Il risultato: a Elland Road finisce 1-1, Mbeumo porta avanti il Manchester United al 35′ e Calvert-Lewin pareggia al 51′ su azione d’angolo. La svolta: all’intervallo esce Lisandro Martínez, entra Mazraoui, e proprio da un suo intervento nasce il corner che riporta in partita il Leeds. La classifica: il Leeds sale a 10 punti ed è settimo, lo United di Carrick resta tredicesimo a quota 7 e non vince in campionato da agosto.
Ci sono pareggi che sanno di sconfitta, pareggi che sanno di vittoria e poi ci sono i pareggi del Manchester United di Michael Carrick, che dopo novanta minuti a Elland Road sono stati presentati al mondo come «un nuovo inizio». Un nuovo inizio con un punto, alla settima giornata, con sette punti in classifica e una sola vittoria, quella contro l’Ipswich di fine agosto. Se questo è l’inizio, viene quasi la curiosità di sapere come sarà il seguito. Leeds-Manchester United, derby delle Rose, domenica 18 ottobre 2026, finisce 1-1: Bryan Mbeumo al 35′, Dominic Calvert-Lewin al 51′, e in mezzo una partita ruvida, rumorosa, sporca, con più cartellini che tiri nella fase iniziale.
Il Leeds di Daniel Farke esce dal campo con la faccia di chi ha lasciato due punti sul tavolo, lo United con quella di chi ha trovato il portafoglio vuoto ma almeno ha ritrovato il portafoglio. Due modi diversi di guardare lo stesso risultato, e la misura esatta di quanto siano cambiate le gerarchie in questo angolo d’Inghilterra.
La settimana più lunga di Carrick
Il contesto, prima di tutto, perché senza il contesto questa partita non si capisce. Lo United arrivava a Leeds dopo la sconfitta per 2-0 sul campo dell’Atlético Madrid in Champions League e, soprattutto, dopo l’intervista esplosiva di Lisandro Martínez, che si era scagliato contro i vertici del club e in particolare contro il direttore sportivo Jason Wilcox per le scelte di mercato. Il difensore argentino è stato multato, ha chiesto scusa giovedì e Carrick, con la logica del padre di famiglia che perdona il figlio purché si presenti a cena, lo ha schierato titolare. Una settimana prima, all’Old Trafford, era arrivato un pareggio piatto con il Tottenham salutato dai fischi del pubblico.
E poi c’è il luogo. Elland Road, per lo United, non è uno stadio qualunque: è il posto dove a gennaio, dopo un altro 1-1, Ruben Amorim aveva chiesto pubblicamente al reparto mercato di «fare il proprio lavoro», ed era stato esonerato due giorni dopo. Il suo successore ci tornava nove mesi più tardi con una squadra reduce da cinque partite senza vittorie in tutte le competizioni: il pareggio di Elland Road ha allungato la serie a sei, cosa che secondo la BBC non accadeva dalla fine della stagione 2018-19. Un viaggio a Leeds, in queste condizioni, somiglia a una visita dal dentista fissata il giorno dopo aver perso il lavoro.
Carrick, per l’occasione, cambia vestito. Il Guardian l’ha chiamato un «modulo alla Amorim», un 3-4-3 che il tecnico usa di rado: Lammens in porta; Yoro, Maguire e Martínez dietro; Amad e Dalot sulle fasce, Andrey Santos e Baleba in mezzo; Tielemans, Bruno Fernandes e Mbeumo davanti, con il capitano schierato da centravanti nominale e nessuna punta di ruolo. Farke, invece, non cambia nulla per la quinta partita di fila: Trafford; Justin, Elvedi, Muharemović; Bogle, Ampadu, Tanaka, Gudmundsson; Stach e Okafor alle spalle di Calvert-Lewin. Per Ampadu è la centesima presenza da capitano del Leeds.
Più cartellini che tiri
L’inizio è quello che ci si aspetta da un derby con decenni di rancore alle spalle: tanto rumore, poco calcio. Il pubblico di Elland Road, 36.983 spettatori, saluta il primo pallone di Martínez, un passaggio sbagliato che finisce in fallo laterale, con l’entusiasmo che di solito si riserva a un gol. Ampadu entra duro su Baleba, Baleba manda a terra Stach, l’arbitro Darren England lascia correre e la temperatura sale di un paio di gradi a ogni contrasto.
Al 17′ Bruno Fernandes, lanciato in campo aperto, si allunga il pallone con un controllo pesante e falcia Muharemović: ammonito. Al 19′ tocca a Gudmundsson, giallo per un intervento in ritardo su Andrey Santos, che secondo il Daily Mail poteva costargli anche di più. Due ammonizioni e nessuna parata vera: la partita, per venticinque minuti, è un incontro di lotta greco-romana con un pallone che ogni tanto passa di lì per caso.
Poi, finalmente, il calcio. Su una punizione di Stach, Nico Elvedi stacca più in alto di tutti e indirizza un colpo di testa verso l’angolo: Lammens si allunga e respinge. Dall’altra parte, al 27′, Tielemans mette un pallone perfetto sulla testa di Mbeumo, completamente solo a pochi metri dalla porta. Il camerunese manda a lato. Il Guardian ha usato un avverbio inglese che non ha bisogno di traduzione: «badly». Malamente.
Mbeumo, dal colpo di testa sbagliato al gol
Mbeumo, però, è uno di quelli che non si fanno condizionare dalla memoria. Poco dopo la mezz’ora Amad prova a bucare la linea del fuorigioco e James Trafford esce di quaranta metri dalla porta per anticiparlo, un intervento che nelle serate storte diventa un meme e in quelle buone una copertina. Al 35′ arriva l’azione migliore della partita dello United: Tielemans scambia con Amad sulla destra, riceve di ritorno e mette un cross basso sul primo palo. Mbeumo si libera di James Justin e infila il pallone nell’angolo lontano. Zero a uno.
È il quarto gol stagionale per l’attaccante, il quindicesimo in quaranta presenze di Premier League con lo United: secondo la BBC, almeno tre in più di qualsiasi altro giocatore del club nello stesso periodo. Il Leeds prova a rispondere subito: Tanaka calcia al volo dal limite e trova Lammens, Calvert-Lewin raccoglie un cross di Bogle e manda di testa fuori. All’intervallo lo United è in vantaggio, e per la prima volta in questo campionato chiude un primo tempo davanti. Un dettaglio che, da solo, racconta la stagione meglio di qualsiasi statistica avanzata.
Ritratto fulminante: il centravanti che non c’era
Ritratto fulminante, come da tradizione della casa. Bruno Fernandes, centravanti per decreto tattico, che si muove nell’area del Leeds come un direttore d’orchestra a cui hanno tolto la bacchetta e chiesto di suonare la grancassa. Lisandro Martínez, difensore che in settimana aveva sparato ad alzo zero sulla dirigenza e che a Elland Road ha giocato con l’impegno di chi deve farsi perdonare, finché una coscia indurita non lo ha rimandato in panchina all’intervallo. James Justin, braccetto che perde Mbeumo sul primo palo con la distrazione di chi guarda il telefono mentre il semaforo diventa verde. E Harry Maguire, che il Manchester Evening News ha descritto mentre «bullizzava» Calvert-Lewin nel finale di primo tempo: il bersaglio, come sempre, è la prestazione e non l’uomo, ma bisogna riconoscere che nel derby Maguire si è trovato perfettamente a suo agio, come un buttafuori alla porta di una discoteca di provincia.
Nel frattempo, la classe di Tielemans. Il belga, avanzato sulla trequarti, ha vissuto secondo il Manchester Evening News la sua migliore settimana da giocatore dello United: più libero di creare con due mediani fisici alle spalle, ha confezionato entrambe le occasioni migliori della squadra. Che lo United, oltre a quelle due, abbia prodotto pochissimo, è un altro discorso.
Il corner di Mazraoui e la zampata di Calvert-Lewin
All’intervallo Martínez resta negli spogliatoi, al suo posto entra Noussair Mazraoui e Carrick conserva la difesa a tre. Lo United tiene per cinque minuti. Poi Bogle crossa dalla destra, Mazraoui devia di testa in calcio d’angolo, un intervento che il Manchester Evening News ha giudicato evitabile. Stach calcia il corner, Muharemović anticipa proprio Mazraoui e spizza verso il centro dell’area piccola, dove Calvert-Lewin aspetta il pallone come un pescatore che sente tirare la lenza. Il centravanti si prende un tocco per sistemarsi, resiste alla carica di Mbeumo e scarica il pallone in rete. Uno a uno al 51′, e Elland Road esplode.
Per Calvert-Lewin è il quarto gol della stagione, e da miglior marcatore del Leeds sta vivendo, scrive il Daily Mail, il momento più bello della sua carriera. Il paradosso della serata è tutto qui: lo United aveva trovato il vantaggio grazie a un attaccante che sa sfruttare i pochi palloni buoni e lo ha perso contro un attaccante che ne ha bisogno ancora meno. Maguire, a fine partita, ha riassunto il problema con l’onestà del veterano: «Non puoi farti battere sulle palle inattive, ed è quello che abbiamo fatto. Ci ha rimesso in partita il Leeds».
L’assedio senza mira
Da lì in poi il Leeds spinge e lo United si difende, spesso con affanno. Tanaka calcia al volo e il pallone passa di poco sopra la traversa. Okafor, l’ex milanista che ad aprile aveva firmato una doppietta all’Old Trafford, scaraventa alto un pallone rimasto vivo dopo una mischia in cui Ampadu era finito a terra trascinato da Maguire, senza che England ravvisasse nulla. Stach, dal limite, fa la stessa cosa. Il Leeds arriva al tiro con frequenza ma con la precisione di chi lancia freccette dopo il terzo giro di birre.
Lo United, quando riesce a uscire, lo fa quasi sempre con Fernandes: un tiro in girata che sfiora il palo lontano, poi una conclusione debole che Trafford blocca senza sporcarsi i guanti. Al 73′ Farke toglie Okafor per Nmecha, al 74′ Carrick sostituisce Baleba con Mason Mount, all’80′ entra Sean Longstaff per Tanaka e all’84′ Matheus Cunha prende il posto di Tielemans. Nessun cambio sposta l’inerzia. Nel finale Stach ha l’ultima occasione dopo una mischia in area, ma il suo diagonale basso finisce tra le braccia di Lammens. Nei minuti di recupero vengono ammoniti anche Ampadu e Andrey Santos, giusto per chiudere come si era cominciato.
Al fischio finale, ha scritto Graham Smyth sul sito del Leeds, le due squadre sembravano due pugili che si erano presi a pugni fino a sfinirsi senza mai piazzare il colpo decisivo. Giocatori in bianco e in rosso accasciati sulle ginocchia, nessuno davvero soddisfatto. E per il Leeds l’attesa di una vittoria casalinga contro lo United, che secondo ESPN dura ormai da ventiquattro anni, continua.
Carrick e il «nuovo inizio»
Michael Carrick, a fine partita, ha scelto la strada dell’ottimismo, che nelle sue condizioni somiglia più a una necessità che a un’opinione. «C’era sicuramente impegno, doveva esserci oggi e non ne dubitavo», ha detto a Sky Sports. «Stamattina ho parlato ai ragazzi della storia di questa partita, di cosa significa per i tifosi e per il club. Non è stata una prestazione perfetta, ma c’era molto per dimostrare la determinazione di ottenere un risultato». E poi la frase destinata a fare il giro dei social: «Non ci facciamo trasportare perché non abbiamo vinto la partita. Ma oggi è sembrato un po’ un nuovo inizio, rispetto alla situazione in cui ci troviamo».
Alla BBC il tecnico ha insistito sul gruppo: «Guardi la compattezza, lo spirito, l’unità. Non ne dubitavo e lo hanno dimostrato oggi. Il modo in cui abbiamo giocato mi dà molta fiducia: siamo un gruppo forte». E sulla novità tattica: «C’era freschezza, avevamo una spina dorsale diversa, ed è un grande aspetto positivo. Un piccolo ritocco tattico, non un grande cambiamento». Il Guardian, però, non si è lasciato commuovere: definire questo risultato un nuovo inizio, ha scritto Jamie Jackson, «tradisce disperazione». I tifosi dello United, sui social, sono stati ancora meno teneri. Uno ha chiesto: trasportati da che cosa, esattamente?
Ecco, la questione è tutta lì. Carrick ha ragione quando dice che la squadra ha lottato, e Jamie Carragher, a Sky Sports, gli ha dato una mezza ragione: «Presa da sola, andare a Leeds e giocare così è un risultato discreto». Il problema è che le partite non si prendono mai da sole. Si sommano. E la somma, dopo sette giornate, fa una vittoria, quattro pareggi e due sconfitte: secondo Sky Sports e la BBC, il minor numero di successi a questo punto di un campionato di prima divisione dal 1986-87. Mercoledì lo United vola in Italia per la sfida di Champions League sul campo del Como, e il Guardian l’ha già etichettata come l’ennesima partita da vincere a ogni costo. Il nuovo inizio, insomma, ha già una scadenza.
Farke, la delusione di chi è cresciuto
Daniel Farke, dall’altra parte, ha parlato con il tono di chi ha in mano la classifica migliore e lo sa. «Dice molto di quanta strada abbiamo fatto negli ultimi tre anni il fatto che siamo un po’ delusi di aver preso solo un punto contro il Manchester United», ha spiegato a Sky Sports. «Non era necessario essere in svantaggio all’intervallo, penso che fossimo la squadra dominante». La sua unica critica, ripetuta ai media del club, riguarda la rifinitura: «Troppi tiri sopra la traversa e troppi cross un po’ troppo lunghi. Questa mancanza di qualità nella conclusione e nei cross è l’unica cosa che posso rimproverare».
Il tecnico tedesco ha anche spiegato perché, con lo United chiuso dietro, abbia preferito Longstaff e Nmecha a Harry Wilson e Bahoya: «Dovevamo difendere un po’ come una squadra di basket, sempre attenti alle transizioni rapide. Non era il momento dei giocatori più tecnici, quelli del passaggio facile. Serviva più esperienza e fisicità». Calvert-Lewin si è allineato al suo allenatore: «Penso che siamo stati sfortunati a non vincere». Una volta, a Leeds, pareggiare con lo United sarebbe stato festeggiato per una settimana. Oggi lascia l’amaro in bocca. Si chiama crescita, e a volte ha il sapore di una delusione.
I numeri della domenica
I numeri, che di solito servono solo a dare ragione a chi ha già deciso cosa pensare, stavolta pendono dalla parte del Leeds. Possesso palla al 61,3 per cento contro il 38,7, cinque tiri in porta contro tre, 443 passaggi riusciti contro 256 e, secondo Sky Sports, un valore di gol attesi di 1,41 contro 0,92. Lo United ha tirato una volta in più, tredici volte contro dodici, ma soltanto tre conclusioni hanno inquadrato lo specchio. Il Leeds ha messo in mezzo 29 cross, riuscendone quattro: una percentuale che spiega meglio di qualsiasi dichiarazione la frustrazione di Farke.
In classifica il Leeds sale a 10 punti ed è settimo, tre lunghezze sopra lo United, tredicesimo a quota 7. Gli uomini di Farke restano imbattuti in casa in tutte le competizioni da marzo. Quelli di Carrick, invece, restano fermi a una vittoria in campionato, e in tutte le competizioni sono a due successi in dieci partite. Il nuovo inizio, a guardarlo da qui, somiglia molto al vecchio. Solo con un modulo diverso.
Pagelle
Leeds (voti Yorkshire Evening Post, Lee Sobot): Trafford 7; Justin 5, Elvedi 6, Muharemović 6; Bogle 7, Ampadu 6, Tanaka 6 (dall’80′ Longstaff s.v.), Gudmundsson 6; Stach 5, Okafor 5 (dal 73′ Nmecha 6); Calvert-Lewin 7.
Manchester United (voti Manchester Evening News, Tyrone Marshall): Lammens 6; Yoro 7, Maguire 7, Martínez 6 (dal 46′ Mazraoui 5); Amad 6, Andrey Santos 7, Baleba 6 (dal 74′ Mount 6), Dalot 7; Tielemans 7 (dall’84′ Cunha 6), Bruno Fernandes 5, Mbeumo 6.
Voti: nessuna testata italiana tra quelle consultate aveva pubblicato le pagelle della partita al momento della chiusura dell’articolo. Per il Manchester United riportiamo i voti del Manchester Evening News (Tyrone Marshall), per il Leeds quelli del Yorkshire Evening Post (Lee Sobot), quotidiano di riferimento per il club; scala da 1 a 10. Longstaff non è stato valutato (N/A) perché in campo solo nel finale. Nessuna delle due fonti ha dato un voto agli allenatori.
Il tabellino
Leeds-Manchester United 1-1 (primo tempo 0-1) — Premier League, 7ª giornata, domenica 18 ottobre 2026, ore 14 locali (15 in Italia), Elland Road (Leeds)
- Marcatori
- 35′ Mbeumo (M), 51′ Calvert-Lewin (L)
- Leeds
- 3-4-2-1 Trafford; Justin, Elvedi, Muharemović; Bogle, Ampadu, Tanaka (80′ Longstaff), Gudmundsson; Stach, Okafor (73′ Nmecha); Calvert-Lewin. A disposizione: Zetterer, Wilson, Aaronson, Bijol, Bahoya, Bard, Gruev. All. Farke
- Manchester United
- 3-4-3 Lammens; Yoro, Maguire, Martínez (46′ Mazraoui); Amad, Andrey Santos, Baleba (74′ Mount), Dalot; Tielemans (84′ Cunha), Bruno Fernandes, Mbeumo. A disposizione: Darlow, De Ligt, Rashford, Zirkzee, Lacey, Amass. All. Carrick
- Arbitro
- Darren England
- Ammoniti
- 17′ Bruno Fernandes (M), 19′ Gudmundsson (L), 90′+2 Ampadu (L), 90′+2 Andrey Santos (M)
- Note
- spettatori 36.983. Assist: Tielemans (35′), Muharemović (51′). Possesso palla 61,3%-38,7%, tiri 12-13, tiri in porta 5-3, calci d’angolo 2-3, xG 1,41-0,92 (Sky Sports).
Fonti: ESPN (tabellone, formazioni, cronaca, cartellini e statistiche), Leeds United, sito ufficiale (formazioni, cronaca, dichiarazioni di Farke e commento di Graham Smyth), BBC Sport (cronaca e dichiarazioni di Carrick e Maguire), Sky Sports (cronaca, statistiche e dichiarazioni di Carrick, Farke, Maguire, Calvert-Lewin e Carragher), The Guardian (cronaca di Jamie Jackson e dichiarazioni), Goal.com (dichiarazioni di Farke), Daily Mail, The National e SportBible (cronaca e reazioni), Manchester Evening News e Yorkshire Evening Post (pagelle).

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