CalcioEuropa League · 3ª giornata
Bournemouth-Milan 3-0: la copia rossonera batte l’originale, Maignan si fa cacciare e il Diavolo non tira mai in portaBournemouth
3–0FINALE
Bournemouth-Milan 3-0: la copia rossonera batte l’originale, Maignan si fa cacciare e il Diavolo non tira mai in portaMilan
gio 22/10 · Vitality Stadium

Bournemouth-Milan 3-0: la copia rossonera batte l’originale, Maignan si fa cacciare e il Diavolo non tira mai in porta

In Europa League il Bournemouth travolge il Milan con i rigori di Kluivert e Tavernier e la punizione di Adli. Al 27′ Maignan mette le mani in faccia ad Adams: rosso e secondo rigore. Venti tiri a tre, sette a zero nello specchio. Amorim: «Non c’è stata partita». Milan ventiquattresimo con 3 punti.

violahub.comMax Calis · ViolaHub · 22 ottobre · 14 min

Bournemouth-Milan 3-0: la copia rossonera batte l’originale, Maignan si fa cacciare e il Diavolo non tira mai in porta

In Europa League il Bournemouth travolge il Milan con i rigori di Kluivert e Tavernier e la punizione di Adli. Al 27′ Maignan mette le mani in faccia ad Adams: rosso e secondo rigore. Venti tiri a tre, sette a zero nello specchio. Amorim: «Non c’è stata partita». Milan ventiquattresimo con 3 punti.

Il risultato: al Vitality Stadium il Bournemouth batte 3-0 il Milan nella terza giornata della fase campionato di Europa League, con i rigori di Kluivert all’8′ e di Tavernier al 32′ e la punizione di Adli all’84′. La svolta: al 27′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Maignan mette le mani in faccia ad Adams, l’arbitro greco Fotias lo espelle e, dopo il controllo al Var, concede agli inglesi il secondo rigore. Il dato: secondo le statistiche della BBC il Milan chiude con tre tiri e nessuno nello specchio contro i venti dei padroni di casa, e scivola al ventiquattresimo posto con 3 punti.

C’è una regola non scritta nella vita di ogni maestro: prima o poi l’allievo ti batte, e di solito sceglie la serata in cui piove. Il Bournemouth, che secondo la BBC adottò le strisce rossonere proprio come omaggio al grande Milan degli anni Sessanta, ha deciso di restituire il favore con gli interessi, sotto un acquazzone che l’ANSA ha registrato con puntualità meteorologica. A fine partita la copia aveva più pallone, più tiri, più gol e perfino più idee dell’originale. Il Diavolo, dal canto suo, ha confermato una tradizione meno nobile: quando si gioca in trasferta in Inghilterra, a volte è meglio spedire una cartolina.

L’omaggio ricambiato: quando la fotocopia esce più nitida dell’originale

La storia, raccontata dalla BBC prima del calcio d’inizio, è di quelle che i romanzieri scarterebbero perché troppo simmetriche. Il club del Dorset scelse il rosso e nero per ispirarsi ai rossoneri di quell’epoca, come si fa con un poster appeso in cameretta. Lo speaker dello stadio ha accolto il Milan con una frase che sembrava scritta per l’occasione: «Abbiamo chiuso il cerchio». In curva campeggiava la domanda «How did we end up here?», cioè «Come siamo finiti qui?». Domanda legittima, che a fine serata avrebbe potuto porsi anche il settore ospiti.

Per capire la distanza percorsa dagli inglesi basta un altro dettaglio della BBC: esattamente quindici anni prima, il Bournemouth perdeva contro il Bury nella terza serie del calcio inglese. Sky Sports ricorda che questa è la prima campagna europea della storia delle Cherries, iniziata con le vittorie contro Real Sociedad e Sturm Graz, come scrive la Gazzetta. Dall’altra parte del campo c’erano sette Coppe dei Campioni. Il pallone, notoriamente, non legge le bacheche: si limita a rotolare verso chi corre di più.

Il contesto della vigilia, per il Milan, era incoraggiante. I rossoneri arrivavano dalla vittoria per 3-2 sull’Atalanta a San Siro, raccontata dall’ANSA come una partita prima dominata e poi sofferta, e in coppa dallo 0-4 di Salisburgo che aveva rimediato al ko d’esordio con il Benfica. Amorim, però, doveva fare a meno di Gonçalo Ramos, fermato da un affaticamento al polpaccio secondo Fantacalcio.it, e di Chukwueze, alle prese con un problema all’anca. La soluzione scelta è stata Cissé da falso nueve, con Loftus-Cheek e Hutchinson alle sue spalle. Una formula sperimentale che, come molti esperimenti, ha prodotto soprattutto fumo.

Mani alzate, rigore fischiato: De Winter apre la serata del fai-da-te

Il Milan, almeno, ha battuto il calcio d’inizio: secondo la Gazzetta il primo pallone è stato rossonero. È stato anche uno degli ultimi possessi tranquilli della serata. Dopo pochi minuti Tavernier crossa da destra, Evanilson colpisce di testa e sulla traiettoria trova il braccio di De Winter. Fotias va al monitor, rivede e indica il dischetto. Sky Sports annota che il difensore aveva il braccio alzato quando il pallone lo ha colpito: un modo piuttosto vistoso di chiedere la parola in un’aula che non l’aveva concessa.

All’8′ Kluivert spiazza Maignan e porta avanti gli inglesi. Ed ecco la coincidenza che la storia del calcio ama più di ogni altra: Sky Sports calcola che Justin Kluivert ha segnato al Milan 31 anni e 151 giorni dopo il gol con cui suo padre Patrick decise la finale di Champions League del maggio 1995 contro i rossoneri. In casa Kluivert, evidentemente, il Milan è una tradizione di famiglia, come la ricetta della nonna: passa di padre in figlio e lascia sempre qualcuno con l’amaro in bocca.

La reazione rossonera è stata più teorica che pratica. Poco dopo, al quarto d’ora, Christie scarica un sinistro potente che Maignan blocca in due tempi; la Gazzetta, nel suo resoconto in diretta, registra una differenza di ritmo evidente e un Milan che perde puntualmente palla sulla trequarti. In pratica, i rossoneri riuscivano ad arrivare fin quasi alla porta avversaria, poi si ricordavano di avere un appuntamento altrove.

Maignan e la manata: il capitano che decide di fare tutto da solo

Al 27′ arriva il momento che riassume la serata. Calcio d’angolo dalla sinistra per il Bournemouth e, prima ancora che il pallone spiova in area, Maignan mette le mani in faccia ad Adams. Fotias estrae il rosso diretto e indica di nuovo il dischetto; il Var conferma tutto, come riportano la Gazzetta ed Eurosport. Sky Sports aggiunge il dettaglio statistico più crudele: Maignan è diventato il primo portiere del Milan espulso in una grande competizione europea. Un record che nessuno voleva, firmato dal capitano.

C’è qualcosa di quasi filosofico nel gesto. Un portiere passa la carriera a usare le mani per salvare la propria squadra; Maignan, per una volta, le ha usate per condannarla, con una precisione che i suoi attaccanti, più tardi, non avrebbero mai raggiunto. Secondo il Daily Mail il portiere è rimasto in campo un paio di minuti durante il controllo del Var e se n’è andato a malincuore, dicendo la sua all’arbitro. Amorim, a Sky, ha provato una lettura più indulgente: «Sull’espulsione il giocatore loro era sulla posizione di Maignan, è andata così». Come difesa d’ufficio è commovente; come regolamento, meno.

Per far entrare il portiere di riserva Lorenzo Torriani, Amorim ha sacrificato Hutchinson. Il Daily Mail racconta anche una certa confusione in panchina sul cambio, e un allenatore portoghese furioso con il quarto uomo; Torriani, comunque, ha fatto in tempo a mettersi tra i pali per vedersi spiazzare da Tavernier, che al 32′ trasforma il secondo rigore. Un esordio europeo così lo augureresti soltanto a chi ti ha rubato il parcheggio.

Il 5-3-1 della prudenza: difendersi bene, attaccare mai

Sotto di due gol e di un uomo, il Milan ha scelto di ridurre i danni. Amorim ha spiegato dopo la partita, come riporta Fantacalcio.it, di aver ridisegnato la squadra con un 5-3-1 perché «i ragazzi conoscono meglio questo tipo di struttura difensiva», con l’idea di «spingere maggiormente nei minuti finali, prendendo meno rischi possibili nella fase centrale della partita». Un piano lineare, che aveva un solo punto debole: i minuti finali, quando sono arrivati, hanno spinto soprattutto gli altri.

All’intervallo, dopo cinque minuti di recupero, la Gazzetta ha sintetizzato con una franchezza rara: su queste basi e in queste condizioni, «non ci può essere partita». Nella ripresa Amorim ha inserito Bartesaghi per Estupiñán, già ammonito, e Rabiot per Loftus-Cheek. Il risultato, sempre secondo la Gazzetta, è stato un Milan che non riusciva a superare la metà campo, con il pallone stabilmente tra i piedi inglesi. Il possesso, alla fine, dirà 63,8 per cento per il Bournemouth secondo le statistiche della BBC: i rossoneri lo hanno visto passare come si guarda un treno da una stazione in cui non ferma.

Gli inglesi, intanto, hanno continuato a premere. Sky Sports racconta che al 57′ De Winter è stato costretto a spazzare sopra la propria traversa da distanza ravvicinata e che Kluivert, sul corner successivo, ha sfiorato il palo lontano; al 67′ Rayan, appena entrato, ha alzato di testa un cross di Gannon-Doak. Marco Rose ha avuto perfino il lusso di gestire le energie, cambiando tre uomini insieme attorno all’ora di gioco. Amorim ha risposto dando spazio ai giovani: Diawara per l’ammonito Tomori e, al 76′, Comotto per Moreira, all’esordio assoluto secondo la Gazzetta. Debuttare sullo 0-2 in dieci contro undici, sotto un diluvio, è il genere di battesimo che a Milanello potrebbero inserire tra le prove di carattere.

La barriera che si apre: Adli e la punizione che non chiede permesso

All’84′ arriva il terzo gol, quello che trasforma una sconfitta in una lezione. Punizione dal limite e Amine Adli, entrato da pochi minuti al posto dell’infortunato Tóth, la calcia attraverso la barriera rossonera e la mette dentro: la Gazzetta parla di un sinistro «a scavalcare la barriera (che però si apre)». Sky Sports sottolinea che Amorim non poteva essere contento di quella barriera, che si è aperta e ha riassunto l’approssimazione del Milan. Una barriera che si divide è un’immagine perfetta della serata: tutti in fila, tutti al loro posto, e nessuno disposto a prendersi il pallone in faccia.

Al 87′ Torriani si è almeno preso la soddisfazione di una parata con la punta delle dita su Rayan, come riporta ancora Sky Sports, evitando un poker che la partita avrebbe comunque giustificato. La Gazzetta chiude la sua cronaca con un dettaglio che vale come consolazione e come atto d’accusa: tre gol subiti, nessuno su azione. Al giovane portiere va riconosciuto il merito di aver salvato la faccia, nel senso letterale, in una serata in cui il collega l’aveva toccata nel senso sbagliato.

I numeri dell’umiliazione: venti a tre, sette a zero

Le statistiche della BBC raccontano una partita a senso unico meglio di qualsiasi aggettivo. Il Bournemouth ha tirato venti volte, il Milan tre; nello specchio, sette a zero. I tocchi in area avversaria sono stati 33 contro 8, le parate di Di Gregorio nessuna, quelle dei portieri rossoneri quattro. Michele Di Gregorio, portiere italiano del Bournemouth, ha passato la serata a guardare la pioggia: contro la squadra del suo Paese non ha dovuto sporcarsi i guanti nemmeno una volta. Raramente un incrocio con il proprio passato è stato così comodo.

Il Milan ha vinto i duelli aerei, 12 a 9, e ha commesso meno falli, 15 contro 18. Sono dati che in qualunque altra partita servirebbero a costruire un alibi; qui suonano come le note di un compito in classe consegnato in bianco ma con una calligrafia impeccabile. Per i rossoneri le ammonizioni sono state tre, a Estupiñán, Tomori e De Winter, e l’espulsione una sola: abbastanza per scrivere la storia, non abbastanza per cambiarla.

C’è poi un bilancio più ampio. Secondo Tuttosport, prima di questa sera il Milan aveva raccolto 13 vittorie, 13 pareggi e 19 sconfitte nelle sfide europee contro squadre inglesi. Le sconfitte, adesso, sono venti. E Amorim, ricorda Sky Sports, non è mai riuscito a battere il Bournemouth in cinque tentativi, contando anche gli anni di Manchester United: tra Old Trafford e Dean Court, le Cherries sono diventate per lui una specie di allergia stagionale.

Amorim, Capello e il «percorso»: la sconfitta come tappa obbligata

Nel dopo partita, ai microfoni di Sky Sport, il tecnico portoghese non ha cercato scuse. «Il calcio di rigore ha cambiato la partita. Non abbiamo avuto la possibilità di recuperare da questi due calci di rigore contro», ha detto, secondo la trascrizione di Fantacalcio.it. Poi la frase ripetuta come un mantra: «Non c’è stata partita, non c’è stata partita». Una diagnosi impeccabile, anche se di solito si chiede all’allenatore di evitare la malattia, non di descriverla.

Su Maignan è stato diplomatico ma netto. «Non ho ancora avuto tempo di parlare con lui», ha spiegato a Eurosport, aggiungendo che «dobbiamo rimanere in 11 in campo». A Calciomercato.com ha precisato il concetto: «I ragazzi più esperti non possono permettersi certi errori». Tradotto dal linguaggio degli spogliatoi: il capitano verrà convocato per un colloquio, presumibilmente senza contatto fisico.

Il passaggio più curioso riguarda il confronto con la storia. «Questo fa parte del percorso. Se guardiamo alla storia del Milan, è chiaro, ci troviamo in una posizione diversa», ha detto Amorim, citando Fabio Capello presente in studio: l’ex allenatore rossonero, ha spiegato, può parlare della storia del Milan «e della negatività di una partita del genere: e sono d’accordo, non si può non essere d’accordo con lui». È raro che un tecnico sconfitto chieda la conferma del giudizio negativo all’opinionista in collegamento. Ma Capello, in fondo, è una garanzia: in quella storia, il Bournemouth era in terza serie.

Amorim ha comunque rivendicato un aspetto: «Ho comunque apprezzato il modo in cui abbiamo lottato, il fatto che ci siamo provati, che ci siamo difesi e aiutati a vicenda». È la consolazione dei sconfitti di ogni epoca, quella del «ci abbiamo provato». Funziona sempre, a patto che il tabellone non riporti uno zero nella casella dei tiri in porta.

Il ritorno in Inghilterra: un ex che non trova pace

Per Amorim la serata aveva anche un sapore personale. Il Daily Mail ricorda che il tecnico era stato esonerato dal Manchester United lo scorso gennaio, dopo quattordici mesi turbolenti, e che alla vigilia aveva liquidato le domande sul suo passato spiegando di avere voltato pagina e di essere concentrato sul Milan, un club che, parole sue, ha parecchie questioni da affrontare. Una frase che, rivista a fine partita, suona come un’autocertificazione.

Sky Sports, con il suo consueto aplomb, ha osservato che il Milan di Amorim è «lontano dallo standard delle grandi squadre rossonere del passato», ma che lo scalpo resta comunque prezioso per il Bournemouth. A fine gara, aggiunge la stessa fonte, i tifosi di casa hanno preso in giro allegramente l’allenatore portoghese. Non solo: Nizaar Kinsella della BBC racconta che a fine gara alcuni membri dello staff rossonero non hanno gradito le esultanze dei giocatori di casa, con un parapiglia che ha coinvolto anche Adam Smith, e che lo stesso Rose ha discusso con lo staff di Amorim. Il Milan, evidentemente, è più bravo a protestare che a tirare in porta. Il ritorno in Inghilterra, insomma, è stato meno un bentornato che un arrivederci con il conto da pagare.

Classifica e calendario: dalla zona play-off a Udine con la valigia ancora bagnata

La classifica non perdona. Secondo la BBC, al termine della giornata il Bournemouth è terzo con 9 punti, a punteggio pieno insieme a Benfica, Leverkusen, Ferencváros e Olympiakos. Il Milan è ventiquattresimo con 3 punti, frutto di una vittoria e due sconfitte, con quattro gol fatti e cinque subiti: l’ultimo gradino della zona che porta agli spareggi, mentre le prime otto, quelle che volano direttamente agli ottavi, distano già quattro punti. Sportmediaset parla di una rincorsa alla qualificazione diretta «molto in salita». In Europa League, a quanto pare, anche le salite si percorrono sotto la pioggia.

Il tempo per rimuginare è poco. Domenica sera il Milan è atteso a Udine, contro una squadra che arriva da cinque sconfitte consecutive e che, secondo Fantacalcio.it, ha scelto il ritiro per prepararsi alla sfida. Amorim ha già spostato il mirino: «Dobbiamo preparare la partita con l’Udinese», ha detto a Eurosport. Il rosso di Maignan, rimediato in una competizione Uefa, non riguarda il campionato. Bisognerà solo ricordargli dove tenere le mani.

Rossoneri contro rossoneri: vince chi ci crede di più

Alla fine, il dato più ironico della serata non è nemmeno il punteggio. È che una squadra nata imitando il Milan ha giocato come il Milan sogna di giocare: intensa, ordinata, feroce sui calci piazzati. Il Diavolo, invece, ha recitato la parte dell’imitatore stanco, con il costume giusto e la battuta sbagliata. Due rigori concessi, un portiere espulso, una barriera che si apre: un catalogo di errori che non sarebbe sfigurato in un corso per principianti.

Amorim parla di percorso, e ha ragione: ogni cammino prevede qualche buca. Il guaio è che a Bournemouth il Milan non ci è caduto dentro, ci si è proprio tuffato, a braccia alzate, come De Winter sul colpo di testa di Evanilson. Domenica a Udine servirà un’altra Europa, o almeno un’altra Italia. Nel frattempo, nel Dorset, qualcuno ha stampato una nuova versione della vecchia domanda: come siamo finiti qui? Il Bournemouth lo sa benissimo. Il Milan, per ora, sta ancora cercando la strada di casa.

Il tabellino

Bournemouth-Milan 3-0 (primo tempo 2-0)

Competizione
Europa League, fase campionato, terza giornata – Vitality Stadium, Bournemouth
Marcatori
8′ Kluivert su rigore (B), 32′ Tavernier su rigore (B), 84′ Adli (B)
Bournemouth (4-2-3-1 secondo Gazzetta e Tuttosport)
Di Gregorio; Hill, Diakité, António Silva, Truffert; Christie, Adams (61′ Cook); Gannon-Doak, Kluivert (62′ Tóth, 77′ Adli), Tavernier (62′ Rayan); Evanilson (66′ Álex Rodríguez). A disposizione: Petrović, Allan, Soler, Brooks, Smith. All. Rose
Milan (3-4-2-1 secondo BBC e Sportmediaset)
Maignan; Tomori (66′ Diawara), De Winter, Pavlović; Moreira (76′ Comotto), Musah, Jashari, Estupiñán (46′ Bartesaghi); Loftus-Cheek (46′ Rabiot), Hutchinson (32′ Torriani); Cissé. A disposizione: Bouyer, Camarda, Gila, Vladimirov, Modrić, Pulisic. All. Amorim
Arbitro
Vassilis Fotias (Grecia); assistenti Andreas Meintanas e Michail Papadakis; quarto ufficiale Alexandros Tsakalidis; Var Dennis Higler (Paesi Bassi), assistente Var Alan Kijas (Austria)
Ammoniti
16′ Diakité (B), 29′ Adams (B), 35′ Estupiñán (M), 63′ Tomori (M), 81′ De Winter (M)
Espulsi
27′ Maignan (M) per condotta violenta
Note
pioggia battente; primo rigore assegnato dopo revisione al monitor per fallo di mano di De Winter, rosso a Maignan e secondo rigore confermati dal Var; recupero 5′ nel primo tempo. Moduli: le fonti riportano schieramenti diversi (per il Milan 4-3-3 secondo la Gazzetta, 4-2-3-1 secondo Tuttosport, 4-4-1-1 secondo Fantacalcio.it; per il Bournemouth 4-4-2 secondo Sportmediaset). Minuti degli eventi secondo la BBC: alcune fonti indicano il primo rigore al 7′, il rosso tra il 27′ e il 30′ e il gol di Adli tra l’83′ e l’84′. Le pagelle di Gazzetta dello Sport e Fantacalcio.it per questa partita non erano disponibili al momento della chiusura dell’articolo.

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