Serie A · 2ª giornata
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sab 5/9 · Stadio Artemio Franchi · 2ª giornata Serie A

Fiorentina-Torino 1-2: zero punti, Grosso esonerato e Vanoli richiamato dal passato

Frosinone e Torino espugnano il Franchi, la classifica dice zero e alle 23.30 di domenica arriva il comunicato: via Grosso, si riparte dall'allenatore lasciato andare a giugno.

violahub.comMax Cherubin · ViolaHub · 7 settembre · 10 min
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Fiorentina-Torino 1-2: zero punti, Grosso esonerato e Vanoli richiamato dal passato

Frosinone e Torino espugnano il Franchi, la classifica dice zero e alle 23.30 di domenica arriva il comunicato: via Grosso, si riparte dall’allenatore lasciato andare a giugno.

C’è un momento preciso, nella storia recente della Fiorentina, in cui la parola “progetto” smette di essere un sostantivo e diventa una barzelletta. Secondo la Gazzetta dello Sport cade intorno alle 23.30 di domenica 6 settembre 2026, quando il club dirama il comunicato dell’esonero di Fabio Grosso. Molti tifosi erano andati a dormire convinti di una conferma “a tempo”. Si sono svegliati con un allenatore nuovo. Che poi tanto nuovo non è: è Paolo Vanoli, cioè lo stesso tecnico a cui a giugno avevano spiegato, con garbo, che non serviva più.

Facciamo un passo indietro, perché la memoria è l’unica cosa che a Firenze nessuno può esonerare.

Il centenario: la festa, gli ospiti, il Frosinone

Dopo il 4-0 dell’Olimpico alla prima giornata (tripletta di Malen, tre assist di Dybala, timbro finale di Pisilli: una lezione di calcio, non una partita), la Fiorentina torna a casa per la seconda giornata. Non è una partita qualunque: sabato 29 agosto, ore 18.30, è il giorno dei festeggiamenti per i cento anni del club. Al Franchi ci sono le leggende: l’ANSA cita Batistuta, Rui Costa, Mutu, Toldo, Toni “e tanti altri”. La coreografia, i cori, la storia. Mancava solo un dettaglio: una squadra all’altezza della torta.

Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso, ringrazia per l’invito e si porta via i regali. Finisce 0-3.

La cronaca di un pomeriggio storto

Il punto è che, per mezz’ora, la Fiorentina non gioca nemmeno male. Mastantuono si accende, Gudmundsson segna un gol che viene annullato per fuorigioco, il Frosinone si difende. Poi, al 26′, Kvernadze fa quello che vuole sulla sinistra e mette in mezzo per Antonio Raimondo, che firma il vantaggio ciociaro. Le cronache dell’ANSA e di Goal parlano anche di una certa complicità di De Gea. La reazione viola c’è, ed è perfino rumorosa: Mastantuono prende un palo, poi lo prende anche Valdepeñas. Due legni in pochi minuti. E siccome il calcio ha un senso dell’umorismo tutto suo, proprio nel momento migliore della Fiorentina arriva il raddoppio: al 38′ Gabriele Bracaglia salta più in alto di tutti sul corner di Calò, Dragusin compreso, e fa 0-2.

Nella ripresa Grosso cambia uomini e assetto. Al 61′ entrano Viery e Fagioli per Pongracic e Ndour, al 71′ Brescianini e Mandragora per Oulai e Gudmundsson. Il Frosinone non si scompone. Al 68′ Bracaglia lancia dalle retrovie, Raimondo stoppa di petto e col sinistro la mette sotto la traversa. Gol bellissimo, purtroppo dalla parte sbagliata. Per Raimondo doppietta, per il Frosinone i primi tre punti del campionato, per la Fiorentina sette gol subiti e zero segnati in 180 minuti.

I numeri che non ti salvano

Qui entra in gioco la statistica, che è la scienza preferita di chi perde. Il match report ufficiale della Lega Serie A dice che la Fiorentina ha tirato 25 volte contro le 11 del Frosinone. Peccato che in porta ne siano finiti 4, contro i 6 degli ospiti. Calci d’angolo: 8 a 5 per i viola. Passaggi riusciti: 374 contro 210. Pali: 2, entrambi viola. È la classica partita che negli studi televisivi viene definita “dominata nei numeri”, formula elegante per dire che il pallone girava tanto e non andava da nessuna parte.

Lo ha detto, a modo suo, anche Grosso in sala stampa, come riportato da FiorentinaUno: “Nei numeri è stata una gara fatta bene, ma non abbiamo avuto l’energia di contrastare i nostri avversari”. E ancora: “Serve più ferocia”. Sui fischi, onestà rara: “I fischi sono giusti, io però mi tengo anche il grande sostegno che è arrivato da parte del pubblico”.

Il caso Kean, ovvero il centravanti in sala d’attesa

Poi c’era la questione Moise Kean. Non convocato, mentre il mercato correva verso la chiusura e l’attaccante (già alla prima giornata l’ANSA lo indicava “vicino al Como”) era di fatto con le valigie in mano. Grosso non ha nascosto il fastidio: “Mi avrebbe fatto piacere averlo oggi anche solo per uno spezzone di gara. Se avessi potuto, lo avrei fatto anche prima del 3-0”. E poi una frase che col senno di poi suona come un presagio: “Mancano pochi giorni se Dio vuole e finirà questo tran tran”.

Il tran tran è finito, sì. Ma non per il mercato.

Fiorentina-Torino: l’illusione dura ventisette minuti

Sabato 5 settembre, ore 15, terza giornata, ancora Franchi. Ancora zero punti in classifica. Di fronte il Torino di Ignazio Abate, anche lui a caccia della prima vittoria in campionato. Grosso cambia ancora l’undici, come annota la Lega Serie A, “alla ricerca dell’assetto ottimale”: De Gea in porta, João Mário, Dragusin, Viery e Valdepeñas dietro, Fagioli, Oulai e Brescianini in mezzo, Mastantuono, Njie e Pellegrino davanti.

L’avvio che sembrava un segno

Dopo pochi secondi la Fiorentina potrebbe già essere in vantaggio: Perri ferma con la punta del piede il tiro di Mastantuono, sulla respinta arriva Njie che calcia a porta spalancata e Fortini salva sulla linea. Uno di quegli episodi che, se sei in fiducia, ti accendono. Se sei a zero punti, ti spaventano. Infatti il primo tempo scivola nelle mani del Torino, con Mandragora, l’ex di turno, che prova due volte dalla distanza. Al 24′ Oulai lascia il posto a Ndour.

La mossa all’intervallo

All’intervallo Grosso fa la scelta che, secondo più di una ricostruzione, peserà anche fuori dal campo: fuori Mastantuono e Brescianini, dentro Gnonto e Atta. Lì per lì sembra perfino una buona idea. Al 47′ Pellegrino recupera palla, resiste a un contrasto e calcia da fuori: Perri non trattiene e la palla scivola in rete. Primo gol stagionale della Fiorentina, primo gol in viola per Pellegrino, assist di Dragusin secondo il tabellino di Tuttosport. I viola sfiorano anche il raddoppio, con Perri che si riscatta su una girata di testa di Atta.

Poi il Torino rimette la testa fuori. Abate inserisce Simeone, Belghali e Bragança. Al 74′ Mandragora riceve dopo un recupero di Cömert e da circa venticinque metri spara un sinistro che De Gea può solo guardare. Il Franchi, va detto, applaude l’ex: c’è ancora educazione, a Firenze, anche nei pomeriggi peggiori. All’82’ Belghali sfrutta un disimpegno sbagliato di Valdepeñas e mette in mezzo, Ché Adams anticipa João Mário e in acrobazia la gira dentro. 1-2. Nel frattempo erano entrati Beto per Pellegrino e Pedro Gonçalves per Njie. Non è cambiato niente.

Il Franchi perde la pazienza

Al fischio finale dell’arbitro Massa il Franchi fischia, e non per sport. Tuttosport riferisce del coro alzatosi da gran parte dello stadio per chiedere l’esonero dell’allenatore. Il match report della Lega, intanto, racconta un’altra partita “vinta nei numeri”: 14 tiri a 7 per la Fiorentina, 6 a 4 nello specchio. Il Torino, però, ha completato 508 passaggi contro 307. Come dire: noi tiriamo, loro giocano. E vincono.

In conferenza Grosso non si nasconde: “Non era la partenza che volevamo e siamo dispiaciuti perché questa partita non dovevamo lasciarla andare”. E sulle responsabilità: “Le responsabilità me le prendo io, poi sicuramente non abbiamo messo delle basi forti su cui poggiare il resto”. Alla domanda se il direttore sportivo Fabio Paratici avrebbe dovuto difenderlo pubblicamente, la risposta è da manuale di sopravvivenza: “Non casco nei giochini”. Sulle dimissioni, riporta Tuttosport, il concetto è netto: mai pensato.

Non casco nei giochini. Io ho analizzato la partita e non mi dilungo su questioni extra.

Fabio Grosso, conferenza stampa dopo Fiorentina-Torino (fonte: Tuttosport, 5 settembre 2026)

Momenti chiave

  1. 47′GOL Fiorentina

    Mateo Pellegrino: 1-0

  2. 74′GOL Torino

    Rolando Mandragora: 1-1

  3. 82′GOL Torino

    Ché Adams: 1-2

Il testacoda: dalla fiducia “a tempo” al comunicato notturno

Fin qui la cronaca. Ora il romanzo. Secondo la ricostruzione della Gazzetta dello Sport, sabato sera la dirigenza aveva deciso di tenere Grosso e concedergli almeno altre tre partite: Venezia, Napoli e la Coppa Italia con il Pisa, cioè fino alla sosta. Una fiducia a scadenza, come lo yogurt. Poi, nella tarda serata di domenica, il confronto diretto tra Paratici e il tecnico si sarebbe trasformato in uno scontro di visioni, su scelte tattiche passate e future. Risultato: alle 23.30 circa il comunicato. Talmente improvviso, scrive sempre la Gazzetta, che alcuni collaboratori del club ne sarebbero venuti a conoscenza solo la mattina dopo.

I motivi, secondo le ricostruzioni

Tuttosport elenca i motivi che avrebbero portato alla decisione: lo scarso feeling maturato tra il tecnico e i giocatori e tra l’allenatore e la dirigenza; alcune dichiarazioni pubbliche non gradite, a partire da quella su Kean dopo il Frosinone; le parole a commento del mercato, con cui Grosso aveva sottolineato una rosa a suo giudizio incompleta, senza almeno due giocatori per ruolo e senza esperienza a centrocampo; e infine la sostituzione di Mastantuono all’intervallo con il Torino, poco apprezzata da un club che sul talento arrivato in prestito dal Real Madrid punta moltissimo.

Ricapitoliamo, perché il quadro merita di essere appeso in Galleria: un allenatore scelto in prima persona dal direttore sportivo, che lo conosceva da anni e lo aveva lanciato in panchina, ufficializzato l’8 giugno, viene esonerato dopo tre giornate anche per aver detto che la rosa era incompleta. Una rosa costruita, si presume, dalla stessa dirigenza che lo esonera. Il cerchio si chiude da solo, senza bisogno di commenti. Ma noi un commento lo facciamo lo stesso: se il problema è che l’allenatore parla del mercato, la soluzione più economica era fare un mercato di cui l’allenatore non avesse bisogno di parlare.

Zero punti, un gol, nove subiti

I numeri dell’era Grosso in campionato sono questi: tre partite, tre sconfitte, zero punti, un gol fatto e nove subiti. La Fiorentina, scrive Eurosport, resta ultima. Non c’è molto da interpretare. Ci sono attenuanti, ovviamente: una squadra rivoluzionata, un mercato che ha continuato a muoversi anche nelle ultime 48 ore, come ricordava l’ANSA dopo il Frosinone. Ma le attenuanti, in Serie A, si scontano in classifica, non in conferenza stampa.

Il ritorno di Vanoli: “lo abbiamo lasciato andare, ma adesso torna”

Lunedì 7 settembre arriva l’ufficialità. Il comunicato del club è un piccolo capolavoro di diplomazia: “ACF Fiorentina comunica che è stata affidata a Mister Paolo Vanoli la guida tecnica della Prima Squadra viola. Al Mister va un grande ringraziamento per aver accettato subito con entusiasmo di tornare alla guida della Prima Squadra”. Tornare. Il verbo è quello. Secondo FiorentinaUno l’accordo è biennale con opzione sul terzo anno.

Chi è (di nuovo) l’allenatore della Fiorentina

Vanoli era arrivato a novembre 2025 per sostituire l’esonerato Stefano Pioli, dopo un altro inizio di stagione da dimenticare. Bilancio, secondo Gazzetta e FiorentinaUno: 38 partite tra campionato e coppe, 14 vittorie, 11 pareggi e 13 sconfitte, una salvezza arrivata alla penultima giornata e un quarto di finale di Conference League. Nell’ultima gara casalinga della scorsa stagione, ricorda la Gazzetta, era stato l’unico risparmiato dalla contestazione del Franchi, con la Curva che gli aveva dedicato il coro “Rispettiamo solo Vanoli”. Il club non aveva esercitato l’opzione per il rinnovo e il contratto era scaduto il 30 giugno. Al suo posto, Grosso.

Ora Vanoli torna e trova, come annota la Gazzetta, quasi un’altra squadra: dei giocatori di movimento della passata stagione ne sono rimasti sei, Fagioli, Brescianini, Ndour, Pongracic, Ranieri e Dodô. Gli altri sono volti nuovi, molti giovani, molti di talento, nessuno abituato a stare ultimo in classifica a settembre.

Unico candidato, nessun piano B

C’è un dettaglio che fotografa il momento. Sempre secondo la Gazzetta, Vanoli è stato da subito l’unico candidato: altri profili, come Thiago Motta, che nei sondaggi cittadini sarebbe stato il preferito, non sono mai stati contattati. Quindi la Fiorentina, dopo aver scelto in estate di cambiare per ripartire con un progetto nuovo, ha risolto la crisi del progetto nuovo tornando al progetto vecchio. È la versione calcistica di chi lascia la fidanzata a giugno per “trovare sé stesso” e a settembre le scrive “ci vediamo per un caffè?”. Lei, va detto, ha risposto sì. Con entusiasmo, dice il comunicato.

Cosa resta di queste due settimane

Resta, prima di tutto, una ferita sul giorno del centenario, che doveva essere la festa di una città e invece è diventato il primo capitolo di una crisi. Resta un allenatore che se ne va dopo tre partite e una manciata di frasi sbagliate o, a seconda dei punti di vista, troppo sincere. Resta un direttore sportivo che ha dovuto smentire la propria scelta più importante dell’estate in meno di tre mesi. E resta una squadra giovane che ha dimostrato di saper tirare tanto in porta e di centrarla poco, di tenere il pallone e di perderlo nei momenti sbagliati, di colpire pali e di subire gol su palla inattiva.

Il calendario, intanto, non aspetta nessuno: venerdì 11 settembre c’è la trasferta al Penzo contro il Venezia, piazza che Vanoli conosce benissimo, e poi il Napoli al Franchi. Il nuovo-vecchio allenatore ha diretto il primo allenamento già nel pomeriggio di lunedì al Viola Park. Tempo per lavorare: quattro giorni. Tempo per sbagliare: nessuno.

Noi, da tifosi, ci concediamo un unico lusso: l’ironia. È gratis, non ha bisogno di opzioni di rinnovo e non si esonera alle 23.30 di domenica.

Statistiche partita

Fiorentina-Frosinone 0-3 (29 agosto 2026, Franchi, 2ª giornata)

  • Marcatori: 26′ Raimondo, 38′ Bracaglia, 68′ Raimondo
  • Fiorentina: De Gea; Jiménez (84′ João Mário), Dragusin, Pongracic (61′ Viery), Valdepeñas; Ndour (61′ Fagioli), Oulai (71′ Brescianini), Atta; Mastantuono, Pellegrino, Gudmundsson (71′ Mandragora). All. Grosso
  • Arbitro: Collu
  • Tiri totali: 25-11 · Tiri in porta: 4-6 · Pali: 2-0
  • Calci d’angolo: 8-5 · Falli commessi: 14-21 · Passaggi riusciti: 374-210 · Parate: 3-4
  • Ammoniti: Raimondo, Bracaglia, Jiménez, Calvani, Gudmundsson, Dragusin

Fiorentina-Torino 1-2 (5 settembre 2026, Franchi, 3ª giornata)

  • Marcatori: 47′ Pellegrino, 74′ Mandragora, 82′ Adams
  • Fiorentina: De Gea; João Mário, Dragusin, Viery, Valdepeñas; Fagioli, Oulai (24′ Ndour), Brescianini (46′ Atta); Mastantuono (46′ Gnonto), Pellegrino (76′ Beto), Njie (79′ Pedro Gonçalves). All. Grosso
  • Arbitro: Massa
  • Tiri totali: 14-7 · Tiri in porta: 6-4
  • Calci d’angolo: 3-5 · Falli commessi: 13-9 · Passaggi riusciti: 307-508 · Parate: 2-4

Fonti dei numeri: match report ufficiali Lega Serie A; formazioni da Goal.com e Torino FC.

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