CalcioSerie A · 8ª giornata
Lecce-Juventus 0-2: Douglas Luiz si ricorda di essere Douglas Luiz, e alla Juve basta un tempo per respirareLecce
0–2FINALE
Lecce-Juventus 0-2: Douglas Luiz si ricorda di essere Douglas Luiz, e alla Juve basta un tempo per respirareJuventus
dom 25/10 · Via Del Mare

Lecce-Juventus 0-2: Douglas Luiz si ricorda di essere Douglas Luiz, e alla Juve basta un tempo per respirare

Lecce-Juventus 0-2 nella 8ª giornata di Serie A: McKennie segna al 29’ su uno schema da punizione inventato da Douglas Luiz, che al 41’ firma il raddoppio, il suo primo gol in bianconero. Nella ripresa la Juve si abbassa, il Lecce spinge senza mira e Gaspar si fa espellere per proteste nel recupero. Juventus 7ª a 14 punti, Lecce 12° a 9.

violahub.comMax Calis · ViolaHub · 25 ottobre · 14 min
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Lecce-Juventus 0-2: Douglas Luiz si ricorda di essere Douglas Luiz, e alla Juve basta un tempo per respirare

Lecce-Juventus 0-2 nella 8ª giornata di Serie A: McKennie segna al 29’ su uno schema da punizione inventato da Douglas Luiz, che al 41’ firma il raddoppio, il suo primo gol in bianconero. Nella ripresa la Juve si abbassa, il Lecce spinge senza mira e Gaspar si fa espellere per proteste nel recupero. Juventus 7ª…

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Il risultato: Lecce-Juventus 0-2 nella 8ª giornata di Serie A, decisa nel primo tempo dal gol di McKennie al 29’ su uno schema da calcio di punizione e dal destro dal limite di Douglas Luiz al 41’, il suo primo gol con la maglia bianconera. La chiave: Douglas Luiz firma sia l’assist sia il raddoppio, poi nella ripresa il Lecce alza il ritmo con Siebert e Monteiro ma non impensierisce quasi mai Vicario, e nel recupero Gaspar si fa espellere per proteste. La classifica: la Juventus sale a 14 punti ed è 7ª, alla pari con il Frosinone sesto, mentre il Lecce resta a 9 punti al 12° posto, a +5 sul terzultimo posto, in attesa di Udinese-Milan.

Marcatori: 29’ McKennie, 41’ Douglas Luiz

C’è un dettaglio che racconta la serata del Via del Mare meglio di qualsiasi lavagna tattica. Alla vigilia, nel pre-partita a DAZN, Luciano Spalletti aveva spiegato che la sua Juventus doveva «diventare anche un po’ Lecce», nel senso dell’umiltà, della corsa e della lotta. Detto fatto: per un tempo i bianconeri hanno giocato da Juventus, e nel secondo tempo hanno fatto un’imitazione del Lecce così riuscita da lasciare il pallone agli avversari. Il risultato non è cambiato, perché il Lecce vero, quello con la maglia giallorossa, il gol non l’ha trovato. E la Signora, dopo 35 giorni senza vittorie in campionato, torna a casa con tre punti, un regista ritrovato e la consueta lista di cose da sistemare.

Il protagonista ha un nome che, fino a ieri, a Torino si pronunciava sottovoce: Douglas Luiz. Arrivato nell’estate del 2024 dall’Aston Villa per una cifra intorno ai 50 milioni, alla vigilia di questa partita contava 37 presenze in bianconero, zero gol e zero assist. Al Via del Mare, alla trentottesima, ha messo a referto un assist e un gol nel giro di dodici minuti. Il calcio, come si vede, è uno sport per pazienti, e i tifosi della Juve si sono dimostrati più pazienti di quanto loro stessi immaginassero.

Un rinvio, uno spavento e la solita lunga ricerca di un tiro in porta

La partita comincia con un piccolo horror da trenta secondi. Vicario, sul primo pallone giocato dalla difesa bianconera, se la prende con calma, troppa: aspetta, valuta, ci ripensa e alla fine calcia addosso a N’Dri, che lo stava pressando. Il pallone carambola sul fondo e finisce lì, con una rimessa dal fondo e molti battiti cardiaci in più nel settore ospiti. Il Lecce, che era sceso in campo promettendo coraggio, aveva appena mostrato quale fosse il piano: pressing alto, uomo su uomo, a costo di rischiare.

Eusebio Di Francesco lo aveva detto chiaramente prima del fischio d’inizio: «Se affronti basso queste squadre così forti prima o poi il gol lo trovano». Il suo Lecce ripropone quasi in blocco la formazione che aveva vinto 3-0 a Udine, con Kaba al posto dell’infortunato Coulibaly, in un 4-3-3 con N’Dri, Geubbels e Fatah davanti. La Juve risponde con la difesa a tre, Kalulu e Cambiaso a tutta fascia, Douglas Luiz, Koopmeiners e McKennie in mezzo e, per la prima volta dall’inizio in campionato, la coppia Woltemade-Kolo Muani.

Per un quarto d’ora la Juventus fa quello che le riesce meglio da settimane: tiene palla, la passa in orizzontale, la ripassa indietro, la rigira di lato. Il cronista della Gazzetta, nella diretta testuale, l’ha definito «possesso sterile», ed è difficile trovare un aggettivo più gentile. Al 12’ Spalletti sente il bisogno di intervenire a voce alta e richiama Woltemade con un «You must fight» che a bordo campo si sente benissimo. Il Lecce intanto prende le misure, Fatah calcia largo al 26’ dopo una ripartenza veloce, e la sensazione è quella di una partita destinata a trascinarsi fino all’intervallo senza grandi emozioni.

La punizione che nessuno ha visto arrivare, tranne McKennie

Poi arriva il 29’. Calcio di punizione dalla trequarti, sul pallone si presentano Koopmeiners e Douglas Luiz. L’olandese finge di calciare, il brasiliano invece batte subito, con un pallonetto morbido verso il centro dell’area. La difesa del Lecce resta ferma, come se aspettasse ancora il fischio di un arbitro immaginario, mentre McKennie si inserisce alle spalle di tutti, in posizione regolare, e colpisce di prima. La conclusione non è un capolavoro di pulizia, ma basta per superare Falcone. È il primo gol in questo campionato per l’americano, e anche uno schema su palla inattiva che a Torino potranno mostrare con orgoglio.

Douglas Luiz, nel dopo partita, ha spiegato a DAZN che lui e Koopmeiners ci lavorano parecchio: «Ci stiamo lavorando perché adesso abbiamo anche i giocatori alti che possiamo sfruttare per la loro altezza, come Woltemade». Il paradosso è evidente: lo schema studiato per i centimetri del tedesco è finito sui piedi del giocatore che si è inserito senza farsi notare. Il pallone, evidentemente, non ha letto le istruzioni.

Il vantaggio cambia la serata della Juventus. Al 37’ Douglas Luiz disegna un pallone sul secondo palo, Koopmeiners lo rimette al volo per Kolo Muani e il francese, davanti alla porta e infastidito da un difensore, colpisce con il ginocchio e manda sul fondo. Al 41’ è Bremer a provarci di testa, ma Falcone blocca. Sempre al 41’, la Juve trova il raddoppio con un’azione manovrata: Gatti si spinge in avanti fino al limite e appoggia per Douglas Luiz, che calcia di prima con il destro. Il pallone prende un giro beffardo, Falcone lo sfiora, il palo lo accompagna dentro. È il 2-0, ed è il primo gol del brasiliano con la maglia della Juventus.

Momenti chiave

  1. 29′GOL Juventus

    Weston McKennie: 0-1

  2. 41′GOL Juventus

    Douglas Luiz: 0-2

  3. 90′+4Espulsione

    Kialonda Gaspar

Il regista ritrovato, a 50 milioni e 38 partite di distanza

La Gazzetta, nella sua analisi, ha parlato di un Douglas Luiz «riavvistato» per un tempo, quello che la Juventus pensava di aver acquistato nel 2024. Il ritorno è stato preparato con cura: Tuttosport ha ricordato in mattinata il confronto con Spalletti, dopo l’amichevole con lo Standard Liegi, e una frase che oggi suona quasi profetica: «Se ti fidi di me, tornerai il Douglas Luiz di Birmingham». Il brasiliano veniva anche dall’errore in Europa League contro il Rennes, finito 2-2, e da critiche che non gli avevano risparmiato nulla.

Lui, a fine partita, ha scelto il profilo basso. A Sky ha detto: «Siamo più contenti per la partita che per il gol. Abbiamo fatto un bel primo tempo, mentre nel secondo credo che abbiamo dormito un po’. Dobbiamo migliorare e giocare bene per tutti i 90 minuti». E a DAZN ha aggiunto: «Per me la stagione è importantissima, però la cosa importante per me era vincere oggi». Una dichiarazione molto equilibrata, che ha un solo difetto: mette per iscritto quello che tutti avevano visto nella ripresa.

Anche Spalletti, ai microfoni di Sky, ha speso parole per il suo regista: «Oggi ha fatto una partita importante: ha lottato, ha corso, si è battuto in tutte le zone del campo in cui ce n’era bisogno e, soprattutto, ha pulito molte situazioni». Il tecnico aveva detto qualcosa di simile anche alla vigilia di Cagliari, quando aveva descritto i registi bravi come quelli che non fanno diventare pazzi gli allenatori. Stasera, almeno per un tempo, Spalletti è rimasto perfettamente lucido.

Secondo tempo: la Juve si imita da sola, il Lecce ci prova senza mira

All’intervallo Di Francesco cambia due uomini e cambia anche l’assetto: fuori Kaba e Fatah, dentro Siebert e Monteiro. Il Lecce si presenta con tre punte, gioca a uomo su tutto il campo e per la prima volta della serata sembra un’altra squadra. Al 46’ Cambiaso calcia al volo dal limite su una punizione respinta, e il pallone finisce altissimo. Al 47’ Ngom ci prova da fuori, senza impensierire Vicario. Al 49’ arriva l’occasione più nitida per i giallorossi: Geubbels serve Maleh, che controlla e calcia a botta sicura, ma la deviazione di Gatti manda il pallone in calcio d’angolo. Sul corner successivo Gaspar colpisce di testa sul secondo palo e Vicario blocca senza problemi.

La Juventus, a quel punto, scopre una specialità che conosce bene: la gestione del vantaggio senza pallone. Spalletti l’ha spiegata a Sky con una franchezza notevole: «Nel secondo tempo c’è stato un po’ di calo nella gestione. A quel punto viene fuori che diventa tutto più difficile, perché fai una scelta in meno, perché hai meno coraggio, perché pensi di poter gestire la partita». Poi l’analisi tattica: il Lecce era passato dal 4-3-3 a un 3-4-3 con marcature a tutto campo, la Juve si è abbassata e, nelle parole del tecnico, «non si pressava più con grande forza e non si costruiva più da dietro per andare a fare male. Si faceva un passaggio in più al portiere». Tradotto: nella ripresa il giocatore più cercato della Juventus è stato Vicario.

Il Lecce, però, non ne approfitta. Al 58’ una ripartenza velocissima su un calcio d’angolo a sfavore porta N’Dri a servire Tiago Gabriel al centro dell’area, ma il difensore non inquadra la porta, e poco dopo deve uscire per un problema fisico, sostituito da Ndaba. Al 63’ Maleh calcia largo da fuori. Al 69’ Monteiro recupera palla in alto e serve Geubbels in area, ma il centravanti spara altissimo, e due minuti dopo lascia il campo tra i fischi, sostituito da Paco Esteban. Al 75’ Esteban prova un colpo di tacco sul primo palo e Vicario blocca. All’80’ N’Dri rientra sul sinistro e calcia centrale. Molta buona volontà, nessuna mira: il Lecce ha giocato la sua miglior mezz’ora proprio quando la Juve aveva deciso di non giocare la sua, e nemmeno così è riuscito a segnare.

I cambi, le occasioni sprecate e il rosso che costa Frosinone

Spalletti, che nel pre-partita aveva protestato contro chi pretendeva due punte dall’inizio perché poi non avrebbe avuto cambi capaci di dare «forza d’urto», al 68’ cambia un esterno e una punta: dentro Boga e Cabal, fuori Kolo Muani e Cambiaso. La Juve trova qualche ripartenza e potrebbe chiuderla, ma al 76’ Gaspar ferma Woltemade lanciato e prende il giallo, all’84’ Boga calcia a girare molto largo e all’88’ Cabal, servito in profondità da Boga, calcia malissimo da posizione defilata davanti a Falcone. Nel frattempo Sarr entra per Douglas Luiz all’83’ e, al 90’, Alajbegovic per McKennie. Di Francesco prova anche la seconda punta, Stulic, per N’Dri.

Il finale regala l’ultima ingenuità della serata. Nel recupero Gaspar protesta troppo con Maresca, che gli mostra il cartellino rosso. Tuttomercatoweb sottolinea che il difensore salterà la trasferta di Frosinone di giovedì e dovrebbe rientrare per Lecce-Genoa di domenica. In una settimana con tre partite in sette giorni, perdere un titolare per proteste a un minuto dalla fine è un lusso che una squadra in lotta per la salvezza difficilmente può permettersi.

Tra le altre cose, la Juventus ha vinto con pochissimo. La Stampa ha scritto che il successo è arrivato sfruttando gli unici due tiri nello specchio del primo tempo, con un valore di gol attesi di appena 0,18 al momento del raddoppio. Il massimo risultato con il minimo sforzo, verrebbe da dire, e qualcuno a Torino lo considererà una tradizione da rispettare.

La classifica: la Juve respira, il Lecce conta i punti dalla zona rossa

Con questi tre punti la Juventus sale a 14 punti in otto giornate e si porta al 7° posto, alla pari con il Frosinone, che è sesto. Davanti ci sono Inter e Lazio a 22 punti, la Roma a 18, il Como a 17 e il Milan a 15 punti, con una partita in meno da giocare stasera a Udine. Il Torino, che venerdì aveva sorpassato i bianconeri, è a 13 punti insieme al Cagliari, mentre il Napoli è a 11. Il Lecce resta fermo a 9 punti, al 12° posto, con 5 punti di vantaggio sul terzultimo posto, occupato a quota 4 punti. Il distacco bianconero dalla vetta resta di 8 punti.

Il calendario non concede tregua. La Juventus tornerà in campo mercoledì 28 ottobre alle 20.45 sul campo del Genoa, mentre il Lecce giocherà giovedì 29 ottobre alle 18.30 a Frosinone, senza Gaspar. Per la Juve è l’occasione di trasformare una vittoria di sollievo in una piccola serie, per il Lecce quella di dimostrare che il 3-0 di Udine non era un caso isolato.

Le voci del dopo partita: tutti d’accordo, il secondo tempo non è piaciuto a nessuno

La cosa curiosa del dopo partita della Juventus è l’unanimità. Douglas Luiz dice che nel secondo tempo la squadra ha «dormito un po’». McKennie, a Sky, gli fa eco: «Come ha detto Douglas, la cosa più importante è vincere la partita e portare a casa i tre punti. Nel primo tempo abbiamo fatto benissimo, mentre nel secondo tempo potevamo fare meglio, perché abbiamo avuto più occasioni e potevamo segnare altri gol». Spalletti conclude il ragionamento con un’ammissione quasi filosofica: «Non abbiamo concesso niente, però siamo stati meno propositivi nel tentativo di chiudere la partita».

Il tecnico ha anche spiegato il passaggio a una difesa più coperta, che lui chiama «5-3-2»: «In momenti come questi, lo sanno tutti e lo so anch’io, ci vuole più solidità, ci vuole più chiarezza». E ha ammesso che, scegliendo così, si perde qualcosa: «Così si escludono un po’ quelle punte esterne che fanno dell’uno contro uno la loro caratteristica». In una stagione in cui la Juve ha passato più tempo in infermeria che in vetta, la solidità è diventata un valore da difendere, anche a costo di vincere giocando un tempo solo.

Per Di Francesco resta la sensazione di una partita giocata con coraggio a metà. Il suo piano era chiaro, la sua squadra lo ha applicato davvero solo nella ripresa, quando il risultato era già scritto. Al momento in cui scriviamo non abbiamo trovato le dichiarazioni del tecnico giallorosso nel dopo partita, e preferiamo non mettergli in bocca parole che non ha detto. Il Via del Mare, con 27.130 spettatori, record stagionale anche per gli incassi secondo PianetaLecce, ha applaudito la reazione e fischiato Geubbels. Due giudizi diversi, ma entrambi piuttosto precisi.

Le pagelle

Lecce

Falcone6

Due gol subiti e zero parate da copertina: sul primo è spettatore come tutti, sul secondo sfiora la palla, che bacia il palo ed entra.

Veiga5,5

Attento in copertura, prudente fino all’eccesso: la fascia la percorre più nella ripresa che nel primo tempo.

Gaspar5

Il giallo al 76’ per fermare Woltemade, poi il rosso per proteste nel recupero: salterà Frosinone, e il conto lo paga il Lecce.

Tiago Gabriel5,5

Prova a farsi vedere anche davanti, ma le sue conclusioni non trovano la porta; esce per infortunio nella ripresa.

Ndaba (dal 60’)6

Entra al posto del compagno infortunato e non fa danni, che di questi tempi è un complimento.

Gallo6

Soffre l’americano che si muove ovunque, poi trova le misure.

Kaba5,5

Titolare al posto di Coulibaly, regge un tempo nella battaglia di centrocampo e resta negli spogliatoi all’intervallo.

Siebert (dal 46’)6

Una ripresa di anticipi e personalità, nel Lecce che finalmente alza il baricentro.

Ngom5

Il tiro dal limite a inizio ripresa non spaventa Vicario; sul gol dell’1-0 il taglio di McKennie non lo vede nessuno, nemmeno lui.

Maleh5

L’occasione più nitida del Lecce è sua, al 49’, ma la devia Gatti; il resto è grinta senza bussola.

N’Dri5,5

Dopo trenta secondi quasi segna con un rinvio di Vicario; poi è l’unico a creare qualche palpitazione, fino al tiro centrale dell’80’.

Stulic (dall’86’)sv

Pochi minuti da seconda punta, a risultato già scritto.

Geubbels5

Lento e prevedibile, sbaglia al 69’ una palla buona e lascia il campo tra i fischi del Via del Mare.

Paco Esteban (dal 71’)5,5

Un colpo di tacco al primo palo, bloccato senza fatica da Vicario.

Fatah5,5

Qualche accentramento, un tiro largo al 26’ e un acciacco nel primo tempo; esce all’intervallo.

Monteiro (dal 46’)5

Entra per cambiare passo, serve a Geubbels l’unico pallone giocabile, ma per il resto si vede poco.

Juventus

Vicario6

Il rinvio sul piede di N’Dri dopo 28 secondi è un horror in miniatura; poi blocca tutto quello che arriva, cioè poco.

Gatti7

Devia il tiro di Maleh al 49’ e, nel primo tempo, si spinge fino al limite per servire a Douglas Luiz il pallone del 2-0.

Bremer6,5

Il capitano comanda la difesa e al 41’ prova anche il colpo di testa, bloccato da Falcone.

Lucumì6,5

Titolare al posto di Kelly, tiene il centro-sinistra anche quando N’Dri attacca la zona tra lui e Cambiaso.

Kalulu6,5

A tutta fascia sulla destra: solido, propositivo, sereno.

McKennie7

Il primo gol in campionato arriva con un tocco sporco su schema: sempre disponibile in fascia, in mediana e sulla trequarti.

Alajbegovic (dal 90’)sv

Entra per gli ultimi minuti.

Douglas Luiz7,5

L’assist su punizione, il destro dal limite, il primo gol in bianconero: per un tempo è il regista che la Juve aveva pagato.

Sarr (dall’83’)sv

Pochi minuti per far passare il tempo.

Koopmeiners6,5

La finta sulla punizione dell’1-0 è sua, come l’invito per Kolo Muani al 37’: nessuna traccia della fragilità mentale evocata da Spalletti.

Cambiaso5,5

Alla prima da titolare in campionato è impreciso e cervellotico; il tiro al volo del 46’ finisce altissimo.

Cabal (dal 68’)6

Entra sulla sinistra e si divora un’occasione all’88’, calciando male davanti a Falcone.

Woltemade6

Lotta, difende palla, si prende il «You must fight» di Spalletti e un giallo procurato a Gaspar; il gol resta un’altra volta.

Kolo Muani5,5

Il pallone del 37’ gli rimbalza sul ginocchio, il diagonale successivo finisce fuori: combatte, ma punta sempre le zone più affollate.

Boga (dal 68’)6

Qualche ripartenza, un tiro a girare largo e l’invito per Cabal.

Voti di Fantacalcio.it; i commenti sono nostri e si basano sulla cronaca della partita. Fantacalcio.it non assegna voto a Stulic, Sarr e Alajbegovic (senza voto).

Il tabellino

Lecce-Juventus 0-2 (primo tempo 0-2)

Marcatori
29’ McKennie (J), 41’ Douglas Luiz (J)
Assist
Douglas Luiz (0-1), Gatti (0-2)
Lecce
4-3-3 Falcone; Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel (60’ Ndaba), Gallo; Kaba (46’ Siebert), Ngom, Maleh; N’Dri (86’ Stulic), Geubbels (71’ Paco Esteban), Fatah (46’ Monteiro). A disposizione: Bleve, Borbei, Dembélé, Fofana, Gandelman, Jean, Gorter, Scott. All. Di Francesco
Juventus
3-5-2 Vicario; Gatti, Bremer, Lucumì; Kalulu, McKennie (90’ Alajbegovic), Douglas Luiz (83’ Sarr), Koopmeiners, Cambiaso (68’ Cabal); Woltemade, Kolo Muani (68’ Boga). A disposizione: Pinsoglio, Neto, Kelly, Zhegrova, Rugani. All. Spalletti
Arbitro
Fabio Maresca (Napoli); assistenti Mondin e Barone; quarto uomo Feliciani; Var Paterna, Avar Baroni
Ammoniti
Gaspar (L) al 76’
Espulsi
Gaspar (L) nel recupero per proteste
Recupero
2’ nel primo tempo
Spettatori
27.130, di cui 22.804 abbonati
Stadio
Via del Mare, Lecce, domenica 25 ottobre 2026, ore 18

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