Juventus, vecchia signora con il guardaroba di Gucci e il conto corrente di un disoccupato!
Se c’è un club capace di trasformare una leggenda calcistica in un numero da cabaret contabile degno di un circo di quart’ordine, è proprio la squadra bianconera, che barcolla come un equilibrista con le scarpe slacciate su un filo di lana sfilacciato.
Tra bilanci che sembrano usciti da un film horror di serie B, stipendi da sceicco del petrolio e un’UEFA che brandisce multe come un vigile urbano in giornata no, la Juve sembra intrappolata in un episodio infinito di “Scherzi a parte”. E al centro della scena, Dusan Vlahovic, pagato come un protagonista di Hollywood ma con la testardaggine di un mulo serbo, deciso a spremere fino all’ultimo centesimo il suo contratto d’oro. Aggiungete una multa fresca all’Aston Villa per un’operazione di mercato che puzza di creatività contabile più di un bilancio Enron, e il quadro è completo.
Partiamo dai numeri, perché a Torino sembrano amare i numeri più di un matematico con l’ossessione per le tabelline. Il bilancio 2023-24? Un disastro da 217 milioni di dollari di perdita, un buco così grande che ci potresti parcheggiare un transatlantico. Colpa dell’esclusione dalla Champions League, una punizione per le note vicende di plusvalenze fittizie che sembrano uscite da un manuale di “Come farsi squalificare in 10 semplici mosse”. E non dimentichiamo la multa da 20 milioni di euro dell’UEFA nel 2023, un ricordino che brucia ancora come un tatuaggio fatto dopo una sbronza. Eppure, nonostante il portafoglio pianga come un tenore in un’opera di Puccini, la Juve ha continuato a spendere come se i soldi fossero coriandoli. E chi è il re indiscusso di questo festival dello spreco? Ovviamente, Dusan Vlahovic, il bomber serbo comprato dalla Fiorentina per 70 milioni di euro più bonus, che sembrano le clausole di un mutuo per una villa a Dubai.
Vlahovic, con il suo stipendio da 12 milioni netti a stagione (perché la crisi è roba da plebei), è il divo capriccioso che si pavoneggia sul set juventino. Peccato che i suoi gol, pur non schifosi (15 in 40 presenze nel 2024-25), non valgano esattamente il cachet di un Messi. La Juve, con il nuovo DG Damien Comolli che sembra un pompiere mandato a spegnere un incendio con una pistola ad acqua, ha deciso che il serbo è sacrificabile. Prezzo di saldo: 15 milioni, un’offerta da mercatino delle pulci per un giocatore che tre anni fa valeva un tesoro. Ma qui arriva il colpo di scena degno di una telenovela: Vlahovic, con la determinazione di un cattivo da soap opera, si è impuntato. “Resto fino al 2026, poi me ne vado a zero, ciao ciao”, sembra dire, con un ghigno che farebbe invidia al Grinch. E la Juve? Furiosa, ma impotente, come un genitore che scopre che il figlio adolescente ha speso i risparmi di una vita in criptovalute.
E se il dramma Vlahovic non fosse abbastanza, ecco che l’UEFA entra in scena come un villain di Tarantino, con una multa all’Aston Villa per un’operazione di mercato che sembra scritta da un contabile con troppa fantasia. Parliamo dell’affare dell’estate 2024: Douglas Luiz arriva a Torino per 50 milioni, mentre i giovani Barrenechea e Iling-Junior fanno il viaggio inverso verso l’Inghilterra. Un’operazione che puzza di plusvalenza taroccata più di un Rolex da bancarella. L’UEFA ha già pizzicato l’Aston Villa, e ora si mormora che la Juve potrebbe essere la prossima a finire nel mirino. Perché, si sa, a Torino le plusvalenze sono un’arte, come dipingere la Gioconda con i pennarelli.
Le conseguenze? Oh, il passato juventino è un catalogo di disastri che farebbe impallidire un tragediografo greco. Penalizzazioni in classifica (-10 nel 2022-23), squalifiche europee, multe salate: la Juve sembra abbonata al club delle punizioni UEFA. Un’altra stangata potrebbe significare un nuovo esilio dalle coppe, un’altra batosta in campionato o, peggio, l’ennesima macchia su una reputazione già più ammaccata di una Panda dell’89. Intanto, i tifosi sognano con Jonathan David, ma con il bilancio in rosso e Vlahovic che si aggrappa al contratto come un naufrago a una zattera, il futuro sembra un film di fantascienza distopica. E mentre l’UEFA affila la penna per nuove multe, la Juve continua a danzare sul filo, con Comolli che cerca di fare il prestigiatore con un cilindro vuoto.
