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Quarantasei secondi e la pratica è chiusa: l’Atalanta di Sarri debutta in Conference, Raspadori si ferma

Atalanta-Pafos 3-1 nella prima giornata di Conference League: Elmas dopo 46 secondi, Raspadori su rigore prima dell'infortunio, Scamacca prima dell'intervallo, Biel nel finale. Ora Milan e Ajax in trasferta.

violahub.comMax Cherubin · ViolaHub · 15 ottobre · 10 min
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Quarantasei secondi e la pratica è chiusa: l’Atalanta di Sarri debutta in Conference, Raspadori si ferma

Atalanta-Pafos 3-1 nella prima giornata di Conference League: Elmas dopo 46 secondi, Raspadori su rigore prima dell’infortunio, Scamacca prima dell’intervallo, Biel nel finale. Ora Milan e Ajax in trasferta.

Atalanta-Pafos finisce 3-1: alla New Balance Arena la Dea debutta in Conference League con i gol di Elmas, Raspadori e Scamacca. Dopo appena 46 secondi, Elmas sblocca la partita: Raspadori si procura e trasforma il rigore del 2-0, poi esce infortunato. Per il Pafos, briciole: il gol di Biel nel finale rende meno pesante una serata che la squadra di Sá Pinto aveva perso entro l’intervallo.

Quarantasei secondi. È il tempo che serve per scaldare una tazza di latte nel microonde, per leggere distrattamente un titolo di giornale, per cercare le chiavi di casa nella tasca sbagliata. All’Atalanta, giovedì sera, sono bastati per segnare il primo gol della sua storia in Conference League. Il resto della partita è stato una lunga, ordinata, a tratti elegante formalità, con una sola nota stonata: la smorfia di Giacomo Raspadori subito dopo il rigore del 2-0.

Il Pafos, va detto, non è arrivato a Bergamo come vittima designata. È una squadra che la scorsa stagione ha giocato la Champions League, che ha in difesa un signore che si chiama David Luiz e in panchina un tecnico, Ricardo Sá Pinto, che non ha mai amato il ruolo della comparsa. Ma la differenza, alla New Balance Arena, si è vista subito. E non si è mai ridotta, se non per un pallone perso di vista a due minuti dalla fine.

Quarantasei secondi e la pratica è aperta

Sarri cambia parecchio rispetto al campionato e propone un 4-2-3-1: Carnesecchi in porta, Zappacosta e Bernasconi esterni, Kristensen e Kolasinac al centro per necessità più che per scelta, con gli infortuni che hanno svuotato il reparto. In mezzo Pasalic e Gaetano, davanti Elmas, Raspadori e Zalewski alle spalle di Scamacca. Un’Atalanta di rotazione, ma non di serie B. Anzi, di Conference, che per i bergamaschi è una novità assoluta.

Il fischio d’inizio è alle 21. Prima del 21:01, l’Atalanta è già avanti. Raspadori vince un contrasto sulla destra, avanza e mette in mezzo un pallone rasoterra; Scamacca, con un velo che vale quanto un assist, lo lascia scorrere; Elmas arriva a rimorchio e di destro lo piazza nell’angolo. Uno a zero. Il macedone, che secondo Tuttomercatoweb doveva farsi perdonare l’espulsione ingenua rimediata contro il Venezia, si fa perdonare in meno di un minuto. Rapporto qualità-prezzo eccellente.

Il Pafos prova a reagire, almeno nel possesso. Al 12′ Pepe tenta un destro da fuori senza convinzione, palla lontana. L’Atalanta lascia fare, si difende senza affanno e aspetta il momento giusto per ripartire. Al 15′ Raspadori stoppa al limite, si gira e calcia di sinistro: il portiere polacco Majecki si allunga in tuffo e salva. È solo il preludio.

Raspadori: entro, segno, esco

Al 16′ Zalewski si infila in area dal lato sinistro e Bruno, il terzino brasiliano del Pafos, lo stende con un intervento che Sky definisce «scomposto». L’arbitro svedese Adam Ladebäck indica il dischetto. Dagli undici metri va Raspadori: rincorsa cadenzata, interno destro, portiere spiazzato. Due a zero al 18′.

E qui la serata cambia tono. Subito dopo l’esultanza, Raspadori si porta la mano alla coscia destra. La Gazzetta racconta che l’infortunio è arrivato proprio mentre rallentava la rincorsa per ingannare il portiere: il trucco ha funzionato sul portiere, non sul muscolo. L’attaccante si ferma, va a terra, chiede il cambio. Al 21′ entra De Ketelaere. Tuttomercatoweb sintetizza la sua partita con una formula perfetta: «entro, spacco, esco, ciao». Venti minuti, un assist, un gol, un problema muscolare. In una partita sola, una stagione intera in miniatura.

Per Sarri è un colpo vero. Raspadori era già tornato acciaccato dalla Nazionale, e domenica c’è il Milan a San Siro. Ma la partita, per ora, non ne risente. Anzi: con De Ketelaere sulla trequarti, la manovra diventa perfino più fluida. Il belga, a detta di Goal.com, in quel ruolo «si esprime sicuramente meglio che sulla fascia destra». Sarri prende nota. A Bergamo, del resto, gli appunti li sanno prendere.

Il Pafos ha una sola occasione, e la spreca

Il primo vero sussulto cipriota arriva al 24′. Kristensen sbaglia l’anticipo, Biel riceve, si accentra e serve Quina, che si ritrova a tu per tu con Carnesecchi. Destro, palla fuori alla sinistra del portiere. È l’occasione che avrebbe potuto riaprire la partita, e invece resta una nota a margine. Il Pafos, scrive Sky, a parte quell’episodio non riesce mai a rendersi incisivo.

Al 37′ la serata cipriota peggiora ulteriormente: si fa male proprio David Luiz, il veterano che alla vigilia aveva dichiarato il suo affetto per Sarri, con cui al Chelsea vinse l’Europa League 2019. Al suo posto entra Sema, ex Udinese, con Ioannou che si sposta al centro. Al 41′ Dragomir prova la punizione a giro col mancino da venticinque metri, Carnesecchi si distende e respinge. È tutto quello che il Pafos riesce a produrre in un tempo.

Scamacca chiude prima dell’intervallo

Al 44′ arriva il tris, ed è la sintesi di quello che Sarri vuole da questa squadra. De Ketelaere parte da destra verso il centro, alza la testa e col mancino serve in verticale Scamacca, libero in area in posizione regolare. Il centravanti controlla, si gira e di destro batte Majecki. Tre a zero. Per Scamacca, ricorda Goal.com, è il primo gol con l’Atalanta dal 12 settembre, il terzo stagionale, il secondo in Europa dopo quello decisivo nei preliminari contro l’Hapoel Tel Aviv. Una risposta diretta a Krstovic, che nell’ultima di campionato aveva segnato una doppietta: la concorrenza, in attacco, fa bene a tutti tranne che ai fantallenatori.

Si va al riposo sul 3-0. Il Pafos, all’intervallo, cambia due uomini: dentro Correia e Brito per Bruno e Quina. Bruno, secondo Goal.com, ha giocato «45 minuti da incubo»: il voto, 4,5, lo dice meglio di qualsiasi aggettivo.

Una ripresa da amministratori di condominio

Il secondo tempo è una gestione. Non pigra, però. L’Atalanta continua a creare: al 49′ Zalewski calcia forte col mancino e Majecki devia in angolo, al 54′ Pasalic viene chiuso al momento del tiro, al 60′ Gaetano prova la punizione a giro da venticinque metri e la palla esce di poco. Al 67′ De Ketelaere colpisce di testa su angolo di Elmas e non trova la porta da pochi passi.

Sarri fa ruotare: fuori Pasalic e Zalewski, dentro Ederson e Samardzic. Al 74′ Carnesecchi respinge male un tiro da lontano di Anderson Silva e poi rimedia con un riflesso prima del possibile tap-in di Biel. All’80′ arriva il momento più tenero della serata: esordisce Javison Idele, terzino bergamasco classe 2007 cresciuto nel vivaio, al posto di Kristensen. Zappacosta chiude da centrale accanto a Kolasinac. La Gazzetta scrive che Idele si ricorderà per sempre la data del 15 ottobre 2026. Difficile darle torto.

All’88′ il Pafos trova il gol della bandiera: Biel, al termine di una serie di triangolazioni, calcia di destro a incrociare e batte Carnesecchi. La Gazzetta lo colloca all’89′ e lo descrive come l’unico calo di attenzione della serata, con il brasiliano «completamente perso da Kolasinac». Nel recupero Samardzic colpisce il palo e Majecki, sulla respinta, salva con un miracolo su Elmas. Finisce 3-1.

Sarri, il calendario e l’esposto

Nel dopo partita Sarri è soddisfatto del risultato e molto meno del calendario. Alla Gazzetta dice che bisognerebbe fare «un esposto alla Lega, all’Uefa, alla Fifa», perché le partite sono «troppe per tutti, non solo per noi», e definisce il calendario «assurdo». Aggiunge che Scalvini si è fatto male appena rientrato dalla Nazionale e che Raspadori era già tornato acciaccato, chiudendo con una stoccata: la «grande meraviglia» è che l’Associazione Calciatori non dica niente.

La vittoria, intanto, rimette ordine anche nelle critiche piovute addosso al tecnico prima della sosta. È il secondo successo di fila dopo quello col Venezia, e la Gazzetta nota come la sua Atalanta «pensi» sempre meno e giochi con più libertà, dopo un inizio rallentato dal cambio radicale di filosofia rispetto alla lunga era Gasperini. La strada resta lunga: domenica il Milan, giovedì prossimo la trasferta ad Amsterdam contro l’Ajax.

Milan, Ajax e una coppa da prendere sul serio

Ora viene il bello, o il difficile, a seconda di come la si guardi. Domenica l’Atalanta va in casa del Milan, una squadra che giovedì ha passeggiato a Salisburgo vincendo 4-0, con la tripletta di Cisse e il sigillo di Gonçalo Ramos. Un avversario in fiducia, riposato quanto si può esserlo in ottobre, e con l’umore di chi ha appena fatto il pieno di autostima in Austria. Sarri ci arriva con l’infermeria aperta come un supermercato la vigilia di Natale: Raspadori da valutare, Bellanova tenuto fuori contro il Pafos per precauzione, Kessie alle prese con un sovraccarico al polpaccio destro, Scalvini che secondo la Gazzetta difficilmente rientrerà per una distrazione di basso grado al flessore. Il tecnico spera di recuperare qualcuno. La speranza, si sa, è una strategia che funziona benissimo nei film.

Poi, giovedì, la trasferta in Olanda contro l’Ajax. Il nome pesa più della classifica di questi anni, ma in Europa i nomi pesano sempre: e andare ad Amsterdam tre giorni dopo San Siro è il genere di calendario che Sarri, nel dopo partita, ha definito senza troppi giri di parole «assurdo». Difficile dargli torto, almeno sul piano aritmetico. Tre partite in una settimana, con una rosa già corta in difesa, sono un esercizio di equilibrismo in cui il turnover smette di essere una scelta e diventa una necessità.

La serata col Pafos, però, lascia a Sarri qualche certezza da mettere in valigia. Il 4-2-3-1 sembra adatto a questa squadra più di quanto lo fosse il 4-3-3 delle prime settimane: De Ketelaere sulla trequarti si accende, Zalewski sulla fascia si guadagna rigori e fiducia, Scamacca e Krstovic si contendono una maglia a suon di gol, Gaetano in mezzo convince. In un calendario così fitto, avere alternative credibili è come avere un ombrello in macchina: non risolve il temporale, ma evita di arrivare fradici.

E poi c’è la Conference League in sé, che per l’Atalanta è un territorio nuovo. A Bergamo hanno vinto l’Europa League nel 2024, e Sky ricordava alla vigilia che la voglia di un altro trofeo europeo non è un segreto. La fase campionato è lunga, gli avversari sono spesso più ostici di quanto suggeriscano i loro nomi, e le trasferte lontane hanno l’abitudine di presentarsi nei momenti peggiori. Ma con tre punti in tasca alla prima giornata, la strada comincia in discesa. Il rischio, per una squadra di questo livello, non è perdere contro chi è più forte: è distrarsi contro chi è più debole. Biel, all’88′, lo ha ricordato con un destro a incrociare. Un piccolo promemoria, gratuito, consegnato a domicilio.

Il verdetto di Bergamo

Tre punti, tre gol, un esordio, un infortunio. La prima notte europea dell’Atalanta in Conference si chiude con un bilancio che Sarri firmerebbe in bianco, se non fosse per la coscia di Raspadori. Il Pafos torna a Cipro con un gol di consolazione e un difensore leggendario in infermeria. L’Atalanta, invece, torna ad allenarsi con due trasferte all’orizzonte e una certezza in più: in Europa, quando si comincia dopo quarantasei secondi, il resto della serata diventa una pura questione di amministrazione. Il difficile, adesso, è non perdere le ricevute.

Pagelle

Atalanta: Carnesecchi 6; Zappacosta 6, Kristensen 6,5 (dall’80′ Idele s.v.), Kolasinac 6, Bernasconi 6; Pasalic 6 (dal 67′ Ederson 6), Gaetano 6,5; Elmas 7, Raspadori 7 (dal 21′ De Ketelaere 7), Zalewski 7 (dal 67′ Samardzic 6); Scamacca 7. All. Sarri.

Pafos: Majecki 6; Bruno 4,5 (dal 46′ Correia 5,5), Mmaee 5, David Luiz 5 (dal 37′ Sema 5,5), N. Ioannou 5; Dragomir 6, Sunjic 5,5, Pepe 5,5 (dal 69′ Anderson Silva 6); Quina 5 (dal 46′ Brito 5,5), Lelé 5,5 (dal 69′ Guga 6), Biel 6,5. All. Sá Pinto.

Voti: Goal.com Italia (pagelle e tabellino del 15/10/2026). Fantacalcio.it non pubblica voti per la Conference League e le pagelle della Gazzetta dello Sport sono riservate agli abbonati G+; per confronto, Calciomercato.com e Tuttomercatoweb danno Elmas 7 e Scamacca 7, Tuttomercatoweb dà Zalewski 6, De Ketelaere 6,5 e Sarri 7. I minuti delle sostituzioni seguono Goal.com; Sky Sport indica il 69′ per i cambi Ederson-Samardzic e Anderson Silva-Guga.

Il tabellino

Atalanta-Pafos 3-1 (primo tempo 3-0) — UEFA Conference League, fase campionato, 1ª giornata, giovedì 15 ottobre 2026, ore 21, New Balance Arena (Bergamo)
Marcatori: 1′ Elmas (A), 18′ Raspadori (A, rig.), 44′ Scamacca (A), 88′ Biel (P)
Atalanta (4-2-3-1): Carnesecchi; Zappacosta, Kristensen, Kolasinac, Bernasconi; Pasalic, Gaetano; Elmas, Raspadori, Zalewski; Scamacca. All. Sarri
Pafos (4-3-3): Majecki; Bruno, Mmaee, David Luiz, N. Ioannou; Dragomir, Sunjic, Pepe; Quina, Lelé, Biel. All. Sá Pinto
Arbitro: Adam Ladebäck (Svezia); assistenti Culum e Yng; quarto uomo Johnson; Var Boterberg, Avar Put
Ammoniti: nessuno (secondo Goal.com)
Note: Raspadori esce al 21′ per un problema muscolare alla coscia destra; David Luiz esce infortunato al 37′; esordio in prima squadra per Javison Idele (classe 2007).

Fonti: Atalanta.it (cronaca ufficiale), Sky Sport (live e scheda partita), Gazzetta dello Sport (analisi e dichiarazioni di Sarri), ANSA, Goal.com Italia (pagelle e tabellino), Virgilio Sport, Tuttomercatoweb, Calciomercato.com. Il gol di Biel è all’88′ per Atalanta.it, Sky e Goal.com, all’89′ per la Gazzetta; il gol di Scamacca è al 44′ per la maggior parte delle fonti, al 43′ nel live di Sky.

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