PartiteSerie A · 8ª giornata
Inter-Fiorentina 2-1: la partita perfetta dura novanta minuti, poi il recupero presenta il contoInter
2–1FINALE
Inter-Fiorentina 2-1: la partita perfetta dura novanta minuti, poi il recupero presenta il contoFiorentina
dom 25/10 · San Siro

Inter-Fiorentina 2-1: la partita perfetta dura novanta minuti, poi il recupero presenta il conto

Inter-Fiorentina 2-1 nella 8ª giornata di Serie A: Jiménez porta avanti la Fiorentina al 65’ con un destro da fuori, De Gea para tutto, Mariani non concede il rigore per il fallo di Viery su Thuram e Carlos Augusto colpisce due traverse; poi il recupero presenta il conto, con Thuram al 91’ e Zielinski su rigore al 97’. Vanoli vede il bicchiere mezzo pieno, la classifica un po’ meno: 4 punti, 18° posto, e giovedì al Franchi arriva l’Atalanta.

violahub.comMax Calis · ViolaHub · 25 ottobre · 19 min
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Inter-Fiorentina 2-1: la partita perfetta dura novanta minuti, poi il recupero presenta il conto

Inter-Fiorentina 2-1 nella 8ª giornata di Serie A: Jiménez porta avanti la Fiorentina al 65’ con un destro da fuori, De Gea para tutto, Mariani non concede il rigore per il fallo di Viery su Thuram e Carlos Augusto colpisce due traverse; poi il recupero presenta il conto, con Thuram al 91’ e Zielinski su…

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Il risultato: Inter-Fiorentina 2-1 nella 8ª giornata di Serie A, con i viola avanti al 65’ grazie a un destro da fuori di Álex Jiménez e ripresi solo nel recupero, prima da Thuram al 91’ e poi dal rigore di Zielinski al 97’, concesso per una trattenuta di Valdepeñas sullo stesso attaccante francese. La chiave: per novanta minuti De Gea para tutto, Mariani non vede il fallo di Viery su Thuram al 69’ e Carlos Augusto colpisce due traverse, ma la Fiorentina arretra metro dopo metro fino a consegnare all’Inter la sua quarta rimonta da tre punti in otto giornate, con tanto di fiocco. La classifica: l’Inter sale a 22 punti e riaggancia la Lazio in vetta, la Fiorentina resta a 4 punti al 18° posto con Udinese e Parma, davanti soltanto al Venezia e a tre punti dal Genoa, cioè esattamente i tre punti che aveva in tasca al novantesimo.

Marcatori: 65’ Jiménez, 90’+1’ Thuram, 90’+7’ Zielinski (rig.)

Venerdì, al Viola Park, Paolo Vanoli aveva pronunciato due frasi che oggi suonano come una profezia scritta da un autore con un debole per il sarcasmo. La prima: «Nulla però è impossibile, noi andiamo lì per provare a portare a casa la vittoria». La seconda: «Servirà la partita perfetta, cosa che adesso abbiamo fatto solo a tratti». A San Siro la Fiorentina le ha onorate entrambe con precisione notarile. La partita perfetta l’ha giocata, peccato sia durata novanta minuti; la cosa impossibile l’ha realizzata l’Inter, che si è presa tre punti in sette minuti di recupero contro una squadra che al 90’ stava vincendo. Il calcio, a differenza della lavagna, ha un orologio. E l’orologio, quest’anno, non solo non tifa viola: fa pure gli straordinari.

C’era anche una terza frase, alla vigilia: «Non siamo mai andati in vantaggio, abbiamo sempre preso gol». Vanoli è stato accontentato a metà: la Fiorentina è andata in vantaggio, finalmente, e ha preso gol lo stesso, anzi due. Corretto un difetto, ne ha scoperto uno nuovo, quello di non sapere che farsene di un vantaggio. Come vincere alla lotteria e perdere il biglietto sul tram del ritorno, dopo averlo fatto vedere a tutto il vagone.

Pranzo a San Siro: Provedel debutta, De Gea fa il padrone di casa

Vanoli ha scelto il 4-3-3: De Gea; Jiménez, Dragusin, Pongracic, Valdepeñas; Ndour, Fagioli, Brescianini; Mastantuono, Pellegrino, Njie. Il terzino sinistro, che quattro giornali disegnavano in tre modi diversi, è stato Valdepeñas: tenete a mente il nome, la storia lo ritroverà nel momento meno opportuno. Chivu ha risposto con il 3-5-2 e sei cambi rispetto alla notte di Champions con lo Shakhtar, a cominciare dalla porta, dove ha debuttato in nerazzurro Ivan Provedel, assente da sette mesi per una lussazione alla spalla, secondo il Corriere della Sera. Davanti a lui Bisseck, Akanji e Bastoni; sulle corsie Diouf e Carlos Augusto; in mezzo Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan; in attacco Thuram e Pio Esposito.

Chivu, prima del fischio d’inizio, aveva riservato ai viola parole quasi affettuose, a DAZN: «Sarà una partita difficile: la Fiorentina ha qualità, è allenata bene e per interpreti può mettere in difficoltà chiunque. Finora hanno raccolto meno di quello che meritavano». Un complimento sincero, con il retrogusto del «si accomodi» del dentista. Fabio Paratici, sempre a DAZN, aveva scelto la metafora alpina: «ci sono le salite e non ci sono le scorciatoie». Sulla prima parte nessuno ha obiezioni; quanto alla seconda, l’Inter ne ha trovata una di sette minuti.

Al 12’ un tiro deviato di Ndour costringeva Provedel all’intervento. Sarebbe rimasto a lungo l’unico brivido viola: i tiri nello specchio della Fiorentina, a fine partita, saranno due in tutto. Poi l’Inter ha preso il pallone e non l’ha più restituito: Barella da fuori, dopo aver rubato palla a Fagioli, Carlos Augusto e Mkhitaryan di testa, Diouf dal limite. La Fiorentina reggeva con ordine, reparti stretti ed esterni bassi: una squadra che sembrava aver studiato, il che di questi tempi è già una notizia da prima pagina.

Dopo la mezz’ora è cominciato il pomeriggio di David De Gea, che i numeri della vigilia mettevano sotto accusa e che Vanoli aveva difeso con quattro parole: «De Gea non si discute». Non si è discusso, infatti: si è applaudito. Al 35’ Thuram ha disorientato Pongracic con un doppio passo e ha calciato sul palo lontano, e lo spagnolo ha deviato con il piede. Un minuto dopo, sul colpo di testa a botta sicura di Pio Esposito, è arrivato l’intervento che Sky Sport ha definito una gran parata ed Eurosport, senza girarci intorno, un miracolo puro. Al 44’ di nuovo Thuram, di nuovo il diagonale, di nuovo la mano del capitano viola. Primo tempo sullo 0-0, senza recupero: godetevelo, sarebbe stato l’ultimo recupero gentile della giornata.

La ripresa: Pongracic si ferma, Jiménez risponde ai fischi con il collo esterno

Al 47’, racconta Sky, sono volate scintille tra Jiménez e Mkhitaryan, già avversari nei derby di Milano, e lo spagnolo, richiamato dall’arbitro, ha risposto ai fischi del pubblico. Esiste un solo modo per rispondere a oltre settantamila fischi senza farsi ammonire, e Jiménez lo avrebbe trovato di lì a poco.

Prima, però, la Fiorentina ha perso un pezzo. Al 50’ Pongracic ha tolto a Thuram un pallone destinato in rete, e nella stessa azione si è fatto male: al 51’ è entrato Viery. Prendete nota anche di questo nome. Al 57’ De Gea ha respinto coi pugni un’altra girata di Thuram, servito ancora da Carlos Augusto, che sulla fascia sinistra sembrava avere un abbonamento con posto riservato. Al 64’ Chivu ha tolto Pio Esposito per Bonny, la mossa che a San Siro, quest’anno, di solito precede un gol.

Il gol è arrivato, infatti, un minuto dopo. Ma dall’altra parte. Al 65’ Jiménez ha ricevuto fuori area, ha calciato da fermo con il collo esterno destro e ha sorpreso Provedel sul primo palo. Era stato vicino al cambio per un problema fisico, riferisce Sky: scelta di tenerlo in campo che Vanoli, per una volta, potrà rivendicare senza spiegazioni. Venerdì lo aveva visto «bene a destra», e da destra Jiménez ha firmato il gol più bello della sua stagione nello stadio che lo fischiava. Assist di Fagioli per ANSA, FotMob e Fantacalcio.it, di Mastantuono per Eurosport: disputa da notai, il gol era tutto suo. Provedel, all’esordio, ha vissuto un concorso pubblico con una sola domanda, sbagliata proprio quella: «posizionato male», per Fantacalcio.it.

Momenti chiave

  1. 65′GOL Fiorentina

    Álex Jiménez: 0-1

  2. 90′+1GOL Inter

    Marcus Thuram: 1-1

  3. 90′+7GOL Inter

    Piotr Zielinski: 2-1

Il rigore che non c’era (per Mariani) e le traverse che c’erano (per Carlos Augusto)

L’Inter, di nuovo sotto, ha fatto quello che fa sempre: ha spinto. Al 69’ (68’ per Sky) Thuram è entrato in area dalla destra e Viery, appena entrato, ha allargato la gamba destra: contatto, francese a terra, e Mariani, secondo la ricostruzione della Gazzetta dello Sport, sembrava intenzionato a indicare il dischetto, salvo poi cambiare idea. Il VAR non lo ha richiamato al monitor. La Fiorentina, che una settimana fa scriveva lettere alla Lega per un mancato intervento della sala video, ha ricevuto in dono la stessa identica distrazione. La tecnologia ti abbandona quando ti serve e anche quando ti conviene: almeno nessuno potrà accusarla di fare preferenze.

Al 70’ Viery è stato ammonito per un altro fallo su Thuram, perché evidentemente il primo non era stato abbastanza convincente. Al 71’ Carlos Augusto ha deviato di testa una punizione di Calhanoglu sulla parte superiore della traversa; al 73’, sempre secondo Sky, ha ripetuto il colpo sul secondo palo, pallone contro l’incrocio. Due traverse in tre minuti con la stessa testa: a Firenze si parlerebbe di maledizione, a Milano la chiamano sfortuna, con l’aria di chi sa che verrà risarcita. Con gli interessi, e in tempi brevissimi.

In mezzo la Fiorentina ha avuto anche la palla per chiuderla, perché Vanoli non mentiva quando ha detto che i suoi «potevano fare il 2-0». Al 79’ Gnonto, appena entrato, si è presentato al tiro in contropiede e Provedel ha respinto con la mano di richiamo: la parata che ha restituito all’esordiente un po’ di dignità e all’Inter tutta la partita. Se quel pallone entra, oggi parliamo di un’impresa. Non è entrato.

Dodò, Gnonto e la destra da sfondare: i cambi che dovevano aprire una porta e hanno spalancato quella di De Gea

Al 75’ Vanoli aveva tolto Jiménez e Mastantuono, cioè l’autore del gol e il giocatore più vivace della Fiorentina, per Dodò e Gnonto. La spiegazione, a DAZN nella versione di TuttoMercatoWeb: «Ho messo due persone fresche per sfondare ancora di più da quella parte, poi abbiamo fatto fatica». L’idea era attaccare la fascia, il risultato è stato difendere l’area. FirenzeViola ha bocciato senza mezzi termini «i cambi di Vanoli»; all’82’ sono usciti anche Pellegrino e Njie per Beto e João Mário, e la Fiorentina è diventata una squadra che contava i minuti invece di giocarli.

Chivu ha fatto la mossa opposta: al 78’ dentro Zielinski, Sucic e Dimarco per Calhanoglu, Mkhitaryan e Bastoni, all’85’ fuori anche il capitano Barella per Matteo Lavelli, attaccante classe 2006. Una panchina cercava freschezza per difendere, l’altra aggiungeva un centravanti. All’88’ Thuram ha mandato alto un cross di Diouf, all’89’ De Gea ha respinto coi pugni un tiro di Sucic. Il muro viola si sgretolava mattone dopo mattone, ma il risultato reggeva ancora.

Dopo il Como Vanoli aveva detto che, dopo un episodio negativo, la squadra «si spegne per 5-6 minuti». A San Siro l’interruttore ha funzionato al contrario: la Fiorentina si è spenta dopo un episodio positivo. Il vantaggio ha dato paura, e la paura in area di rigore ha un difetto: si vede da lontano. Soprattutto da Thuram.

Sei minuti di recupero, sette per perderla: Thuram gioca a biliardo, Valdepeñas porge il gesso

Al 90’ il quarto uomo ha alzato la lavagnetta: sei minuti. Al 91’ Thuram, che fino a quel momento aveva sbagliato quasi tutto lo sbagliabile, ha scambiato in area con Diouf e ha scelto di piazzare: pallone all’angolino basso, De Gea finalmente battuto. Il Corriere della Sera l’ha chiamato un colpo da biliardo, e la definizione è esatta: ormai era una partita a stecca in cui uno solo dei giocatori aveva il gesso.

Sull’1-1 un punto, con questa classifica, non sarebbe stato un insulto. Troppo, evidentemente. Al 94’, su un cross di Akanji, Valdepeñas ha trattenuto vistosamente Thuram in area, e stavolta Mariani ha indicato il dischetto senza esitazioni, con la conferma della sala video riferita da Sportmediaset. Luca Marelli, a DAZN, ha descritto la scena con la pazienza di un professore che corregge un compito: «Appena parte il cross verso il centro, Valdepenas perde completamente il contatto con il pallone, guarda solamente Thuram e impedisce a lui di arrivare sul pallone». Alla vigilia nessuno sapeva chi sarebbe stato il terzino sinistro: adesso lo sanno tutti.

Dal dischetto Piotr Zielinski, entrato al 78’, ha incrociato il destro sotto l’incrocio al 97’, rendendo inutile il tuffo di De Gea. Inter-Fiorentina 2-1: in sei minuti la squadra di Vanoli è passata dalla vittoria più prestigiosa della stagione alla sesta sconfitta in otto giornate. Non è mancato il bollino finale: Dodò, ammonito per proteste secondo FotMob, si è fatto notare, scrive Fantacalcio.it, «solo per l’accenno di rissa dopo il triplice fischio». Coerenza con il pomeriggio, almeno quella.

La moviola: un rigore chiaro negato, uno chiaro concesso, e un regalo restituito con gli interessi

Sugli episodi conviene essere precisi, perché la Fiorentina, quest’anno, tiene moltissimo alla precisione altrui. Il rigore del 2-1 è stato giusto per tutti, Sportmediaset compresa. Sul primo episodio Marelli è stato ancora più netto, riporta TuttoMercatoWeb: «Questo è un rigore chiaro. Thuram salta Viery, che dopo il contatto ha un atteggiamento rassegnato». E poi: «Mariani è in controllo, questo non è un episodio dubbio. Ha avuto una svista, qui il Var deve intervenire».

Tradotto per chi tifa viola: la Fiorentina ha ricevuto un regalo arbitrale al 69’ e lo ha restituito con gli interessi al 94’. Fantacalcio.it ha scritto che Viery «viene graziato dall’arbitro per un fallo netto da rigore su Thuram»; per il Corriere della Sera il fallo sembrava netto, mentre sul tocco di braccio di Pongracic nel primo tempo Mariani aveva valutato bene. Senza l’errore del 69’ la Fiorentina avrebbe rischiato il pareggio prima; con l’errore, ha perso lo stesso, solo più tardi. Morale: gli arbitri possono sbagliare per te, ma non possono difendere per te.

Thuram, a DAZN via TuttoMercatoWeb, è stato sincero: «Strano, ogni volta in campo l’arbitro pensa che ho simulato perché ho preso giallo a Bologna. Devo continuare a puntare il giocatore e alla fine accade come oggi». Ha pagato per il tuffo d’autore del Dall’Ara e si è ripreso il credito nella stessa partita: un rigore negato, uno guadagnato. Sull’esultanza alla Lautaro: «Di solito segna lui al novantesimo». Oggi il capitano era in infermeria, e il novantesimo se l’è preso lui.

Quel che si è detto: il bicchiere mezzo pieno di Vanoli e la classifica che se lo beve

Vanoli si è presentato a DAZN con l’espressione di chi ha visto la squadra fare tutto bene tranne l’ultima cosa, che purtroppo è quella che finisce sul tabellone. Nella versione di TuttoMercatoWeb: «Dobbiamo guardare quanto fatto fino al novantesimo, ovvero una grandissima partita. Siamo migliorati sotto tanti punti di vista, potevamo fare il 2-0 e non è la prima rimonta dell’Inter». Sul bilancio nessun dubbio: «Assolutamente bicchiere mezzo pieno, oggi i ragazzi hanno fatto veramente un’ottima prestazione».

Il problema del bicchiere mezzo pieno è che in classifica non si contano i bicchieri, ma i punti. Vanoli lo sa, tanto che ha aggiunto, nella trascrizione di FcInterNews: «A volte la classifica ci sta condannando mettendoci un po’ di frenesia». E a FirenzeViola: «Con il Como e con il Genoa potevamo meritare di più». È il curriculum dello studente che merita sempre più di quanto prende: prima o poi qualcuno dovrà spiegargli che i voti si assegnano alla fine del compito, non a metà. E il compito, a San Siro, finiva al 97’.

Su Pongracic, uscito al 51’, l’allenatore è stato laconico: «Non ho saputo ancora niente». Chivu, a DAZN nella trascrizione di FC Inter 1908, ha rivendicato la prova dei suoi: «Siamo andati sotto per un tiro da 30 metri, ma niente da rimproverare quello che è stata la qualità, la determinazione». E ancora: «Oggi meritavamo, lo avrei detto anche se perdevamo». Il tiro da trenta metri, nel lessico interista, è un incidente di percorso; per la Fiorentina era l’intero piano partita.

Poi una frase che a Firenze qualcuno potrebbe appendere in sede, accanto alle lettere indirizzate alla Lega: «Ho sempre detto che le gare durano 90 minuti, non voglio vedere gente che si piange addosso o si lamenta per qualche decisione arbitrale. Voglio vedere gente che ci crede fino in fondo e reagisce». Che le gare durino novanta minuti, detto da chi l’ha vinta al 97’, è un concetto quantomeno elastico; detto a chi la settimana scorsa ha speso più energie nei ricorsi che nelle marcature, è una lezione privata, e pure gratuita. Zielinski, a Sky Sport, ha confessato che il pallone del rigore «pesava tanto», ma di essere stato «abbastanza tranquillo»: almeno uno, al Meazza, lo era.

I numeri: 33 tiri contro 7, un xG da 3,40 a 0,24 e una partita durata più del dovuto

Le statistiche, in partite come questa, hanno il pregio della brutalità. Secondo FotMob l’Inter ha avuto il 63 per cento di possesso, ha tirato 33 volte contro 7 e ha prodotto 3,40 gol attesi contro gli 0,24 della Fiorentina; i tocchi nell’area avversaria sono stati 57 contro 12. Il Corriere della Sera conta 11 tiri nello specchio contro 2. Due tiri in porta, un gol: in termini di efficienza la Fiorentina ha giocato la partita della vita. In termini di tutto il resto, quella di chi spera che finisca prima.

Lo 0,24 di xG merita un minuto di silenzio: è più o meno il valore di un tiro da trenta metri, e infatti la Fiorentina ha segnato con un tiro da fuori che nessun modello statistico considera probabile. Un’eccezione, e le eccezioni non si ripetono a comando. Dodici tocchi in area in tutta la partita raccontano una squadra che ha guardato l’area avversaria come una vetrina in centro: da fuori, con desiderio, senza entrare.

Per l’Inter il discorso è opposto: tanta produzione, poca precisione, finché la precisione non è arrivata tutta insieme. Secondo il Corriere della Sera è la quarta rimonta da tre punti in otto partite di campionato, più il 2-2 di Roma. FotMob ha premiato Thuram migliore in campo. Il duello con De Gea lo ha vinto il portiere per novanta minuti e l’attaccante per sette, e nel calcio contano gli ultimi.

Classifica e calendario: 4 punti, il 18° posto e l’Atalanta già al citofono

La classifica a giornata conclusa, nelle versioni di TuttoMercatoWeb e Datasport, è un documento che a Firenze si consulta con lo stesso entusiasmo delle bollette. In testa Inter e Lazio a 22, poi Roma e Milan a 18 e il Como a 17. In fondo, dopo lo 0-2 del Milan a Udine e l’1-0 del Genoa sul Venezia, ci sono Udinese, Fiorentina e Parma a 4 e il Venezia a 3: la Fiorentina è 18ª, con 9 gol fatti e 19 subiti, il bottino di una vittoria, un pareggio e sei sconfitte. Il Genoa, sedicesimo, è salito a 7: tre punti sopra, esattamente quelli che i viola avevano in tasca al novantesimo.

Il calendario non concede tempo per i bilanci. Giovedì 29 ottobre alle 20:45 arriva al Franchi l’Atalanta, che ha 10 punti; lunedì 2 novembre si va a Sassuolo. L’Inter giocherà mercoledì a Venezia e sabato 31 il derby con il Milan: ai nerazzurri resta il problema di gestire le energie, alla Fiorentina quello di trovarne di nuove. Al Franchi la squadra non ha ancora vinto in campionato: giovedì sarebbe un’ottima occasione per inaugurare la tradizione, possibilmente entro il novantesimo.

Il punto: la partita perfetta esiste, ma il regolamento non la fa finire al 90’

Sarebbe ingiusto liquidare la giornata come l’ennesimo disastro. La Fiorentina di San Siro ha difeso con ordine per più di un’ora, ha avuto un portiere da copertina, ha segnato un gol bellissimo, ha retto contro la squadra più forte del campionato. Vanoli ha ragione: la crescita si vede. Ma il calcio non premia la crescita, premia i punti, e la Fiorentina ne ha raccolti zero in una partita in cui ne aveva tre in tasca al novantesimo e uno al novantaquattresimo.

Passata in vantaggio, la squadra viola ha smesso di giocare e ha cominciato a sperare: fuori il marcatore e il giocatore più pericoloso, baricentro giù, metri, cross e palloni in area concessi, e il fischio finale atteso come un autobus in ritardo, guardando l’orologio e sbuffando. L’autobus è arrivato, con Thuram al volante e Zielinski a obliterare. Vanoli aveva chiesto la partita perfetta: l’ha avuta, ma il regolamento, purtroppo, prevede anche il recupero.

E allora la frase giusta per chiudere è ancora la sua: nulla è impossibile. Oggi lo ha dimostrato l’Inter. Giovedì, contro l’Atalanta, toccherà alla Fiorentina dimostrare che il possibile non è soltanto perdere nei minuti di recupero, ma vincere entro i novanta. Con il bicchiere mezzo pieno, magari, ma possibilmente con qualche punto dentro: a maggio i bicchieri non li conta nessuno.

Le pagelle

Inter · All. Chivu 6,5

Provedel5,5

Esordio in nerazzurro da concorso pubblico: un tempo senza domande, poi la prima sbagliata. Posizionato male sul gol di Jiménez, si riscatta in parte su Gnonto.

Bisseck6

Solido nei duelli, più coinvolto nella ripresa. Njie gli gira al largo.

Akanji6,5

Guida la difesa, annulla Pellegrino e nella ripresa sfiora anche il gol di testa. Suo il cross del rigore.

Bastoni6

Bene nelle chiusure su Mastantuono, esce per far posto a un Dimarco più offensivo.

Diouf6

Buoni spunti nel primo tempo, cala nella ripresa, ma il triangolo con Thuram per l’1-1 porta la sua firma.

Barella6

Lotta su ogni pallone e copre campo, compreso il recupero su Fagioli che apre il primo tiro della partita.

Calhanoglu6

Cresce con i minuti e prende in mano il centrocampo; dalla sua punizione nasce la prima traversa.

Mkhitaryan5,5

Troppi errori negli ultimi venti metri, al tiro come al passaggio. Più efficace nelle scintille con Jiménez.

Carlos Augusto6,5

Spina nel fianco perenne della fascia destra viola: due traverse di testa in tre minuti gli negano il gol.

Thuram7,5

Sbaglia molto, poi decide tutto: il gol dell’1-1 da biliardo e il rigore del 2-1 guadagnato con tenacia. Migliore in campo.

Pio Esposito5,5

Sfiora il gol di testa, De Gea gli dice di no; per il resto stretto nella morsa dei centrali viola.

Bonny (dal 64’)6

Si mette al servizio dei compagni, crea spazi e fa salire la squadra.

Dimarco (dal 78’)6

Entra con il piglio giusto, i suoi cross spingono la Fiorentina sempre più indietro.

Zielinski (dal 78’)7

Entra e decide: destro sotto l’incrocio al 97’, glaciale come la serata viola.

Sucic (dal 78’)6,5

Recupera palloni, lancia con precisione ed è nel vivo dell’azione del pareggio; De Gea gli respinge un tiro all’89’.

Fiorentina · All. Vanoli 6

De Gea7,5

Il capitano che «non si discute» non si discute davvero: miracolo su Pio Esposito, tre parate su Thuram, incolpevole sui gol del recupero.

Jiménez7

Fischiato da San Siro, risponde con un gran destro da fuori che vale il vantaggio. Lotta su ogni pallone finché resta in campo.

Dragusin6,5

Vince i duelli e si fa trovare sempre al posto giusto: Pio Esposito ne sa qualcosa.

Pongracic6

Una chiusura decisiva su Thuram in avvio di ripresa, poi l’infortunio che lo costringe a uscire.

Valdepeñas5

Una buona partita cancellata dalla trattenuta su Thuram nel recupero: rigore e ammonizione.

Ndour6

Porta bene palla in mezzo al campo e prova il tiro da lontano al 12’.

Fagioli6

Cresce con il passare dei minuti; per Fantacalcio.it suo l’assist per Jiménez.

Brescianini6

Prezioso in interdizione, con il compito ingrato di schermare Calhanoglu.

Mastantuono6,5

Il più vivace: lotta, crea con il pallone tra i piedi, punta Bastoni dal primo minuto. Uscito lui, la Fiorentina si spegne.

Pellegrino5,5

Troppo lento contro Akanji, si incarta sull’unica occasione.

Njie5,5

Troppo leggero, non riesce a incidere.

Viery (dal 51’)5

Graziato dall’arbitro per il fallo da rigore su Thuram, poi ammonito per un altro intervento sul francese. In difficoltà nell’uno contro uno.

Dodò (dal 75’)5,5

Doveva sfondare a destra, si fa notare soprattutto per l’ammonizione e un accenno di rissa dopo il fischio finale.

Gnonto (dal 75’)5,5

Fatica a entrare in partita, ma ha sul sinistro la palla del 2-0: Provedel gliela toglie.

Voti di Fantacalcio.it; i commenti sono nostri, liberamente ispirati ai giudizi della redazione. Lavelli (Inter), Beto e João Mário (Fiorentina), entrati nel finale, sono senza voto.

Il tabellino

Inter-Fiorentina 2-1 (primo tempo 0-0)

Marcatori
65’ Jiménez (F), 90’+1’ Thuram (I), 90’+7’ Zielinski (I, rigore)
Assist
Fagioli (0-1) secondo ANSA, FotMob e Fantacalcio.it, Mastantuono secondo Eurosport; Diouf (1-1)
Inter
3-5-2 Provedel; Bisseck, Akanji, Bastoni (78’ Dimarco); Diouf, Barella (85’ Lavelli), Calhanoglu (78’ Zielinski), Mkhitaryan (78’ Sucic), Carlos Augusto; Thuram, Pio Esposito (64’ Bonny). A disposizione (secondo FotMob): J. Martinez, Di Gennaro, Spence, Jakirovic, Bovio, Stankovic, Mosconi. All. Chivu
Fiorentina
4-3-3 De Gea; Jiménez (75’ Dodò), Dragusin, Pongracic (51’ Viery), Valdepeñas; Ndour, Fagioli, Brescianini; Mastantuono (75’ Gnonto), Pellegrino (82’ Beto), Njie (82’ João Mário). A disposizione (secondo FotMob): Lezzerini, Christensen, Ademi, Oulai, Pirrò, Mazzeo, Pedro Gonçalves. All. Vanoli
Arbitro
Maurizio Mariani (Aprilia)
Ammoniti
Viery (F) al 70’, Valdepeñas (F) nel recupero, Dodò (F) nel recupero
Note
Stadio Giuseppe Meazza, spettatori 74.642 (FotMob); recupero 0’ nel primo tempo e 6’ nel secondo; due traverse di Carlos Augusto (I) al 71’ e al 73’; al 51’ Pongracic (F) esce per infortunio; al 69’ (68’ per Sky) contatto in area Viery-Thuram non sanzionato, senza intervento del Var; rigore del 2-1 assegnato per trattenuta di Valdepeñas su Thuram. Possesso 63-37, tiri 33-7, xG 3,40-0,24 (FotMob); tiri in porta 11-2 (Corriere della Sera). Le fonti differiscono sul minuto del rigore di Zielinski (90’+6’, 90’+7’, 90’+8’ o 98’) e dei cambi di Pellegrino e Njie (82’ o 83’).

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