato un tempo da grande squadra e un tempo da squadra con cinque punti in classifica, e la classifica, purtroppo per lui, li conta tutti e due. Opta ricorda che i rossoblù non avevano al massimo cinque punti dopo sette giornate dal 2015/16. E se è vero che le sei reti stagionali sono arrivate da sei giocatori diversi, segno di una squadra che sa distribuire le responsabilità, è altrettanto vero che, prima di stasera, dallo scorso dicembre nessuna squadra di Serie A aveva subito più gol in casa del Bologna: 26. Il fortino, per ora, ha il ponte levatoio sempre abbassato.

Il verdetto del Dall’Ara

Il bilancio, alla fine, è semplice. L’Inter sale a 19 punti, sei vittorie in sette partite, prima da sola almeno per una notte, con tre lunghezze sulla Lazio che domenica sera va a Torino contro la Juventus. È la squadra che nei cinque grandi campionati europei ha recuperato più punti da situazioni di svantaggio: dieci. Il Bologna resta a cinque, con un Dall’Ara pieno che per quarantacinque minuti aveva cominciato a crederci e con Piccoli da valutare dopo il problema ai flessori.

Ma il dato che dovrebbe far riflettere Chivu, più della voce che non c’è, è un altro: sei volte in svantaggio in nove partite. Il Corriere della Sera l’ha scritto senza giri di parole: «Andare sempre in svantaggio di uno o due gol non può essere l’unica strada». Ha ragione. Ma finché la strada porta in testa alla classifica, ad Appiano Gentile difficilmente qualcuno chiederà di cambiare navigatore. Al massimo, una scorta di pastiglie per la gola.

Pagelle

Bologna · All. Palladino 5,5

Skorupski6
Darmian6
Casale5,5
Theate6
Helland5,5
Zortea5,5
Ferguson5,5
Pobega7
Moro5,5
Juan Miranda6,5
Bernardeschi6
Cambiaghi6
Dovbyk5,5
Piccoli6
Enem5,5

Inter · All. Chivu 7

Josep Martinez6
Bisseck6
Akanji6
Bastoni6
Luis Henrique5
Diouf6,5
Barella6,5
Zielinski6,5
Calhanoglu6
Sucic5,5
Dimarco6
Carlos Augusto7,5
Thuram7
Mkhitaryan6,5
Pio Esposito5,5
Bonny7

Voti: Fantacalcio.it (pagelle della 7ª giornata di Serie A 2026/27). Per Fantacalcio.it il migliore in campo è Carlos Augusto. I minuti delle sostituzioni seguono il tabellino di Goal.com e Sportmediaset; per Sky Sport il cambio Theate-Helland è al 62′ e quello Pobega-Moro, Cambiaghi-Dovbyk al 77′.

Il tabellino

Bologna-Inter 1-3 (primo tempo 1-1) — Serie A, 7ª giornata, sabato 17 ottobre 2026, ore 18, stadio Renato Dall’Ara (Bologna)

Marcatori
10′ Pobega (B), 44′ Thuram (I), 69′ Carlos Augusto (I), 83′ Bonny (I)
Assist
Juan Miranda (10′), Barella (44′), Zielinski (69′), Carlos Augusto (83′)
Bologna
3-4-2-1 Skorupski; Darmian, Casale, Theate (63′ Helland); Zortea, Ferguson, Pobega (76′ Moro), Juan Miranda; Bernardeschi, Cambiaghi (76′ Dovbyk); Piccoli (30′ Enem). A disposizione: Pessina, Happonen, Vitik, De Silvestri, Alhassane, Heggem, El Azzouzi, Libra, Amondarain, Mbangula, Odgaard. All. Palladino
Inter
3-5-2 Josep Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique (69′ Diouf), Barella, Zielinski (79′ Calhanoglu), Sucic, Dimarco (69′ Carlos Augusto); Thuram (79′ Mkhitaryan), Pio Esposito (58′ Bonny). A disposizione: Di Gennaro, Provedel, Bovio, Spence, Stankovic, Mosconi. All. Chivu
Arbitro
Daniele Doveri (Roma); assistenti Zingarelli e Bercigli; quarto uomo Di Marco; Var Gariglio, Avar Piccinini
Ammoniti
Theate (B), Pio Esposito (I), Pobega (B), Thuram (I), Juan Miranda (B), Bernardeschi (B), Carlos Augusto (I)
Espulsi
nessuno
Note
al 30′ Piccoli esce per un problema ai flessori; al 40′ traversa di Pobega; al 60′ Thuram ammonito per simulazione dopo il contatto con Darmian in area; al 75′ palo di Sucic; all’80′ gol annullato a Bonny per fuorigioco; recupero 2′ nel primo tempo e 4′ nel secondo.

Fonti: Sky Sport (diretta, formazioni e statistiche Opta pre-partita), Sportmediaset (cronaca, tabellino e statistiche Opta), Corriere della Sera, ANSA, Italpress (cronaca e tabellino), Goal.com Italia (cronaca, pagelle e tabellino), Eurosport, FotMob (assist), Fantacalcio.it (pagelle), Lega Serie A (designazioni arbitrali), FcInter1908 (dichiarazioni di Kolarov e Bonny a DAZN, commenti di Luca Marelli), TuttoBolognaWeb (dichiarazioni di Palladino), Gianluca Di Marzio e TMW (conferenza di vigilia di Palladino), Sky Sport (vigilia di Chivu, dichiarazioni pre-partita di Di Vaio), BBC Sport (Inter-Club Brugge 3-4), 90min e Goal.com (Kolarov al posto di Chivu dopo Inter-Bologna del 4 gennaio 2026). Il gol di Bonny è all’83′ per Sky Sport, FotMob e Sportmediaset, all’84′ per Goal.com.

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