La chiave: per giustificare il gol annullato a Pongracic, la Lega ha scritto che quattro delle dodici telecamere del fuorigioco semiautomatico non riconoscevano le sagome dei giocatori e che quella sui sedici metri era piazzata male per colpa del cantiere del Franchi, sicché le linee sono state tirate a mano, con il vecchio reticolato. La svolta: la Fiorentina ha bollato le spiegazioni come «non soddisfacenti e non esaustive» e adesso bussa in Federazione, perché gli audio del VAR, ha precisato la Lega, vanno chiesti alla Procura Federale. Il dato: Di Bello resta senza designazione, Paterna torna subito davanti al monitor e Paratici paga 10.000 euro con diffida da recidivo, mentre per chi doveva vedere non risulta comunicato alcun provvedimento.
Il calcio italiano ha adottato la tecnologia per eliminare i dubbi, e a Firenze è riuscito nell’impresa opposta: moltiplicarli, protocollarli e spedirli con ricevuta di ritorno. Una volta le polemiche arbitrali duravano fino al lunedì sera, il tempo di un processo televisivo e di un caffè al bar; oggi hanno un numero di pratica, un mittente, un destinatario e un ufficio competente che non è mai quello a cui hai scritto. Il risultato è una settimana in cui la squadra viola ha giocato zero partite e collezionato più corrispondenza di un notaio. Telecamere in ferie, protocolli in servizio permanente: se esistesse un campionato delle lettere, saremmo in zona Champions.
«Caro Alessandro»: quando l’esordio è gentile, la sostanza è un cantiere
La risposta è arrivata martedì sera, firmata secondo il Corriere dello Sport dal presidente della Lega Ezio Simonelli e aperta, nel testo pubblicato da TuttoMercatoWeb, da un affettuoso «Caro Alessandro», rivolto al direttore generale viola Alessandro Ferrari. Subito dopo, la carezza: «RingraziandoVi per il tono della lettera inviataci». Chiunque abbia ricevuto almeno una volta una comunicazione della propria banca sa cosa succede quando qualcuno ti ringrazia per il tono: il contenuto sta per darti torto, ma con le maiuscole di cortesia.
E infatti. Pongracic era in fuorigioco, scrive la Lega, come «dimostrato dalle immagini forniteci dal VAR», allegate per accuratezza. La revisione è durata un’eternità per un «momentaneo mancato funzionamento» dell’Advanced SAOT, il sistema che dovrebbe rendere il fuorigioco una questione di millimetri e che al Franchi lo ha trasformato in una questione di pazienza.
Occhi elettronici senza occhiali e un cantiere promosso a quinto ufficiale
Le ragioni del guasto meritano di essere riportate per intero, perché nessuna parodia potrebbe superarle. Primo: quattro delle dodici telecamere dedicate non identificavano correttamente le sagome, cioè gli «scheletri dei calciatori in campo», restituendo in sala video un’immagine non pienamente corrispondente alle posizioni reali. In pratica, un terzo degli obiettivi vedeva in campo qualcosa che somigliava a dei giocatori, ma senza impegnarsi troppo. Secondo: l’occhio elettronico sui sedici metri del lato opposto, non perfettamente posizionato a causa dell’«area di cantiere circostante», ha prodotto un effetto «schiacciamento» sui calciatori. Sullo schiacciamento, va detto, la difesa viola aveva già dato ampie dimostrazioni anche senza bisogno della telecamera.
Il cantiere, insomma, entra ufficialmente nella squadra arbitrale: non porta la bandierina e non parla in auricolare, ma incide. A Firenze si era abituati a vederlo condizionare la viabilità, i parcheggi e gli abbonamenti; mancava solo il fuorigioco, e adesso la collezione è completa. Davanti all’emergenza, prosegue la lettera, si è ripiegato sul «reticolato manuale», il sistema di riserva previsto dal protocollo IFAB e dai regolamenti FIFA. Nel 2026, con una dozzina di camere dedicate e un partner tecnologico internazionale, la decisione è stata presa tirando righe come su un quaderno a quadretti. Il progresso, evidentemente, ha sempre una matita di scorta nel cassetto.
Per non sembrare soli, i firmatari citano un precedente illustre: la sfida fra Svizzera e Qatar al Mondiale nordamericano, dove lo stesso guasto venne risolto nello stesso modo. Mal comune, mezzo righello. Quanto alla durata della revisione, la Lega richiama il protocollo VAR: non esiste limite di tempo, perché l’accuratezza conta più della velocità. Principio nobilissimo, che a Firenze, città di cantieri dai tempi biblici, viene accolto come una vecchia conoscenza. E nel testo riportato da TMW c’è perfino il riferimento a un regolamento audiovisivo «pubblicato dalla LCA il 7 agosto 2206»: presumibilmente un refuso, ma anche l’unico punto della lettera in cui la tecnologia sembra davvero all’avanguardia.
Il ping-pong dei palazzi: la Lega serve, la Federazione risponderà con calma
Poi c’è la questione degli audio fra Di Bello e la sala video, quella che i viola avevano chiesto con più insistenza. Qui la Lega ha dato il meglio della propria cortesia istituzionale: «nulla osta per quanto ci riguarda», ma la richiesta va inviata alla Procura Federale, perché i dialoghi sono di «”proprietà” intellettuale di FIGC», mentre le immagini appartengono alla Lega. Traduzione: le parole stanno in un palazzo, le figure in un altro, e chi vuole il film completo deve fare due code a due sportelli diversi. È la versione calcistica del modulo da ritirare al piano terra e consegnare al terzo, dove però l’ufficio apre solo il giovedì.
Le immagini, del resto, non sono state un grande regalo. Stando al Corriere dello Sport, alla Fiorentina sono arrivati alcuni fotogrammi, nessun video. A una società che chiedeva di vedere il movimento si è risposto con una galleria di fermo immagine: elegante, ordinata e perfettamente immobile, come certe difese nelle serate peggiori.
La controreplica viola, ovvero l’arte di scrivere «credibilità» in un comunicato
La Fiorentina ha letto, ha riletto, ci ha dormito sopra e mercoledì mattina ha risposto con una nota ufficiale. La prima parte è da perito di parte: «La Fiorentina prende atto della risposta della Lega Serie A ma ritiene le controdeduzioni non soddisfacenti e non esaustive in quanto non chiariscono, in alcun modo, la dinamica della mancata revisione VAR sul primo gol del Como e non forniscono alcuna immagine video dinamica che chiarisca definitivamente l’oggettività del fuorigioco sul gol annullato a Pongracic». La seconda parte è da tribuna politica: «Il Club continuerà a rivolgersi a tutte le istituzioni sportive preposte per avere le spiegazioni necessarie e fare chiarezza definitiva su situazioni ed episodi gravi che rischiano di compromettere la credibilità di tutto il sistema».
Prossima fermata, come hanno riferito Fiorentinanews e Firenzeviola: la Federazione. Luca Calamai, su TuttoMercatoWeb, ha definito la scelta inconsueta, osservando che i dirigenti di Serie A discutono del nuovo corso arbitrale «ma sempre sottovoce» e che la Fiorentina «si stacca dal comportamento abituale degli altri diciannove club», restando «senza compagni di viaggio, senza alleati ufficiali». Diciannove a uno: un punteggio che di questi tempi i tifosi viola preferirebbero non vedere scritto da nessuna parte, nemmeno in un’analisi istituzionale.
Moviola d’autore: il sistema vede Pellegrino e perde di vista Pongracic
Per i distratti, i torti lamentati sono due, entrambi nel primo tempo. Il primo: il vantaggio lariano di Liberali nasce da un contatto fra Milla e Pedro Gonçalves che la società gigliata considera falloso e sul quale contesta il mancato intervento del VAR. Il secondo: la rete del possibile pareggio di Pongracic, cancellata per fuorigioco dopo quella che il Corriere dello Sport ha chiamato «un’interminabile revisione». Interminabile, nel lessico arbitrale, è un aggettivo tecnico: indica il tempo necessario perché i giocatori si raffreddino, i tifosi si scaldino e il cantiere finisca il turno.
Il dettaglio più gustoso, però, lo aggiunge sempre il Corriere: secondo il club, il SAOT era stato utilizzato poco prima, nella stessa partita, per rilevare un fuorigioco di Pellegrino. Lo stesso apparato, a distanza di pochi minuti, riconosceva perfettamente un attaccante e si smarriva davanti a un difensore. Forse è una questione di ruolo: i centravanti si fanno notare, i centrali passano inosservati. Già all’indomani della partita, la Gazzetta dello Sport aveva riferito il rilievo principale del club: nell’immagine diffusa non si vedeva il momento della partenza del pallone. In materia di fuorigioco è come pubblicare la foto di un traguardo senza il traguardo. La stessa Gazzetta aveva scritto che la direzione di Di Bello non era piaciuta, per certi versi, nemmeno ai vertici arbitrali: il che, se non altro, dimostra che a volte la critica unisce più della tecnologia.
Designatori che si spiegano per sottrazione
Mercoledì sono uscite le designazioni dell’ottavo turno, e la comunicazione più eloquente era un’assenza: il fischietto della sezione di Brindisi non compare né in Serie A né in Serie B. Nessuna nota, nessun comunicato, nessuna parola: il designatore parla per elenchi, e quello che conta è chi manca. Una forma di dialogo che ricorda certi parenti alle cene di famiglia, quando l’unico modo per capire chi ha litigato con chi è contare le sedie vuote.
Firenzeviola invita comunque alla prudenza: non si può parlare di uno stop. Di Bello, ricostruisce il sito, è stato alternato fin dall’inizio della stagione e ha diretto finora soltanto quattro partite fra A e B, cioè Genoa-Napoli all’esordio, Bologna-Sassuolo alla terza, Palermo-Padova in B alla quinta e la gara contro il Como alla settima. Martedì, inoltre, era al VAR in Champions League per il big match fra PSG e Barcellona, con annesse polemiche per alcune mancate chiamate. Senza comunicazioni dell’AIA su eventuali provvedimenti, conclude Firenzeviola, la scelta sembra più una «gestione» che una punizione. Né sospeso né designato: esiste dunque una terza condizione arbitrale, il riposo programmato con vista sulle polemiche europee.
Paterna torna al monitor: la sala video non chiude mai
Chi invece non ha conosciuto pause è Daniele Paterna, della sezione di Teramo, che al Franchi sedeva al VAR. Sarà di nuovo davanti allo schermo per Lecce-Juventus, diretta da Fabio Maresca, e farà anche l’assistente VAR in Südtirol-Sampdoria di Serie B, come riportano Violanews e Firenzeviola; che a dirigere sia Maresca lo indicano anche le designazioni diffuse dall’ANSA. Pezzuto, che con lui condivideva la sala video domenica, sarà al VAR nella sfida tra Udinese e Milan e all’AVAR di Modena-Cesena. Ricapitolando: chi era in campo resta sul divano, chi era al monitor ne ottiene due nello stesso fine settimana. Se il criterio è far allenare l’occhio, la scelta ha una sua logica ferrea.
Il messaggio, se c’è, è scritto con l’inchiostro simpatico. Ma il paradosso resta godibile: l’episodio contestato più duramente riguarda proprio il mancato richiamo al monitor, e il premio per chi lo presidiava è un doppio turno davanti a quello stesso schermo. Come affidare il corso di puntualità a chi ha perso il treno, purché abbia guardato bene l’orario.
Ferrari e il corso di aggiornamento: «soprattutto devono funzionare»
Mentre la nota ufficiale girava per le redazioni, il direttore generale si trovava al Viola Park per presentare la terza edizione del «Corso di Alta Formazione in Sport Management, sostenibilità e nuove tecnologie», promosso dal club insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Il contesto era talmente perfetto che la domanda è arrivata da sola: non sarebbe il caso di iscrivere al corso qualche arbitro «distratto»? Ferrari, riferisce Firenzeviola, ha risposto così: «Le nuove tecnologie sono importanti, vanno sapute usare bene e soprattutto devono funzionare».
Firenzeviola ha letto la frase come un riferimento ironico alla lettera della Lega, e servirebbe un notevole sforzo di fantasia per interpretarla diversamente. È la battuta della settimana: corta, educata, senza nomi, con dentro dodici telecamere, un cantiere e un reticolato manuale. Ha anche un pregio raro in questa vicenda: è l’unica presa di posizione viola che non è costata nulla a nessuno, né in euro né in diffide.
Paratici, multato per aver parlato mentre il sistema non paga per non aver visto
Chi ha pagato davvero è Fabio Paratici. Il Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea gli ha inflitto 10.000 euro di ammenda e una diffida «per avere, nell’intervallo, negli spogliatoi, contestato in modo concitato ed irrispettoso una decisione del Direttore di gara; recidivo». La recidiva, ricordano il Corriere dello Sport e Labaro Viola, si riferisce ai 5.000 euro già versati dopo la gara interna con il Napoli, sempre per proteste verso l’arbitro. La progressione è chiara: il prezzo raddoppia a ogni intervallo, come certi parcheggi in centro.
Il bilancio della giornata ha una sua simmetria involontaria. Chi ha parlato troppo è stato multato, chi doveva rivedere un’azione e non l’ha rivista è stato designato, chi doveva funzionare e non ha funzionato è stato spiegato. Nel calcio italiano l’unico guasto che non prevede assistenza tecnica è la pazienza dei dirigenti.
Sul fronte della critica, Enzo Bucchioni su Violanews non ha fatto sconti, parlando di «un altro autogol»: «Prendersela con Di Bello denota solo nervosismo e frustrazione, è un’azione fine a sé stessa dalla quale la Fiorentina non trarrà alcun vantaggio». E ancora: «Tutto quello che è successo in società serve solo a dare inutili alibi ai giocatori invece di responsabilizzarli». Con una chiusa che riassume lo scetticismo di mezza città: «Che facessero ripetere la partita? Dai…». Calamai, dal canto suo, ha osservato che se è chiaro cosa abbia spinto Paratici a bussare alla porta di Di Bello, il fallo su Gonçalves e il gol annullato, «resta misterioso cosa aveva visto di strano» nei primi quarantacinque minuti della partita con il Napoli. Sul piano economico, almeno, il giornalista ha rassicurato tutti: «Per fortuna Paratici ha un ingaggio da top manager e quindi pagherà senza problemi». Il bonifico, almeno quello, funziona.
Quattro minuti di ritardo, cinquemila euro: il tassametro del Giudice Sportivo
Anche la società è finita nel verbale: 5.000 euro di ammenda per aver provocato ingiustificatamente un ritardo di circa quattro minuti all’inizio del secondo tempo contro il Como. Milleduecentocinquanta euro al minuto, una tariffa da specialista di altissimo livello, applicata a una squadra rimasta qualche istante in più negli spogliatoi. Per confronto, la revisione definita «interminabile» non ha prodotto alcuna fattura: il tempo perso dal sistema è accuratezza, quello perso dal club è indisciplina. Dipende sempre da chi tiene il cronometro.
Il tribunale delle frequenze: chi suona la carica e chi la ritirata
Come in ogni settimana di tensione, il dibattito si è trasferito nell’etere, dove le opinioni si sono divise con precisione quasi millimetrica, più del fuorigioco di domenica. Tra chi applaude la linea dura c’è Mario Faccenda, che a Radio FirenzeViola ha detto: «L’importante per il club è farsi sentire. Quando subisci un torto è giusto protestare», aggiungendo che restando in silenzio «rischi che le cose continuino ad andare in quella direzione». Fabio Galante, sulla stessa emittente, ha posto la domanda esistenziale della settimana: sulla prima rete del Como «si doveva intervenire e annullare la rete. Altrimenti viene da chiedersi a cosa serva questa tecnologia». Niccolò Ceccarini ha chiesto a Orsato di prendere «atto che la tecnologia va utilizzata», escludendo condizionamenti e parlando piuttosto di «arbitri inesperti».
Al Pentasport di Radio Bruno il registro è salito di qualche ottava. Francesco Graziani ha celebrato il funerale dello strumento, «il VAR è morto», e ha puntato il dito sulle indicazioni di Orsato: «Per me non c’è malafede, ma ci sono direttive che mettono paura all’arbitro di fischiare». Maurizio Pistocchi ha definito il fallo su Gonçalves «chiaramente leggibile da un arbitro di medio livello, ma anche da un VAR di medio livello», e sul fuorigioco ha colpito il metodo: «Non puoi stare 5 minuti a vedere se il gol è irregolare e, siccome non funziona la tecnologia, sfrutti un’altra che non è indicata per questo episodio». Conclusione: «Doveva essere valida la scelta di campo».
Sull’altra sponda, il partito del freno a mano. Carmine Gautieri ha ricordato un vizio nazionale: «In Italia siamo abituati a creare alibi quando i risultati non arrivano. A volte succedono le stesse cose ma vinci e nessuno ne parla». L’ex direttore sportivo viola Oreste Cinquini ha giudicato la via istituzionale «una strada difficilmente percorribile», perché il contatto su Gonçalves «resta una valutazione di campo, che difficilmente può essere smentita dagli organi federali», e ha chiuso con un appello da spogliatoio: «Non piangiamoci addosso, svegliamoci». Bernardo Brovarone ha perso la pazienza in diretta: «Invece di ragionare di arbitro, mette a posto la Fiorentina! È diventato tutto inascoltabile». E l’editoriale di Firenzeviola, intitolato «Buttiamola sul complotto», pur concedendo che «gli episodi ci sono», ha ammonito che «urlare alla persecuzione a Firenze funziona sempre». Il risultato del dibattito radiofonico è dunque un pareggio perfetto, l’unico della settimana che nessuno ha contestato.
Vanoli e la dottrina del «niente alibi», mentre la difesa concede tutto il resto
In mezzo al frastuono, la voce più sobria resta quella dell’allenatore, rimbalzata in queste ore dal dopopartita. «La partita oggi è cambiata dall’episodio sul fallo su Gonçalves in occasione del gol di Liberali. Non voglio però che diventi un alibi», aveva detto Paolo Vanoli in conferenza stampa, secondo la trascrizione di Labaro Viola e TuttoMercatoWeb. Sul fuorigioco aveva scelto la via dell’autoironia: «Non funzionava il software che tracciava la linea: me ne capitano tutte». Senza rinunciare a un interrogativo legittimo: «Non ho capito perché sul gol di Liberali l’arbitro non sia andato al VAR».
Poi la frase che vale più di dieci comunicati: «Io comunque vedo una squadra che prende tanti gol, ma non facciamo gol neanche con le mani». Bucchioni ha riconosciuto all’allenatore «onestà intellettuale», ed è difficile dargli torto. Resta il paradosso di una società divisa in due registri: il tecnico che rifiuta gli alibi e la dirigenza che li mette nero su bianco su carta intestata. Il primo parla allo spogliatoio, la seconda ai palazzi, e la difesa, nel frattempo, continua a parlare con chiunque passi dalle sue parti.
Mariani a San Siro: almeno le statistiche stanno dalla nostra parte
Il calendario, che a differenza della Procura Federale non concede proroghe, ha intanto assegnato la trasferta di Milano a Maurizio Mariani, della sezione di Aprilia, classe 1982, con gli assistenti Alassio e Rossi, Zufferli quarto uomo, Fabbri al VAR e Santoro all’AVAR. Violanews ricorda che ha diretto 187 partite di Serie A e che i precedenti con la Fiorentina sono 19: 11 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte. Fiorentinanews aggiunge che la serie positiva con lui dura da quattro gare, tre successi e un pareggio, e che nella scorsa stagione i viola hanno vinto entrambe le partite da lui dirette, contro Pisa e Udinese. Quest’ultima fu la prima vittoria assoluta di quel campionato, arrivata soltanto a dicembre e segnata dall’espulsione del portiere friulano Okoye nei primissimi minuti.
Con i numeri, almeno, la Fiorentina va d’accordo. È un sollievo statistico di cui godere con moderazione: i precedenti non difendono sui calci piazzati e non seguono i tagli in area, e a San Siro, si presume, tutti gli obiettivi saranno al loro posto e nessuna gru farà ombra al fuorigioco.
Raccomandate in partenza, punti in giacenza
Sotto le lettere, i comunicati e i palinsesti, i numeri restano ostinatamente quelli. Graziani ha ricordato che la Fiorentina è la squadra che ha subito più gol, 17, e Calamai ha sottolineato che il penultimo posto «mal si coniuga con la montagna di soldi spesi in estate». Bucchioni ha aggiunto il capitolo del silenzio del direttore sportivo, che a suo giudizio non ha mai spiegato le scelte della stagione, a partire dall’esonero di Grosso. Il caso arbitrale, intanto, seguirà il suo corso istituzionale con la velocità tipica delle istituzioni sportive, che come la Lega insegna privilegiano l’accuratezza.
Che il club abbia diritto a chiedere chiarezza non lo contesta quasi nessuno, nemmeno i critici più severi. Il problema è la proporzione: quante energie vanno ai palazzi e quante alla propria area di rigore. Le telecamere si possono spostare, gli audio si possono richiedere, le ammende si possono saldare con bonifico. I punti, invece, non arrivano per raccomandata: si ritirano di persona, e domenica lo sportello apre a Milano, senza cantieri e senza reticolati di riserva.
Fonti
- Corriere dello Sport, «Rabbia Fiorentina: Milla-Goncalves, episodio non chiarito. E dalla Lega piovono multe» (corrieredellosport.it, 21 ottobre 2026)
- Corriere dello Sport, «Fiorentina, è scontro con la Lega: risposte insufficienti, a rischio la credibilità del sistema» (corrieredellosport.it, 21 ottobre 2026)
- TuttoMercatoWeb, testo della lettera della Lega Serie A alla Fiorentina (tuttomercatoweb.com/serie-a/lega-risponde-fiorentina-gol-pongracic-seguite-procedure-corrette-problemi-tecnici-2285448)
- TuttoMercatoWeb, commento di Luca Calamai ripreso da Fiorentinanews (fiorentinanews.com, 21 ottobre 2026)
- Fiorentinanews, «Arriva la risposta della Lega» e «La Lega risponde, ma non soddisfa la Fiorentina: il caso arbitrale approda in Figc» (fiorentinanews.com, 20 e 21 ottobre 2026)
- Fiorentinanews, nota ufficiale della Fiorentina (fiorentinanews.com, 21 ottobre 2026)
- Fiorentinanews, precedenti della Fiorentina con Mariani (fiorentinanews.com, 21 ottobre 2026)
- Fiorentinanews, intervento di Bernardo Brovarone al Pentasport di Radio Bruno (fiorentinanews.com, 21 ottobre 2026)
- Gazzetta dello Sport, «Fiorentina, rabbia per gli errori arbitrali: lettera alla Serie A, i casi contestati» (gazzetta.it, 19 ottobre 2026)
- Firenzeviola, designazione di Mariani per Inter-Fiorentina (firenzeviola.it, 21 ottobre 2026)
- Firenzeviola, «AIA, niente Serie A o B per l’arbitro Di Bello» e «Niente partite nel weekend per Di Bello, ma non è una punizione» (firenzeviola.it, 21 ottobre 2026)
- Firenzeviola, dichiarazioni di Alessandro Ferrari al Viola Park (firenzeviola.it, 21 ottobre 2026)
- Firenzeviola, presentazione del corso di alta formazione con la Scuola Superiore Sant’Anna (firenzeviola.it, 21 ottobre 2026)
- Firenzeviola, «Caos arbitri, la Fiorentina alza il tiro» (firenzeviola.it, 21 ottobre 2026)
- Radio FirenzeViola, interventi di Mario Faccenda, Fabio Galante, Carmine Gautieri, Niccolò Ceccarini e Oreste Cinquini (firenzeviola.it, 21 ottobre 2026)
- Firenzeviola, editoriale «Buttiamola sul complotto» (firenzeviola.it, 22 ottobre 2026)
- Violanews, «A o B? Di Bello rimane a casa. Il Var Paterna farà Lecce-Juventus e non solo» (violanews.com, 21 ottobre 2026)
- Violanews, designazione arbitrale di Inter-Fiorentina e statistiche di Mariani (violanews.com, 22 ottobre 2026)
- Violanews, dichiarazioni di Ferrari (violanews.com, 21 ottobre 2026)
- Violanews, Enzo Bucchioni, «Le proteste di Paratici un altro autogol» (violanews.com, 22 ottobre 2026)
- Violanews, interventi di Francesco Graziani e Maurizio Pistocchi al Pentasport di Radio Bruno (violanews.com, 21 ottobre 2026)
- Tuttosport, decisioni del Giudice Sportivo dopo la settima giornata (tuttosport.com, 20 ottobre 2026)
- Labaro Viola, multa a Paratici e conferenza stampa di Vanoli dopo la gara con il Como (labaroviola.com, 18 e 20 ottobre 2026)
- Violanews, conferenza stampa di Vanoli dopo la gara con il Como (violanews.com, 18 ottobre 2026)
- ANSA, designazioni arbitrali dell’ottava giornata di Serie A (account X @Ansa_Piemonte, 21 ottobre 2026)

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