Il risultato: Milan-Bologna 2-4 nella 9ª giornata di Serie A, con la tripletta di Samuel Mbangula alla prima da titolare in rossoblù, la doppietta inutile di Alphadjo Cisse e un autogol di Bartesaghi che ha aperto il crollo rossonero in due minuti. La chiave: il Milan era avanti 2-1 all’intervallo, poi ha perso Tomori per un problema muscolare, ha subito gli ingressi di Miranda e Cambiaghi e si è sciolto tra il 60’ e il 62’, mentre i cambi di Amorim hanno peggiorato quello che dovevano aggiustare. La classifica: il Milan resta a 18 punti e scivola al 5° posto, a 7 punti da Inter e Lazio che guidano a 25, mentre il Bologna sale a 11 punti, all’11° posto in attesa del resto della giornata, e vince per la prima volta a San Siro contro il Milan da quasi undici anni.
Marcatori: 8’ Mbangula, 14’ Cisse, 27’ Cisse, 60’ aut. Bartesaghi, 62’ Mbangula, 86’ Mbangula
Doveva essere la prova generale del derby, e in effetti lo è stata, solo che qualcuno a Milanello ha consegnato agli attori il copione sbagliato. Prima del fischio d’inizio Gerry Cardinale aveva raccontato a Sky un Milan «con grande resilienza», e Ruben Amorim, a DAZN, aveva giurato di non pensare all’Inter: «Sono concentrato su questa partita, è la più importante». Novanta minuti dopo il Milan ha dimostrato una resilienza da gelato al sole, e se davvero quella era la partita più importante della settimana conviene tenere i bambini lontani dalla televisione durante il derby. I 72.825 spettatori del Meazza sono venuti a vedere la prima sconfitta in campionato della gestione Amorim e se ne sono andati fischiando, con quella puntualità che a San Siro non manca mai quando la squadra la perde.
Prove generali di derby, con il copione letto al contrario
Il contesto, a dire il vero, prometteva già qualche sorpresa. L’infermeria rossonera ormai ha più iscritti di una scuola calcio: fuori Rabiot, Gila, Moreira, Loftus-Cheek, Gabbia, Saelemaekers, Chukwueze e Pietro Terracciano. Con il derby fra tre giorni, Amorim ha messo in panchina Modric e Pulisic, ha confermato Tomori terzino destro e Bartesaghi esterno alto, la formula che aveva funzionato a Udine, e ha restituito una maglia da trequartista a Cisse alle spalle di Gonçalo Ramos. Un turnover ragionato, si diceva in vigilia. Un turnover ragionato con il Bologna, si dirà da domani, con un tono di voce diverso.
Il Bologna invece è arrivato con le idee chiare e i piedi leggeri. Palladino ha scelto Mbangula al posto di Cambiaghi e Alhassane al posto di Miranda, ha piazzato Odgaard da centravanti e ha chiesto alla squadra una pressione alta che dopo trentasei secondi aveva già prodotto il primo tiro in porta, un destro di Pobega da fuori. All’8’ Musah ha perso palla, Pobega ha rifinito per Zortea, Zortea ha crossato basso da destra e Mbangula, solo in area come un passeggero dimenticato al gate, ha messo dentro. La Gazzetta ha descritto Estupinan e Musah, nell’occasione, come «due statuine». Noi, per carità di patria, ci limitiamo a dire che erano molto fermi.
Cisse, il ventenne che fa il centravanti al posto del centravanti
Poi è arrivato il momento in cui il Milan ha smesso di guardare e ha cominciato a giocare, aiutato da un Bologna generosissimo. Al 14’ Theate si è esibito in un eccesso di virtuosismo appena fuori dalla propria area, Hutchinson gli ha soffiato il pallone e lo ha servito a Cisse, liberissimo davanti a Skorupski: 1-1, primo gol a San Siro per il ragazzo. Al 27’ Hutchinson ci ha riprovato a destra, la difesa rossoblù si è distratta, Tomori è arrivato prima di tutti sulla seconda palla e ha crossato sul secondo palo, dove Cisse ha deviato in acrobazia. Fuorigioco? No, lo teneva in gioco Alhassane. Due gol con i primi due tiri nello specchio, ha annotato la Gazzetta. Una fase offensiva chirurgica, nel senso che ha operato due volte e poi è andata a casa.
Secondo Sky Sport, Alphadjo Cisse, vent’anni e sei giorni, è diventato il terzo giocatore più giovane del Milan a segnare sia di destro sia di sinistro nella stessa partita di Serie A negli anni Duemila, dopo Pato ed El Shaarawy. Ed è stato il primo rossonero a fare doppietta nella prima mezz’ora dai tempi di Giroud. Tutto bellissimo, se non fosse che il Milan ha un centravanti titolare, Gonçalo Ramos, che in novanta minuti non ha tirato in porta neanche per sbaglio. Fantacalcio.it gli ha dedicato l’aggettivo «Raccapricciante», e scrive che a San Siro «non l’ha visto nessuno». Il ventenne fa i gol del nove, il nove fa il lavoro del sei, e alla fine nessuno fa quello del difensore.
Nel primo tempo, del resto, i numeri raccontavano una partita addomesticata: al 40’, secondo la Gazzetta, il Milan aveva il 68% del possesso e Hutchinson aveva già completato sette dribbling, più di chiunque altro in campo. Il problema è che il calcio dura novanta minuti e il Milan di questa stagione, come ha scritto ancora la Gazzetta, alterna una versione da Jekyll e una da Hyde con la regolarità di un semaforo. Al 43’ Tomori si è toccato la parte posteriore della coscia. All’intervallo è rimasto negli spogliatoi. E con lui, a quanto pare, è rimasta negli spogliatoi anche la concentrazione di tutti gli altri.
Momenti chiave
- 8′GOL Bologna
Samuel Mbangula: 0-1
- 14′GOL Milan
Alphadjo Cisse: 1-1
- 27′GOL Milan
Alphadjo Cisse: 2-1
- 60′Autogol Bologna
Davide Bartesaghi
- 62′GOL Bologna
Samuel Mbangula: 2-3
- 86′GOL Bologna
Samuel Mbangula: 2-4
Due minuti, tre tocchi e un Milan evaporato
La ripresa è cominciata con Modric dentro e Musah spostato terzino destro, e con il Bologna di nuovo padrone delle fasce. Al 57’ Bernardeschi ha pennellato un cross che Odgaard, da due passi, è riuscito a non spingere in porta, gentilezza che il Milan ha interpretato come un permesso di continuare a dormire. Al 58’ Amorim ha tolto Estupinan e Hutchinson, cioè il terzino più lento e l’esterno più vivace, per Diawara e Pulisic. Al 59’ Palladino ha risposto con un triplo cambio: Miranda per Alhassane, Cambiaghi per Bernardeschi, Vitik per Darmian. La differenza tra le due panchine si è vista nel giro di centoventi secondi.
Al 60’ Miranda, entrato da un minuto, ha calciato una punizione dalla sinistra che ha attraversato l’area senza che nessuno la toccasse, fino al secondo palo, dove Bartesaghi l’ha deviata goffamente nella propria porta. «Un’uscita di Maignan non sarebbe dispiaciuta ad Amorim», ha scritto con delicatezza la Gazzetta. Al 62’ Miranda ha sfondato di nuovo a sinistra e ha crossato rasoterra per Mbangula, che ha saltato secco Diawara e ha battuto Maignan per il 2-3. Tre minuti prima il Milan stava vincendo, tre minuti dopo stava inseguendo, e nel mezzo c’era stato il tempo appena sufficiente per sbagliare una marcatura e allacciarsi male una scarpa.
Il resto è stato un assalto di pancia, senza un grande filo logico, per usare ancora le parole della Gazzetta. Al 63’ Camarda per Bartesaghi, Milan a due punte e mezza, cross a pioggia. All’83’ Camarda ha avuto sulla testa la palla del 3-3, da ottima posizione, e l’ha mandata fuori di pochissimo: sarebbe stato il suo primo gol in prima squadra, ed è rimasto un’altra promessa rimandata. All’86’ Camarda ha perso palla in mezzo a quattro avversari, Cambiaghi ha recuperato, Odgaard è scappato sul filo del fuorigioco approfittando della scalata in ritardo di De Winter e ha servito Mbangula solo al centro per il 2-4. All’89’ Pulisic ha trovato il colpo di testa giusto e Skorupski la parata migliore della serata. Al 93’ San Siro si stava già svuotando.
Amorim e l’arte del cambio che peggiora le cose
Sarebbe ingeneroso caricare tutto sulle spalle di un allenatore che deve fare la formazione consultando prima il bollettino medico. Ma sarebbe anche disonesto non notare che, stasera, ogni mossa dalla panchina rossonera ha prodotto l’effetto opposto a quello desiderato. Diawara entra e due minuti dopo viene saltato sul gol del 2-3; Fantacalcio.it lo definisce «Acerbo» e scrive che appare «troppo inesperto per questi livelli». Pulisic entra e si vede soltanto nel finale. Modric entra e, sempre per Fantacalcio.it, soffre il ritmo e il pressing avversario. Camarda entra e si divora la palla del pareggio. Comotto, un altro classe 2008, entra all’88’ al posto di Ramos, in quella che la Gazzetta ha letto come «una resa».
Fantacalcio.it ha dato ad Amorim 5,5 con l’aggettivo «Marcio», e spiega che il suo Milan «è confuso e i risultati iniziano a preoccupare». Il dato più feroce però lo fornivano le statistiche di Sky prima della partita: il Milan era imbattuto nelle ultime dieci gare casalinghe di Serie A contro il Bologna, otto vittorie e due pareggi, e non perdeva in casa con i rossoblù dal gol di Giaccherini, quasi undici anni fa. Aveva vinto le prime tre partite interne della stagione e poteva fare quattro su quattro per la quinta volta nell’era dei tre punti. Alla fine ha scelto la strada più originale: interrompere tutte le serie positive nella stessa sera, per risparmiare tempo.
Mbangula, l’ex Juve che il Milan conosceva già
Samuel Mbangula è arrivato a San Siro con zero gol in maglia rossoblù ed è ripartito con il pallone della partita. Ventidue anni, prima da titolare con il Bologna, tre gol: il primo in trasferta della sua carriera in Serie A, visto che i tre precedenti li aveva segnati tutti in casa con la Juventus, uno dei quali proprio contro il Milan. L’ultimo gol in campionato lo aveva segnato con il Werder Brema, quasi un anno fa. Secondo Sky, è il quarto giocatore più giovane a segnare più di un gol in trasferta contro il Milan nell’era dei tre punti. Fantacalcio.it gli ha dato 9 con l’aggettivo «Champagne», ed è difficile dargli torto: il Milan gli ha offerto tre volte lo stesso spazio libero in area, e lui per educazione lo ha occupato tre volte.
Dietro di lui c’è una squadra che Palladino, secondo la Gazzetta, ha «accorciato» in poche settimane: più compatta, capace di chiudere le linee di passaggio e di aggredire il portatore con gabbie da tre o quattro uomini. Zortea è stato una lama sul fianco sinistro rossonero, Ferguson e Pobega hanno tenuto in piedi il centrocampo anche quando il Milan sembrava averlo preso in ostaggio, Miranda è entrato e ha propiziato i due gol che hanno ribaltato la partita. È il terzo successo di fila in trasferta per il Bologna, che però al Dall’Ara non ha ancora vinto: una squadra che in casa propria si sente ospite e in casa d’altri si comporta da padrona di casa. Prima della partita il Bologna aveva segnato otto gol in otto giornate. Stasera ne ha fatti quattro in una, metà del bottino stagionale in novanta minuti.
Palladino, il nome che a Firenze si pronuncia sottovoce
Da qui, per noi, il discorso diventa inevitabilmente viola. Raffaele Palladino è l’allenatore che con la Fiorentina chiuse sesto, con 1,71 punti a partita, prima di dimettersi poche settimane dopo il rinnovo. Al Bologna è arrivato a stagione in corso, dopo l’esonero di Domenico Tedesco, che aveva raccolto un punto nelle prime quattro giornate. Siccome il Bologna adesso ne ha 11, il conto è presto fatto: dieci punti nelle cinque partite di Palladino, tre vittorie nelle ultime quattro, tutte e tre in trasferta. Prima della partita aveva detto a DAZN che il Bologna voleva «misurarsi» per capire «pregi e difetti». Ha scoperto che tra i pregi c’è vincere a San Siro, e tra i difetti forse solo la modestia.
Tedesco, per inciso, era il successore di Vincenzo Italiano, che dopo aver vinto la Coppa Italia con il Bologna è andato ad allenare il Beşiktaş. Il Bologna, insomma, ha perso l’allenatore della Coppa Italia, ha sbagliato il primo sostituto e lo ha corretto dopo quattro partite. La Fiorentina, nel frattempo, ha sostituito Grosso dopo tre giornate richiamando Paolo Vanoli, il medico di guardia che a fine stagione aveva gentilmente accompagnato all’uscita, e si presenta a domani sera, quando al Franchi arriva l’Atalanta, con 4 punti e il 19° posto. Sia chiaro: Vanoli resta un professionista serio e diligente, perfetto quando c’è da tamponare un’emergenza. Ma mentre a Bologna correggono gli errori cercando un’idea di calcio, a Firenze li si corregge cercando il numero di telefono di chi c’era prima. Due metodi, due classifiche.
Il derby da meno sette e le domande senza risposta
Il Milan arriva al derby con 18 punti, quinto, a 7 punti da Inter e Lazio, superato anche da Roma e Como, con un difensore in più in infermeria e un centravanti che non tira. La Gazzetta chiude la sua cronaca chiedendosi quale versione di se stesso il Milan porterà in campo nel derby. Visto che la squadra alterna una partita bene e una male, il calcolo delle probabilità suggerirebbe ottimismo. Il calcolo delle probabilità, però, stasera ha preso quattro gol dal Bologna.
Cardinale parlava di resilienza. Amorim parlava della partita più importante. Il Milan, invece, ha parlato con i fatti, e ha detto che il derby fa paura soprattutto a chi deve giocarlo con questa difesa. Il Bologna, che arrivava a San Siro con l’aria del comprimario, se ne va con tre punti, quattro gol e un ragazzo di ventidue anni con il pallone sotto il braccio. Le prove generali sono finite. Speriamo per il Milan che la prima dello spettacolo vada meglio, perché il pubblico i fischi li ha già provati, e gli sono venuti benissimo.
Le pagelle
Milan · All. Amorim 5,5
Maignan6
Quattro gol subiti e nessuna colpa evidente: Fantacalcio.it lo definisce «Tradito», e il verbo rende l’idea della serata.
Tomori6,5
Terzino destro di lotta e d’assist, il migliore della difesa finché la coscia non presenta il conto. Un primo tempo così e poi l’infermeria: molto Milan.
De Winter5
Sorpreso dalla velocità altrui per tutta la sera, sul 2-4 sale in ritardo e tiene in gioco Odgaard. Il derby è un’altra cosa, si spera.
Pavlovic5,5
Vince i contrasti, poi sbanda insieme agli altri. Almeno sbanda in compagnia.
Estupinan5,5
Lento quando gli avversari si sovrappongono, cioè quasi sempre. Al 58’ esce e il Milan riesce a peggiorare.
Musah5,5
Perde il pallone dell’1-0, poi finisce terzino destro: una carriera intera in novanta minuti.
Jashari5,5
Tocca tanti palloni senza mai prendersi una responsabilità: per Fantacalcio.it è una «Controfigura», ed è difficile trovare di meglio.
Hutchinson6,5
Sette dribbling in quaranta minuti, il pallone rubato a Theate per l’1-1 e lo spunto del 2-1. Lo tolgono: il Milan smette di esistere.
Cisse7,5
Doppietta, destro e sinistro, primi gol a San Siro a vent’anni. Fa il centravanti meglio del centravanti, che è un complimento per lui e un problema per gli altri.
Bartesaghi5
Il suo tocco sulla punizione di Miranda è l’unico della serata a finire nella porta giusta per il Bologna.
Gonçalo Ramos5
Fantacalcio.it lo chiama «Raccapricciante». Noi aggiungiamo che zero tiri in porta, per il numero nove, non sono una statistica ma una dichiarazione d’intenti.
Modric (dal 46’)5,5
Entra per sistemare il centrocampo e finisce travolto dal pressing rossoblù: anche i fuoriclasse hanno serate da comuni mortali.
Diawara (dal 58’)5
Due minuti dopo l’ingresso Mbangula lo salta secco per il 2-3. Debutti amari, ma il calendario non aspetta.
Pulisic (dal 58’)5
Si accende solo all’89’, di testa, quando Skorupski ha già deciso che non è serata.
Camarda (dal 63’)5
Ha sulla testa il 3-3 e lo manda fuori; poi perde il pallone da cui nasce il 2-4. Il primo gol in prima squadra può attendere.
Comotto (dall’88’)s.v.
Entra a partita chiusa: in tempo per vedere da vicino i fischi.
Bologna · All. Palladino 7
Skorupski6,5
Bravo nelle uscite e decisivo su Pulisic nel finale. Sui due gol di Cisse, colpe da cercare altrove.
Darmian5,5
Soffre la velocità rossonera nel primo tempo e finisce la benzina presto: Fantacalcio.it lo definisce «Cardiovascolare».
Casale5,5
Spesso fuori posizione e sorpreso alle spalle, ma il duello con Ramos lo vince a mani basse. Non era difficile.
Theate5
Il dribbling in uscita che regala l’1-1 a Cisse è un errore da matita rossa. Per fortuna sua, i compagni hanno cancellato tutto.
Zortea6,5
Una lama sul fianco sinistro del Milan: suo l’assist dell’1-0 e mezza serata di Estupinan.
Pobega6,5
L’ex di turno rifinisce l’azione del vantaggio, morde a centrocampo e si prende un giallo d’ordinanza. San Siro lo conosce bene, e stasera se n’è accorto.
Ferguson6,5
Capitano e diga: chiude, recupera e tiene in piedi il centrocampo anche quando il Milan sembra averlo preso in ostaggio.
Alhassane5,5
Timido in avanti, tiene in gioco Cisse sul 2-1. Esce e il Bologna, per coincidenza, ribalta la partita.
Bernardeschi6
Due cross deliziosi che Odgaard non trasforma, poi la benzina finisce. Ma i piedi restano quelli di un altro livello.
Mbangula9
Prima da titolare, prima tripletta, primi gol in trasferta in Serie A. Il Milan gli lascia tre volte lo stesso spazio, lui per educazione lo occupa tre volte.
Odgaard6,5
Centravanti per necessità, sbaglia un gol fatto e poi serve quello del 2-4 con la freddezza di chi aveva un debito da saldare.
Miranda (dal 59’)7
Entra e cambia la partita: la punizione dell’autogol, l’assist del 2-3. Il cambio che ogni allenatore sogna e che Amorim stasera ha visto dall’altra parte.
Cambiaghi (dal 59’)6,5
Sfiora il gol, recupera il pallone su Camarda da cui nasce il 2-4. Entrare bene è un’arte, anche se a San Siro stasera era roba da pochi.
Vitik (dal 59’)6
Ordinato e attento: gli attaccanti rossoneri gli sbattono contro, e non è una metafora.
Heggem (dal 70’)6
Lotta su ogni pallone, si prende un giallo, chiude gli spazi. Missione compiuta.
Helland (dal 79’)s.v.
Muscoli aggiunti a risultato quasi in cassaforte: buona la prima, o quasi.
Voti ufficiali di Fantacalcio.it; i commenti sono nostri, liberamente ispirati ai giudizi della redazione e alla cronaca della partita.
Il tabellino
Milan-Bologna 2-4 (primo tempo 2-1)
- Marcatori
- 8’ Mbangula (B), 14’ Cisse (M), 27’ Cisse (M), 60’ aut. Bartesaghi (M), 62’ Mbangula (B), 86’ Mbangula (B)
- Assist
- Zortea (0-1), Hutchinson (1-1), Tomori (2-1), Miranda (2-3), Odgaard (2-4); il 2-2 nasce da una punizione di Miranda
- Milan
- 4-2-3-1 Maignan; Tomori (46’ Modric), De Winter, Pavlovic, Estupiñan (58’ Diawara); Musah, Jashari; Hutchinson (58’ Pulisic), Cisse, Bartesaghi (63’ Camarda); Gonçalo Ramos (88’ Comotto). All. Amorim
- Bologna
- 3-4-2-1 Skorupski; Darmian (59’ Vitík), Casale (79’ Helland), Theate (70’ Heggem); Zortea, Pobega, Ferguson, Alhassane (59’ Miranda); Bernardeschi (59’ Cambiaghi), Mbangula; Odgaard. All. Palladino
- Arbitro
- Sacchi di Macerata (assistenti Baccini e Dei Giudici, quarto uomo Colombo, Var Giua, Avar Paterna)
- Ammoniti
- Pobega (B) al 76’, Heggem (B) all’84’
- Espulsi
- nessuno
- Note
- stadio Giuseppe Meazza di Milano, calcio d’inizio alle 18.30, spettatori 72.825; angoli 2-3; recupero 1’ nel primo tempo, 3’ nel secondo. Tomori uscito all’intervallo per un problema muscolare. Indisponibili nel Milan: Rabiot, Gila, Moreira, Loftus-Cheek, Gabbia, Saelemaekers, Chukwueze, P. Terracciano. Le fonti differiscono su alcuni minuti: gol all’8’, 14’, 27’, 60’, 62’ e 86’ per Sky Sport, il sito del Milan ed Eurosport (Fantacalcio.it indica 9’, 15’, 28’, 61’); cambi del Bologna al 58’ o al 59’, ingresso di Comotto all’87’ o all’88’; il modulo del Milan è 4-2-3-1 per Gazzetta e Italpress, 4-4-1-1 per Sky Sport.
Fonti
- Sky Sport, cronaca e risultato di Milan-Bologna 2-4
- Gazzetta.it, cronaca di Milan-Bologna 2-4
- Fantacalcio.it, pagelle di Milan-Bologna
- Fantacalcio.it, voti ufficiali della 9ª giornata
- AC Milan, match center di Milan-Bologna
- Eurosport, diretta di Milan-Bologna
- Italpress, tabellino di Milan-Bologna
- ANSA, il Bologna esonera Tedesco e sceglie Palladino

Condividi la card del match
Immagine pronta 1080×1080 con risultato, marcatori e logo ViolaHub.



Lascia un commento