Il Punto Tattico

Inter-Fiorentina, il piano tattico: la capolista che parte tardi contro la viola che si spegne presto

Il 3-5-2 di Chivu, che concede spesso il primo gol e poi rimonta con la panchina, contro la Fiorentina di Vanoli, peggior difesa del campionato e in zona retrocessione. Sistemi, duelli, infermeria, probabili formazioni e la nostra chiave per San Siro.

violahub.comMax Cherubin · ViolaHub · 20 ottobre · 15 min

Inter-Fiorentina, il piano tattico: la capolista che parte tardi contro la viola che si spegne presto

Il 3-5-2 di Chivu, che concede spesso il primo gol e poi rimonta con la panchina, contro la Fiorentina di Vanoli, peggior difesa del campionato e in zona retrocessione. Sistemi, duelli, infermeria, probabili formazioni e la nostra chiave per San Siro.

La chiave: l’Inter capolista concede spesso il primo colpo e poi rimonta con chi entra dalla panchina, mentre la Fiorentina ha la peggior difesa del campionato e non può regalarle il tempo per farlo. La svolta: Vanoli potrebbe tornare al centrocampo a tre, con Ranieri verso il recupero dal problema al piede e Atta verso il forfait per il fastidio agli addominali. Il dato: diciassette gol incassati in sette giornate a fronte di 9,7 gol attesi concessi, cioè una squadra che paga quasi il doppio di quanto lascia agli avversari.

Ci sono trasferte che si preparano con la lavagna e altre che si preparano con il rosario: quella di San Siro, per la Fiorentina, richiede entrambi gli strumenti, possibilmente nello stesso spogliatoio e senza disturbare l’arbitro all’intervallo. Dall’altra parte c’è una capolista che in Italia vince quasi sempre e in Europa ha perso persino la voce, nel senso letterale: a Bologna Chivu ha lasciato i microfoni al vice Kolarov perché era rimasto afono. Il calcio, a volte, scrive battute migliori degli opinionisti. Il nostro compito, qui, è più modesto: capire dove la partita può incrinarsi e se la squadra di Vanoli possiede gli attrezzi per allargare la crepa, invece di caderci dentro.

Da dove arrivano: una capolista che rincorre e una viola che insegue se stessa

L’Inter guida la classifica con 19 punti, appaiata alla Lazio: sei vittorie e un pareggio, 21 reti segnate e 9 subite, il miglior attacco del torneo. In casa ha giocato quattro volte e ha vinto quattro volte, con 15 gol fatti e 6 concessi. L’ultimo successo è arrivato al Dall’Ara, in rimonta per 3 a 1: siluro di Pobega, pareggio di testa di Thuram su cross di Barella, poi Carlos Augusto a segno 49 secondi dopo il suo ingresso e Bonny a chiudere. In Champions League, invece, il registro è opposto: zero punti in due giornate, l’ultima con la sconfitta casalinga per 4 a 3 contro il Club Brugge firmata dalla tripletta di Tresoldi. Mercoledì a San Siro arriva lo Shakhtar, e Chivu prepara rotazioni che peseranno anche sulla domenica.

La Fiorentina è diciottesima con 4 punti, a pari punti con Udinese, Genoa e Parma e davanti soltanto al Venezia: una vittoria, un pareggio, cinque sconfitte, 8 gol fatti e 17 incassati. Grosso è stato esonerato dopo tre giornate e tre sconfitte (Roma, Frosinone e Torino) con un gol segnato e nove subiti; Vanoli, richiamato a settembre dopo la salvezza dell’anno scorso, ha aperto con il colpo per 4 a 2 a Venezia e il pareggio contro il Napoli, poi ha perso a Genova e in casa contro il Como. Al Franchi la squadra non ha ancora vinto in quattro tentativi. Il Franchi, quest’anno, è diventato un luogo di raccoglimento più che di conquista: si entra, si spera, si esce in silenzio.

L’Inter di Chivu: un 3-5-2 che parte in ritardo e arriva sempre in orario

L’impianto nerazzurro è quello noto, un 3-5-2 che costruisce dal basso con tre centrali capaci di portare palla e che usa gli esterni come veri e propri attaccanti aggiunti. Il terzetto più utilizzato è Bisseck, Akanji e Bastoni, con il mancino che si apre a sinistra e diventa il primo regista della manovra. Davanti alla difesa Calhanoglu dà i tempi, e intanto ha segnato tre reti in appena 209 minuti: un metronomo con il vizio del centravanti. Ai lati di lui Barella, capitano per un mese in assenza di Lautaro, e una rotazione tra Zielinski, Sucic e Mkhitaryan che Chivu gestisce come un condominio ben amministrato: nessuno resta senza turno di pulizia.

Il vero motore, però, abita sulle corsie. Secondo xG Lab Dimarco è il nerazzurro con più passaggi chiave in campionato (19), Barella lo segue a 17 e sulla destra Diouf ne ha messi insieme 14, con tre assist. Il ballottaggio a sinistra è un lusso: Carlos Augusto, decisivo a Bologna con gol e assist dopo essere entrato dalla panchina, ha già 2 reti e 2 passaggi vincenti in 265 minuti. A destra la situazione è meno brillante, perché Luis Henrique continua a non convincere e Diouf resta la soluzione più affidabile.

In attacco manca Lautaro, fermo per un problema ai flessori della coscia sinistra e atteso dopo la sosta di novembre: aveva segnato 4 gol in 5 presenze. Thuram è la garanzia (4 reti e 2 assist), Pio Esposito ha prodotto 2,79 gol attesi trasformandone due, mentre Bonny vive il momento migliore: tre gol nelle ultime cinque presenze, tanti quanti nelle 36 precedenti, secondo i dati Opta. Thuram, tra l’altro, è stato ammonito e multato dal Giudice Sportivo per una simulazione in area a Bologna: quando non trova la porta, si concede un tuffo d’autore.

I punti forti sono evidenti. L’Inter produce più di tutti (19,7 gol attesi a fronte dei 7,8 concessi, sempre xG Lab) e, dato Opta, è la squadra dei cinque grandi campionati europei che ha recuperato più punti da situazioni di svantaggio, dieci. Il rovescio della medaglia è altrettanto chiaro: tra Serie A e Champions League è la squadra che più spesso ha subito il primo gol, sei volte. A Bologna Pobega l’ha punita dopo pochi minuti con Josep Martinez non impeccabile nel piazzamento. L’Inter parte con la flemma di chi sa di avere il tempo dalla sua parte, e finora ha avuto ragione. Chivu, alla vigilia del Dall’Ara, l’ha messa così: «Nel calcio se non corri non vinci». Il guaio è che i suoi, spesso, cominciano a correre solo dopo aver preso lo schiaffo.

La Fiorentina di Vanoli: un cantiere aperto con vista sulla zona rossa

Vanoli ha alternato il 4-3-3 e il 4-2-3-1 senza toccare la linea a quattro, ma ha cambiato gli uomini davanti a De Gea quasi ogni settimana. Secondo i dati di xG Lab, gli unici ad aver giocato tutti i 630 minuti di campionato sono il portiere e Dragusin. Il resto è un mosaico in cui Viery viene adattato terzino sinistro, Valdepeñas entra ed esce, Pongracic ha sostituito Ranieri contro il Como e Jiménez spinge a destra con un gol e un assist all’attivo. Quando si cambia così spesso, la difesa smette di essere un reparto e diventa un casting.

I numeri del Corriere Fiorentino, ripresi da LaViola.it, sono crudeli: 2,43 reti subite a partita, una proiezione da 92 gol a fine stagione, De Gea battuto 17 volte su 38 conclusioni verso la porta. Il rapporto tra gol attesi concessi e reti incassate dice che agli avversari non serve costruire chissà cosa: basta presentarsi. Lo ha ammesso lo stesso Vanoli dopo il Como: «Buttiamo via delle prestazioni con gol presi con facilità incredibile a difesa schierata». E ancora: «Dopo un episodio negativo la squadra si spegne per 5-6 minuti». Una squadra con l’interruttore difettoso: basta un soffio e salta la corrente.

C’è poi il problema della schermatura davanti alla linea. Con il doppio mediano Fagioli e Ndour coprono molto campo ma lasciano spazi tra le linee; con il centrocampo a tre, che la Gazzetta dello Sport ipotizza parlando di un possibile ritorno al 4-3-3, il terzo uomo sarebbe Brescianini, mentre Fantacalcio.it indica Oulai. Su quest’ultimo il tecnico è stato chiarissimo: «A lui piace sempre andare ad aggredire in avanti ma indietro fa fatica». Già lo scorso gennaio, parlando di Fagioli, Vanoli spiegava che quando viene marcato «deve imparare a muoversi». Contro un’Inter che occupa la trequarti con due mezzali e due esterni alti, la protezione del regista viola diventa la prima questione di ordine pubblico.

Il paradosso è che davanti la Fiorentina produce: 11,4 gol attesi, un volume offensivo che xG Lab colloca nella parte alta del campionato, ma con un passivo di 3,4 reti rispetto alle occasioni create. Mastantuono è il terminale più insistente (3 gol, 27 tiri), Pellegrino ha segnato due volte e dall’inizio della scorsa stagione nessuno in Serie A ha realizzato più gol di testa di lui, sei, alla pari proprio di Thuram. Al Franchi non serve un trequartista in più: serve qualcuno che la butti dentro quando la porta è spalancata.

Infermeria, ballottaggi e carte bollate

Nell’Inter restano fuori Lautaro, Pavard (risentimento agli adduttori della coscia destra, rientro previsto a inizio novembre) e Jones (adduttori, si tenta il recupero per fine ottobre), mentre Stones è da valutare per un fastidio ai flessori. Il dubbio più curioso riguarda la porta: la Gazzetta dello Sport scrive che Provedel, fermo dal 4 marzo per l’infortunio rimediato con la Lazio, giocherà sia contro lo Shakhtar sia contro la Fiorentina «come da piano concordato internamente»; Fantacalcio.it, invece, conferma Josep Martinez con il 75% di probabilità. Lo sapremo solo all’annuncio delle formazioni ufficiali.

Nella Fiorentina è certa l’assenza di Parisi (legamento crociato, rientro a dicembre). Atta, frenato da un sovraccarico funzionale all’addome, è indicato fuori da Fantacalcio.it e da valutare dalla Gazzetta; secondo Radio Bruno, ripresa da LaViola.it e FcInterNews, salterà San Siro e il club punta a riaverlo tra i convocati contro Atalanta o Sassuolo, senza escludere tempi più lunghi. Per Ranieri, che alla vigilia del Como Vanoli aveva descritto alle prese con «uno schiacciamento di un nervo al piede», l’allarme sembra rientrato: sempre secondo Radio Bruno dovrebbe tornare a disposizione e potrebbe persino partire dal primo minuto. La Gazzetta lo inserisce già tra i titolari, Fantacalcio.it lo considera ancora in dubbio.

Nessuno squalificato e nessun diffidato tra i giocatori, per entrambe le squadre. L’unico diffidato in casa viola indossa la giacca: il Giudice Sportivo ha inflitto a Fabio Paratici un’ammenda di 10.000 euro e una diffida per avere, all’intervallo della gara con il Como, «contestato in modo concitato ed irrispettoso una decisione del Direttore di gara» negli spogliatoi, con l’aggravante della recidiva. La società ha preso altri 5.000 euro di multa per il ritardo di circa quattro minuti nell’inizio del secondo tempo. Sintesi: la Fiorentina è l’unica squadra in cui il cartellino più a rischio non sta in campo ma alla scrivania, e l’unico ritardo che riesce a imporre agli avversari è quello del rientro dagli spogliatoi.

Le probabili formazioni

Fantacalcio.it propone un’Inter con il 3-5-2: Josep Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Diouf, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Pio Esposito, Thuram. La Fiorentina è disegnata con il 4-3-2-1: De Gea; Jiménez, Dragusin, Pongracic, Viery; Ndour, Fagioli, Oulai; Mastantuono, Njie; Pellegrino. I ballottaggi indicati sono Zielinski-Sucic, Dimarco-Carlos Augusto ed Esposito-Bonny da una parte; Oulai-Brescianini, Pellegrino-Beto e Pongracic-Valdepeñas dall’altra, con Viery che in quest’ultimo caso scivolerebbe al centro.

Lavagna tattica su campo verde con le probabili formazioni. Inter 3-5-2: Josep Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Diouf, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Esposito, Thuram. Fiorentina 4-3-2-1: De Gea; Jiménez, Dragusin, Pongracic, Viery; Ndour, Fagioli, Oulai; Mastantuono, Njie; Pellegrino
Le probabili formazioni secondo Fantacalcio.it (aggiornamento del 20 ottobre 2026): Inter 3-5-2 di Chivu, Fiorentina 4-3-2-1 di Vanoli. Grafica violahub.com.

La Gazzetta dello Sport ha una lettura diversa su alcuni nomi: nell’Inter preferisce Sucic a Calhanoglu e Carlos Augusto a Dimarco, nella Fiorentina indica un 4-3-3 con Ranieri al centro della difesa e Brescianini mezzala, senza cambiare l’impianto offensivo. La sostanza non cambia: Chivu farà turnover in funzione dell’Europa, Vanoli cercherà più centimetri e più chiusure. Due allenatori, due affanni: da una parte un mercoledì di troppo, dall’altra una difesa di troppo poco.

I duelli che spostano la partita

Il primo duello è sulla fascia destra viola: Dimarco, o Carlos Augusto, contro Jiménez. Lo spagnolo è il terzino più propositivo della Fiorentina, ma ogni sua sortita lascia alle spalle un corridoio che l’Inter conosce a memoria, con Bastoni che si sovrappone e la mezzala sinistra che si inserisce. Se Jiménez accetta il due contro uno senza l’aiuto dell’ala, il pomeriggio rischia di diventare un’esercitazione di cross.

Il secondo è aereo. Thuram contro Dragusin e il compagno di reparto, che sia Pongracic o Ranieri: il francese è il miglior colpitore di testa della Serie A dall’inizio della scorsa stagione insieme a Pellegrino. Il quale, all’altro capo del campo, troverà Akanji e Bastoni, due difensori che non amano essere attaccati alle spalle. Chi vince le seconde palle dopo questi duelli ha un pezzo di partita in tasca.

Il terzo duello è centrale: chi schermerà Calhanoglu? Se la Fiorentina lascia il turco libero di girarsi, la partita diventerà un’esibizione di lanci lunghi su Dimarco. Un trequartista, presumibilmente Mastantuono o il centrocampista più avanzato, dovrà accorciare su di lui senza dimenticare la propria zona, esercizio che finora la squadra ha svolto con la stessa costanza di un abbonamento in palestra a gennaio.

Il quarto è sulla corsia opposta: Diouf contro Viery, cioè l’esterno nerazzurro con più assist in campionato contro un centrale brasiliano prestato alla fascia. La differenza di passo rischia di essere evidente, e Fantacalcio.it ricorda che Valdepeñas, alternativa naturale, potrebbe entrare proprio in quella posizione. Vedremo se Vanoli preferirà il centimetro o il piede.

Dove si decide la partita

Nei primi venti minuti e nei cinque successivi a ogni episodio. L’Inter tende a concedere il primo colpo, la Fiorentina tende a smarrirsi dopo averne subito uno. È un incrocio quasi matematico: se i viola resistono all’avvio e riescono perfino a passare in vantaggio, la partita diventa la loro occasione; se incassano presto, il black-out descritto dal loro stesso allenatore può trasformare un pomeriggio di sofferenza in una seduta di fisioterapia per l’autostima.

Si decide anche sulle palle inattive. L’Inter ha saltatori ovunque, da Bisseck ad Akanji, da Bastoni a Thuram, e battitori come Calhanoglu e Dimarco. La Fiorentina ha già pagato distrazioni sui corner: il Corriere dello Sport ha ricostruito il gol di Gilmour contro il Napoli, nato dal mancato rientro di Mastantuono su un calcio d’angolo, e la palla persa in uscita dallo stesso argentino che aveva aperto la strada alla rete di Hainaut a Venezia. Contro chi sa calciare e colpire così, ogni fallo laterale vicino all’area è un rigore travestito.

Infine si decide sulle panchine. Quella nerazzurra ha già cambiato due partite in una settimana, con Carlos Augusto e Bonny decisivi da subentrati. Quella viola offre Gonçalves, Gnonto, Beto e Brescianini: alternative vere, ma con meno abitudine a incidere. A San Siro i cambi non servono a far rifiatare: servono a cambiare la storia, e l’Inter lo fa con una regolarità imbarazzante.

Come la Fiorentina può fare male all’Inter

La prima via è la più semplice da dire e la più difficile da fare: segnare per prima. L’Inter ha subito il primo gol sei volte tra campionato e Champions, e il Club Brugge le ha segnato quattro reti a San Siro. Chiunque giochi in porta, Martinez reduce dagli errori europei o Provedel fermo da sette mesi, la Fiorentina dovrà metterlo alla prova presto, anche con tiri da fuori: Mastantuono ne ha già tentati 27, segno che la mira non è ancora un’abitudine ma il coraggio sì.

La seconda via passa alle spalle degli esterni. Quando Dimarco e Diouf salgono, i braccetti si allargano e il centrocampo si sbilancia in avanti, si aprono corridoi che Njie può attaccare in velocità e che Pellegrino può sfruttare come sponda. Vanoli lo aveva detto già a gennaio, dopo una sconfitta contro il Como: «Dovevamo attaccare meglio la profondità perché loro avevano una linea molto alta». Il concetto vale anche qui, con l’aggravante che il bersaglio è più grosso.

La terza via è il cross per Pellegrino. Contro una difesa forte ma non sempre ordinata quando deve correre all’indietro, un centravanti da sei gol di testa in poco più di una stagione è una risorsa concreta. Servono però cross veri, non palloni lanciati in area con la speranza che qualcuno ci passi sotto: Jiménez e Valdepeñas, se giocherà, devono arrivare sul fondo.

C’è poi la questione energetica. L’Inter giocherà mercoledì in Champions e Chivu ruoterà gli uomini. Non è detto che i nerazzurri arrivino stanchi, ma arriveranno probabilmente rimescolati: una Fiorentina compatta per un’ora può costringerli alla pazienza, virtù che finora non hanno esibito spesso.

Cosa temere

La lista sarebbe lunga, quindi andiamo per priorità. Il primo pericolo è la catena di sinistra dell’Inter, con Bastoni, Dimarco e la mezzala che si scambiano posizioni e trovano sempre un uomo libero al limite. Il secondo è la panchina: anche togliendo Lautaro, Chivu può inserire nella ripresa Carlos Augusto, Bonny, Mkhitaryan, Sucic e Calhanoglu se partisse fuori. Altre squadre cambiano giocatori, l’Inter cambia marcia.

Il terzo pericolo è interno: il crollo emotivo. La Fiorentina ha subito gol in tutte le giornate e, a sentire Vanoli, si spegne per qualche minuto dopo ogni episodio storto. A San Siro gli episodi storti arrivano come i treni regionali, non sempre puntuali ma sempre affollati.

I precedenti recenti

La stagione scorsa ha lasciato due indicazioni opposte. A San Siro, a fine ottobre, l’Inter vinse per 3 a 0 con una doppietta di Calhanoglu, uno dei due su rigore, e un gol di Sucic: la Fiorentina allora era allenata da Pioli e attraversava la crisi che avrebbe portato al primo arrivo di Vanoli. Al ritorno, al Franchi, finì con un pareggio per 1 a 1: Pio Esposito segnò di testa su cross di Barella dopo pochissimi secondi, Ndour pareggiò nell’ultimo quarto d’ora. In panchina c’era già Vanoli: la prova che contro l’Inter si può reggere, a patto di non smarrirsi dopo il primo schiaffo.

La nostra chiave

La partita, per la Fiorentina, non si vince con il coraggio dei proclami ma con la disciplina dei dettagli. Linea a quattro corta, ali basse a coprire le corsie, il terzo centrocampista dedicato a togliere luce a Calhanoglu e un attaccante capace di tenere palla quando la squadra ha bisogno di respirare. Davanti bastano due mosse precise: attaccare lo spazio alle spalle di Dimarco e mettere palloni puliti sulla testa di Pellegrino. Tutto il resto è rumore, comprese le polemiche con gli arbitri che la società sembra coltivare con maggiore cura del reparto difensivo.

Se c’è un insegnamento nelle ultime settimane, è che questa squadra ha qualità ma non ha ancora memoria: dimentica i movimenti, le marcature, i minuti delicati. A San Siro non servono undici fenomeni, servono undici persone che si ricordino dove stare per novanta minuti. L’Inter concede il primo colpo per abitudine; la Fiorentina, per una volta, deve avere la buona educazione di non restituirlo. Vanoli sostiene che la mentalità non si compra: a San Siro scopriremo almeno se si può noleggiare per novanta minuti.

Inter-Fiorentina, ottava giornata di Serie A, si gioca domenica 25 ottobre alle 12:30 allo stadio Giuseppe Meazza.

Fonti

  • Lega Serie A, «Quando si gioca? Anticipi e posticipi fino alla 12ª giornata» (legaseriea.it)
  • Inter.it, calendario 2026/27 e cronaca di Inter-Club Brugge in Champions League
  • ACF Fiorentina, comunicato sul ritorno di Paolo Vanoli e calendario (acffiorentina.com)
  • La Gazzetta dello Sport, probabile formazione Inter-Fiorentina dell’8ª giornata e «Chivu ribalta l’Inter in Europa: contro lo Shakhtar tocca a Provedel» (19 ottobre 2026)
  • Fantacalcio.it, probabili formazioni della Serie A, 8ª giornata (aggiornamento del 20 ottobre 2026)
  • Corriere della Sera, conferenza stampa di Chivu prima di Bologna-Inter (16 ottobre 2026) e ritorno di Vanoli alla Fiorentina (7 settembre 2026)
  • Sportmediaset, cronaca, tabellino e statistiche Opta di Bologna-Inter
  • Como 1907, match report di Fiorentina-Como
  • ANSA e FiorentinaUno (via TMW), dichiarazioni di Vanoli dopo Fiorentina-Como (18 ottobre 2026)
  • FcInterNews (da LaViola.it e Radio Bruno), «Qui Fiorentina – Ranieri torna con l’Inter, per Atta tempi più dilatati» (20 ottobre 2026)
  • SOS Fanta e DirettaFanta, conferenza stampa di Vanoli prima di Fiorentina-Como
  • FirenzeViola.it, comunicato del Giudice Sportivo su Fiorentina e Paratici
  • Tuttosport e TuttoMercatoWeb, decisioni del Giudice Sportivo dopo la 7ª giornata
  • LaViola.it, «Dentro i numeri del flop difensivo» (dal Corriere Fiorentino)
  • Corriere dello Sport, «Fiorentina, è allarme in difesa» (23 settembre 2026)
  • xG Lab, statistiche di squadra e individuali di Inter e Fiorentina 2026/27
  • classifica Serie A dopo la 7ª giornata (acmilan.com, datasport.it, Sky Sport)
  • Fixture Download, risultati della Fiorentina in Serie A 2025/26
  • Lega Serie A, cronaca di Fiorentina-Inter della stagione 2025/26
  • Inter.it, cronaca di Inter-Fiorentina della stagione 2025/26
  • FiorentinaUno, conferenza di Vanoli dopo Fiorentina-Como di Coppa Italia (gennaio 2026)

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