CalcioSerie A · 9ª giornata
Venezia-Inter 0-2: il Venezia si veste di nerazzurro e segna due volte, purtroppo per l’InterVenezia
0–2FINALE
Venezia-Inter 0-2: il Venezia si veste di nerazzurro e segna due volte, purtroppo per l’InterInter
mer 28/10 · Stadio Pier Luigi Penzo

Venezia-Inter 0-2: il Venezia si veste di nerazzurro e segna due volte, purtroppo per l’Inter

Venezia-Inter 0-2 nella 9ª giornata di Serie A: il Venezia gioca alla pari per quasi ottanta minuti, si vede annullare due gol per fuorigioco e colpisce una traversa, poi Moreno al 79’ e Halhal all’82’ segnano nella propria porta. L’Inter sale a 25 punti e riaggancia la Lazio in testa, il Venezia resta ultimo a 3.

violahub.comMax Calis · ViolaHub · 28 ottobre · 16 min
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Venezia-Inter 0-2: il Venezia si veste di nerazzurro e segna due volte, purtroppo per l’Inter

Venezia-Inter 0-2 nella 9ª giornata di Serie A: il Venezia gioca alla pari per quasi ottanta minuti, si vede annullare due gol per fuorigioco e colpisce una traversa, poi Moreno al 79’ e Halhal all’82’ segnano nella propria porta. L’Inter sale a 25 punti e riaggancia la Lazio in testa, il Venezia resta ultimo a…

Highlights ufficiali Lega Serie A · YouTube

Il risultato: Venezia-Inter 0-2 nella 9ª giornata di Serie A, al Penzo, deciso da due autoreti in tre minuti, Moreno al 79’ sul tiro-cross di Thuram e Halhal all’82’ sul colpo di testa di Carlos Augusto dopo un corner di Calhanoglu. La chiave: il Venezia ha giocato alla pari per quasi ottanta minuti, si è visto annullare due gol per fuorigioco a Lauberbach e Adams, ha preso una traversa e ha sbagliato con Busio il pallone più facile della serata, poi ha deciso di fare da solo anche il lavoro dell’Inter. La classifica: l’Inter sale a 25 punti e riaggancia la Lazio in testa, con la Roma terza a 21, il Como a 20 e il Milan a 18, mentre il Venezia resta ultimo a 3 punti, uno sotto la Fiorentina.

Marcatori: 79’ Moreno (autorete), 82’ Halhal (autorete)

Ci sono vittorie che si raccontano con la lavagna tattica e vittorie che si raccontano con il santino nel portafoglio. Quella dell’Inter al Penzo appartiene con decisione alla seconda categoria. La prima della classe, quella che arrivava in Laguna con otto partite senza sconfitte e il derby già cerchiato in rosso sul calendario, ha vinto 0-2 contro l’ultima in classifica senza che un suo giocatore abbia messo il pallone nella porta giusta. Lo ha fatto il Venezia, due volte, con la generosità di chi organizza una festa e poi si accorge di averla organizzata a casa degli altri. Il tabellino dirà Inter a 25 punti e miglior partenza della sua storia nell’era dei tre punti a vittoria. Il tabellino, per fortuna dell’Inter, non ha la colonna «meritava».

Il Venezia si veste di nerazzurro, e qualcuno lo prende alla lettera

Il dettaglio più delizioso della serata lo ha raccontato VeneziaToday: il Venezia è sceso in campo con la sua nuova quarta maglia, blu scuro e azzurra, che il sito locale ha descritto come «sostanzialmente nera e azzurra». Ora, nessuno vuole sostenere che un difensore decida dove calciare il pallone in base al colore della propria divisa. Ma quando Moreno e Halhal, a tre minuti di distanza, hanno mandato la palla alle spalle del proprio portiere, il sospetto di una crisi d’identità cromatica è stato difficile da scacciare. Del resto, se ti vesti come l’avversario per novanta minuti, non puoi lamentarti se a un certo punto ti comporti come lui.

Il contorno era da grande serata. Il Penzo, sempre secondo VeneziaToday, era tutto esaurito per la prima volta in questa stagione. La curva arancioneroverde ha passato la prima mezz’ora in silenzio, per protesta contro il divieto di trasferta che le aveva impedito di seguire la squadra a Genova. In tribuna c’era Dejan Stankovic, inquadrato dalle telecamere mentre guardava i suoi due figli affrontarsi: Filip tra i pali del Venezia, Aleksandar alla prima da titolare con l’Inter, con addosso il numero 5 che fu del padre. Un romanzo familiare perfetto, almeno fino all’intervallo, quando Chivu ha deciso che la letteratura poteva aspettare e ha tolto Aleksandar dal campo.

Chivu fa turnover con un occhio al derby e l’altro chiuso

Alla vigilia Chivu aveva detto due cose. A DAZN, prima della partita, aveva spiegato che questa sfida, «sulla carta» la più semplice del ciclo, per lui era «la più difficile e la più importante», e che «per portare a casa una vittoria dobbiamo sudare e disputare la nostra miglior partita». A Sky aveva aggiunto che «chi sta bene gioca». Ha avuto ragione sulla prima frase, perché l’Inter ha sudato parecchio. Sulla seconda, la partita ha aperto un dibattito: in campo sono andati Bonny alla prima da titolare in Serie A, Aleksandar Stankovic in regia al posto di Calhanoglu, Sucic al posto di Barella, Bisseck al posto di Akanji. Tutti stavano bene, a quanto pare. Solo che, a giudicare dal primo tempo, stavano bene altrove.

Il turnover, va detto, aveva le sue ragioni. Lautaro è ancora fuori, Pio Esposito aveva avuto la febbre e un lutto in famiglia, come ha spiegato lo stesso Chivu, e fra tre giorni c’è un derby che a Milano vale più di un cambio di stagione. Thuram, invece, è rimasto in campo per l’ennesima volta, perché senza di lui l’attacco nerazzurro somiglia a un’auto con il motore lasciato in garage. La Gazzetta lo ha definito «spremuto»: è la parola giusta per un giocatore che, a forza di essere imprescindibile, rischia di diventare un succo.

Momenti chiave

  1. 79′Autogol Inter

    Matías Moreno

  2. 82′Autogol Inter

    Redouane Halhal

Primo tempo: Provedel lavora, Filip osserva, il VAR misura

Chi si aspettava la capolista contro il fanalino di coda ha visto un’altra partita. Il Venezia di Davide Nicola, subentrato a Stroppa da poche settimane, ha chiuso gli spazi e ripartito con una ferocia che a Milano non avevano messo in preventivo. Al 7’ Adams ha colpito di testa su un cross di Hainaut, fuori di poco. L’Inter ha risposto con il possesso, molto, e con le occasioni, poche: la più nitida al 23’, quando Carlos Augusto ha liberato Bonny davanti alla porta e Filip Stankovic gli è uscito addosso chiudendo tutto. Fratello maggiore uno, ospiti zero.

Poi è cominciato il turno di Provedel. Al 26’ ha deviato un destro dal limite di Adams. Al 28’ Bastoni ha steso lo stesso Adams lanciato in campo aperto e si è preso il giallo. Dalla punizione di Kike Perez, deviata dalla barriera, è nato il gol di Lauberbach su una respinta corta del portiere: il tedesco, schierato a sorpresa da Nicola, ha esultato per un primo gol in Serie A che il VAR, dopo un lungo controllo, ha cancellato per un fuorigioco millimetrico. Nemmeno il tempo di smaltire la delusione e, poco dopo la mezz’ora, Lauberbach ha calciato ancora a botta sicura: Provedel ha deviato d’istinto con la coscia e la traversa ha fatto il resto. Nel mezzo, Bonny aveva sciupato un’altra occasione calciando tra le braccia di Filip Stankovic.

Il Venezia ha chiuso il primo tempo con un gol annullato, una traversa e la sensazione di essere la squadra migliore in campo. L’Inter con un dato curioso riportato dalla Gazzetta: dopo venti minuti il nerazzurro con più palloni toccati era Bisseck. Quando il tuo difensore centrale di destra è il regista più cercato, o hai inventato un nuovo calcio o hai smarrito quello vecchio.

Tre cambi all’intervallo: Chivu riaccende la luce, ma la bolletta la paga il Venezia

Chivu, racconta la Gazzetta, sul finire del primo tempo si è girato «come una furia» verso la panchina e ha indicato Barella e Calhanoglu. All’intervallo sono entrati loro due e Akanji, fuori Aleksandar Stankovic, Sucic e Bisseck. Tre titolari della serata rimandati negli spogliatoi in un colpo solo: un turnover che si annulla da solo dopo quarantacinque minuti è un po’ come una dieta che finisce al primo pranzo di nozze. La sfida tra fratelli è durata un tempo, ed è finita con Filip in vantaggio.

La ripresa ha avuto più Inter, nel senso del possesso, e non molto di più nel senso dei tiri. Al 55’ Barella ha rimediato il secondo giallo nerazzurro per un intervento su Sohm. Nicola ha inserito Busio per Kike Perez, e al 66’ è arrivato il momento che il capitano del Venezia rivedrà a lungo: Adams è scappato sulla destra e gli ha servito un pallone da spingere soltanto in rete, Busio lo ha spedito sopra la traversa da ottima posizione. Eurosport lo ha definito «da matita rossa», il che è una gentilezza: in certe scuole sarebbe bocciatura diretta.

Chivu ha tolto Bonny per Pio Esposito, Nicola ha cambiato metà attacco con Yeboah per Lauberbach e Basic per Helgason. Al 72’ il Venezia è andato in gol per la seconda volta: Adams lanciato in profondità ha saltato Provedel e ha depositato in porta. Bandierina alzata, conferma del VAR, fuorigioco di partenza. Due gol segnati all’Inter, zero convalidati. Per una squadra con un’unica vittoria in nove giornate, è il genere di statistica che ti fa venire voglia di cambiare sport.

Moreno, l’ex viola che conosce bene l’Inter (ma dalla parte sbagliata)

Al 75’ Thuram ha sfiorato l’incrocio di testa, ed è stato il primo vero segnale che l’Inter, ancora una volta, avrebbe trovato la strada nel finale. Al 79’ il francese ha preso palla, ha puntato la difesa e ha messo dentro un pallone basso e teso. Moreno, nel tentativo di anticipare Pio Esposito, lo ha infilato alle spalle di Filip Stankovic. La Gazzetta lo ha ricordato come «l’ex Fiorentina», e qui a Firenze il dettaglio ci ha strappato un sorriso amaro: si può lasciare la Fiorentina, ma a quanto pare non si perde l’abitudine di regalare qualcosa all’Inter. Sull’azione, ha riferito TuttoMercatoWeb, il Venezia ha protestato per un contrasto tra Carlos Augusto e Haps da cui era partita la manovra.

Passano tre minuti e la Laguna regala il bis. Calcio d’angolo di Calhanoglu, colpo di testa di Carlos Augusto, il pallone rimbalza su Halhal e finisce in rete sul primo palo. Sky Sport ha fatto notare che sono tre le autoreti del Venezia in questa stagione, e che due portano la firma di Halhal, che ha «segnato» sia per l’Inter sia per il Milan. A Milano, con il derby alle porte, il difensore del Venezia è probabilmente l’unico giocatore della Serie A che entrambe le tifoserie applaudirebbero senza imbarazzo. Sempre Sky Sport ha ricordato che non capitava dalla Lazio contro il Benevento che una squadra beneficiasse di due autogol nella stessa partita di Serie A.

Nei quattro minuti di recupero Busio ha provato a rimediare con un bel tiro dal limite e Provedel ha messo in angolo. Era la sua ultima parata di una serata in cui è stato, insieme a Thuram, l’unico interista davvero all’altezza della classifica. Spence ha rilevato Thuram all’86’, a buoi già rientrati nella stalla di Appiano.

Pairetto, il VAR e il righello di Lissone

L’arbitro Luca Pairetto di Nichelino ha avuto una serata più tranquilla di quanto dica il numero di proteste. Al 16’ Sucic è caduto in area dopo un contatto con Juan Jesus, ex interista, e non c’era nulla. Poi è stato Lauberbach ad andare giù nell’area interista, e Nicola si è messo le mani nei capelli, ma anche lì l’arbitro ha lasciato correre. I due gol del Venezia sono stati annullati per fuorigioco, il primo dopo un controllo lungo, il secondo con la bandierina dell’assistente già alzata. Al Venezia restano i centimetri, all’Inter i punti. È la differenza tra una squadra in cima e una in fondo: quando la fortuna gira, gira sempre nella stessa direzione.

«Siamo stati fortunati»: Chivu firma l’autocertificazione

Il bello di Chivu è che non ha nemmeno provato a vendere la serata per quello che non era. A Sky ha parlato di «poca energia», di una squadra «lenta nel manovrare» e «un po’ sorpresa dal blocco basso anche se ce lo aspettavamo», e ha chiuso il discorso con una sincerità che in Serie A è merce rara: «Siamo stati fortunati oggi nel portarla a casa». In conferenza stampa, secondo TuttoMercatoWeb, è stato ancora più asciutto: «Oggi c’è poco da analizzare, abbiamo giocato male. Tutto qua». E poi la frase che vale il prezzo del biglietto: «Se potevo cambiarne 10 al primo tempo lo avrei fatto». Ne ha cambiati tre, che per un allenatore con il derby alle porte è già un esercizio di autocontrollo.

Su Aleksandar Stankovic, uscito all’intervallo nella sua prima da titolare, Chivu ha usato una formula diplomatica: «Non è giusto bocciarlo, è stato nella media di quello che l’Inter non aveva nel primo tempo». Che è un modo elegante per dire che la media era bassa per tutti. Ha riconosciuto anche il merito di Provedel, che «ci ha tenuti in partita», e ha rivelato che Carlos Augusto, decisivo sul secondo gol, giocava con un virus intestinale: «Ma non sono scuse». Quanto al derby, la promessa è stata quella di arrivarci «con 8 vittorie e 1 pareggio» e di «ritrovare energie fisiche e mentali». Detto da chi ha appena vinto senza segnare, suona quasi come una minaccia.

Nicola aveva detto «essere perfetti»: per ottanta minuti lo erano

Alla vigilia Nicola aveva usato parole che oggi suonano come una profezia rovesciata: l’Inter «sa fare molte cose bene, ma non sono ingiocabili» e bisognava «essere perfetti». Aveva anche detto, ripensando alla sconfitta di Genova, che in Serie A «non basta fare le cose bene, bisogna farle meglio degli altri». Il Venezia, per ottanta minuti, ha fatto le cose meglio dell’Inter. Poi, per tre minuti, le ha fatte meglio anche al posto dell’Inter. Dopo la partita, a Sky, Nicola ha scelto la calma anche sulle proteste per il contrasto da cui è nato il primo gol: «Posso non essere d’accordo sull’interpretazione ma l’accetto serenamente». A DAZN ha aggiunto che il Venezia è stato «competitivo contro una grande squadra» e che il prossimo passo sarà «capire che bisogna fare male quando ti capita l’occasione giusta». Poi la frase più amara, e più onesta: i suoi devono essere «disposti anche a prendere degli schiaffi», perché «saremo costretti a prendere tante amarezze prima di gioire». Stasera gli schiaffi se li sono dati da soli, il che almeno ha il pregio di risparmiare fatica agli avversari.

I numeri sono questi: il Venezia ha vinto una sola partita, contro il Napoli, e resta ultimo a 3 punti. Con Nicola sono arrivati 3 punti in tre partite, e il prossimo avversario sarà il Como. Il Penzo pieno e la squadra viva sono il punto di partenza; un difensore che sappia da che parte è la propria porta potrebbe essere il passo successivo.

Inter prima e imbattuta: il fascino discreto del pilota automatico

Dall’altra parte, la contabilità nerazzurra è impeccabile. Otto vittorie e un pareggio, 25 punti, la Lazio di Gattuso riagganciata dopo il 6-2 dei biancocelesti a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Secondo Sky Sport è solo la seconda volta nella storia della Serie A che due squadre vincono otto delle prime nove partite nello stesso campionato. Il Milan, sconfitto 2-4 in casa dal Bologna con la tripletta di Mbangula, è scivolato a 18 punti e a sette lunghezze dall’Inter, superato anche dal Como.

Contro la Fiorentina, prima di questa trasferta, l’Inter aveva vinto con un rigore al 97’ al termine dell’ennesima rimonta. Al Penzo ha vinto con due autogol. Le grandi squadre, dicono, si riconoscono da come vincono quando giocano male. L’Inter di Chivu, in questo momento, vince anche quando non gioca affatto, e il resto della Serie A comincia a chiedersi se sia una qualità o una maledizione altrui. Da Firenze, con la Fiorentina diciannovesima a 4 punti, una partita in meno, e il Venezia unica squadra sotto, possiamo solo osservare che almeno qualcuno, stasera, ha fatto peggio di noi a regalare punti all’Inter. Ed è già un traguardo, di questi tempi.

Le pagelle

Venezia · All. Nicola 6,5

F. Stankovic6

Esce benissimo su Bonny e per il resto guarda. Lo battono soltanto i compagni di reparto, che è una forma di fratellanza diversa da quella che sperava papà Dejan.

Halhal6

Per ottanta minuti il migliore della difesa, poi il colpo di testa di Carlos Augusto gli rimbalza addosso. Ha segnato al Milan e all’Inter: nel derby lo applaudiranno tutti.

Moreno5,5

Una partita ordinata rovinata da un intervento maldestro sul pallone di Thuram. L’ex viola regala la partita all’Inter: a Firenze conosciamo la sensazione.

Juan Jesus6

Da ex interista non si fa intimidire, non sbaglia nelle poche occasioni in cui viene chiamato in causa.

Hainaut6

Tiene a bada un Dimarco poco ispirato e ogni tanto spinge. Il suo cross per Adams è il primo brivido della serata.

Kike Perez6,5

Tra i migliori del primo tempo, dalla sua punizione nasce il gol annullato a Lauberbach. Finché resta in campo il Venezia non arretra.

Sohm5,5

Il più impreciso in costruzione e, secondo la redazione, perde il pallone da cui nasce il primo gol.

Helgason6,5

Energia, letture e ripartenze: per lunghi tratti mette in difficoltà il centrocampo dell’Inter.

Mazzocchi6

Diouf è un cliente scomodo e lui è costretto a una partita quasi solo difensiva, che gioca con ordine.

Lauberbach6,5

Gol annullato, traversa con la complicità della coscia di Provedel: la sorpresa di Nicola funziona. Manca solo il gol, che il VAR gli ha tolto per qualche centimetro.

Adams6,5

Il più pericoloso: colpo di testa al 7’, tiro parato al 26’, giallo procurato a Bastoni, assist d’oro per Busio e gol annullato per fuorigioco.

Busio (dal 61’)5

Rientra e si divora l’1-0 al 66’, da pochi passi, sullo 0-0. Il tiro nel finale parato da Provedel non basta a farsi perdonare.

Basic (dal 68’)6

Entra quando l’Inter alza il baricentro, uno spezzone dignitoso.

Yeboah (dal 68’)5,5

Il filtrante per il gol annullato ad Adams, poi troppi palloni persi.

Haps (dal 76’)5,5

Entra e si fa superare con troppa facilità: sull’azione del primo gol il Venezia protesta per un suo contrasto con Carlos Augusto.

Inter · All. Chivu 6

Provedel7

Il vero acquisto della serata: Adams al 26’, la punizione prima del gol annullato, Lauberbach sulla traversa, Busio nel recupero. Chivu lo ringrazia in diretta.

Bisseck5,5

Il nerazzurro con più palloni toccati dopo venti minuti, il che dice tutto della serata dell’Inter. Soffre Adams e Lauberbach, esce all’intervallo.

Bastoni6

Centrale per necessità, soffre la velocità degli attaccanti del Venezia e si prende il giallo su Adams. Migliora nella ripresa.

Carlos Augusto6,5

Il migliore della difesa: partecipa al recupero da cui nasce il primo gol e spizza il pallone che Halhal mette nella propria porta. Con un virus intestinale, dice Chivu.

Diouf6

Tra i pochi a creare scompiglio nel primo tempo, a volte si infila in vicoli ciechi e fa arrabbiare la panchina.

Sucic6

Un tempo poco brillante e lento nello smistare il pallone, poi l’intervallo lo libera.

A. Stankovic5,5

La prima da titolare con il numero del padre, contro il fratello. Gioca semplice, sbatte contro il muro e resta negli spogliatoi all’intervallo.

Zielinski6

Troppo leggero nel primo tempo, nella ripresa contribuisce al recupero di palla da cui nasce il vantaggio.

Dimarco5,5

Lento, impreciso nei cross, e un tiro al volo nella ripresa che la redazione definisce inguardabile. Non pervenuto.

Thuram6,5

Spremuto ma decisivo anche senza segnare: l’affondo da cui nasce l’autogol di Moreno è suo, come l’occasione per Bonny e il colpo di testa vicino all’incrocio.

Bonny5,5

Alla prima da titolare in Serie A sbatte su Filip Stankovic e si mangia l’occasione servita da Thuram. Poi sparisce.

Akanji (dal 46’)6

Porta un po’ di stabilità, qualche affanno sulle ripartenze.

Barella (dal 46’)6

Più dinamico di Sucic, non abbastanza per cambiare la partita. Ammonito.

Calhanoglu (dal 46’)6,5

Ordine e lucidità; il corner del 2-0 è suo.

Pio Esposito (dal 65’)6

Più presenza in area, e Moreno lo teme talmente da anticiparlo nella porta sbagliata.

Voti di Fantacalcio.it; i commenti sono nostri, liberamente ispirati ai giudizi della redazione. Spence, entrato all’86’, è senza voto.

Il tabellino

Venezia-Inter 0-2 (primo tempo 0-0)

Marcatori
79’ autorete di Moreno (V), 82’ autorete di Halhal (V)
Venezia
3-5-2 F. Stankovic; Halhal, Moreno, Juan Jesus; Hainaut, Kike Perez (61’ Busio), Sohm, Helgason (68’ Basic), Mazzocchi (76’ Haps); Lauberbach (68’ Yeboah), Adams. A disposizione: Montipò, Schingtienne, Rrahmani, Fanne Dabo, Bella-Kotchap, Sagrado, Dagasso, Duncan, Lisman, Fernandez. All. Nicola
Inter
3-5-2 Provedel; Bisseck (46’ Akanji), Bastoni, Carlos Augusto; Diouf, Sucic (46’ Barella), A. Stankovic (46’ Calhanoglu), Zielinski, Dimarco; Thuram (86’ Spence), Bonny (65’ Pio Esposito). A disposizione: J. Martinez, Di Gennaro, Mkhitaryan, Bovio, Mosconi, Jakirovic, Lavelli. All. Chivu
Arbitro
Luca Pairetto di Nichelino; assistenti Meli e Ceccon, quarto uomo Fourneau, VAR Camplone
Ammoniti
Bastoni (I) al 28’, Barella (I) al 56’
Note
stadio Pier Luigi Penzo di Venezia, tutto esaurito, calcio d’inizio alle 18.30; recupero 1’ e 4’. Gol annullati per fuorigioco a Lauberbach (V) al 29’ e ad Adams (V) al 72’; traversa di Lauberbach (V) nel primo tempo dopo una deviazione di Provedel. Indisponibili nell’Inter: Lautaro Martínez, Pavard, Stones, Luis Henrique, Jones. Le fonti differiscono su alcuni minuti: primo autogol al 79’ (Sky Sport, Gazzetta, Goal) o all’80’ (Fantacalcio.it, Eurosport, Sport Mediaset), giallo a Barella al 55’ o al 56’, cambi di Bonny al 64’ o al 65’, di Lauberbach al 68’ o al 69’, di Thuram all’85’ o all’86’; secondo autogol attribuito ad Adams in un aggiornamento della Gazzetta e di TuttoMercatoWeb, a Halhal da tutte le altre fonti, compresi i titoli degli stessi siti.

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