Il Gran Premio della Cina, seconda prova del Campionato del Mondo di Formula 1 2025, passerà alla storia come il giorno in cui la McLaren ha riaffermato la propria supremazia, conquistando una doppietta che non è solo un risultato sportivo, ma un simbolo di resilienza, strategia e talento puro. Oscar Piastri e Lando Norris hanno dominato la gara al Shanghai International Circuit, portando a casa il 50° “1-2” nella gloriosa storia del team di Woking, un traguardo che unisce passato e presente in un racconto di redenzione e ambizione. Questo successo, arrivato dopo una prestazione impeccabile e una gestione magistrale delle difficoltà, merita di essere celebrato non solo come una vittoria tecnica, ma come un’opera d’arte su quattro ruote.
Un inizio promettente: il dominio sin dalla griglia
Il weekend cinese era iniziato sotto i migliori auspici per la McLaren. Dopo una pole position conquistata da Oscar Piastri – la prima della sua carriera – nella giornata di sabato, il team aveva già dato un segnale chiaro: la MCL39, evoluzione della monoposto che aveva chiuso il 2024 con il titolo costruttori, era pronta a dettare legge. Piastri, reduce dalla delusione di Melbourne dove un errore gli aveva negato un possibile podio nella gara di casa, ha trasformato la pressione in motivazione, siglando un tempo record sul giro che ha lasciato a bocca aperta rivali e tifosi. Lando Norris, dal canto suo, ha completato la prima fila con un terzo posto in qualifica, nonostante un piccolo errore nell’ultimo tentativo, dimostrando comunque la consistenza che lo ha reso leader del mondiale dopo la vittoria in Australia.
La griglia di partenza prometteva scintille, con George Russell (Mercedes) e Max Verstappen (Red Bull) pronti a insidiare i “papaya boys”. Tuttavia, sin dal primo giro, la McLaren ha messo in chiaro che questo sarebbe stato il loro giorno. Piastri ha difeso la leadership con una partenza impeccabile, mentre Norris ha sfruttato un’ottima reazione al via per scavalcare Russell e assicurarsi la seconda posizione. Dietro di loro, il caos: un contatto tra le Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton al primo giro ha compromesso la gara della Scuderia, aprendo ulteriormente la strada al dominio McLaren.
Una gara di strategia e controllo
Il Gran Premio della Cina, con i suoi 56 giri e il layout impegnativo del circuito di Shanghai, è noto per mettere alla prova sia i piloti che le squadre. Le aspettative iniziali parlavano di una gara a due soste, con i team pronti a gestire l’usura delle gomme su una pista resa insidiosa da temperature fresche e un asfalto scivoloso. Ma la McLaren ha sorpreso tutti, trasformando una strategia apparentemente conservativa in un capolavoro tattico. Piastri e Norris hanno optato per un solo pit stop, una mossa che ha richiesto una gestione perfetta delle gomme Pirelli C2 e una concentrazione assoluta per mantenere il ritmo senza spingere troppo.
Piastri ha condotto la gara con la calma di un veterano, costruendo un vantaggio che a tratti ha sfiorato i 10 secondi su Norris. Il giovane australiano, alla sua terza vittoria in carriera, ha dimostrato una maturità che lo candida ufficialmente a contendente per il titolo. Ogni curva, ogni rettilineo, è stato un esercizio di precisione: il suo ritmo costante ha permesso alla McLaren di controllare la corsa senza mai dare l’impressione di essere sotto pressione. Norris, dal canto suo, ha vissuto un finale thrilling: un problema ai freni negli ultimi giri lo ha costretto a rallentare, con il pedale che “andava a fondo”, come ha dichiarato lui stesso via radio. Eppure, anche in quelle condizioni, è riuscito a tenere a bada un arrembante George Russell e portando a casa un secondo posto che vale oro per il campionato piloti.
Il crollo Ferrari e l’exploit dei rivali
Mentre la McLaren festeggiava, la Ferrari viveva un incubo. Dopo una sprint race vinta da Hamilton e un weekend iniziato con grandi aspettative, il team italiano è crollato sotto il peso di errori tecnici e sfortuna. Leclerc, danneggiato al primo giro dal contatto con Hamilton, ha corso con un’ala anteriore compromessa, perdendo punti preziosi di carico aerodinamico. Hamilton, invece, ha tentato una strategia a due soste che non ha pagato, finendo sesto prima di essere squalificato per un’irregolarità tecnica (usura eccessiva del fondo). Leclerc e l’Alpine di Pierre Gasly hanno subito la stessa sorte per peso inferiore al minimo regolamentare, trasformando una giornata già difficile in un disastro completo per la Scuderia.
Nel frattempo, altri team hanno colto l’occasione per brillare. George Russell ha regalato alla Mercedes il 300° podio della sua storia, dimostrando che il team di Brackley è ancora una forza da non sottovalutare. Esteban Ocon, con un quinto posto (poi quarto dopo le squalifiche), ha regalato alla Haas i primi punti stagionali, mentre i rookie Kimi Antonelli (Mercedes) e Ollie Bearman (Haas) hanno confermato il loro talento con piazzamenti a punti. Max Verstappen, quarto con una Red Bull non al top, ha limitato i danni, ma il distacco dalla McLaren è apparso evidente.
Un trionfo che guarda al futuro
La doppietta di Shanghai non è solo una vittoria isolata: è la dimostrazione che la McLaren ha trovato un equilibrio raro tra velocità pura, affidabilità e gestione della gara. La MCL39 si è rivelata un’arma letale, capace di adattarsi a condizioni diverse e di sfruttare al meglio le gomme, un aspetto cruciale in un campionato dove i dettagli fanno la differenza. Il team di Woking guida ora il mondiale costruttori con 21 punti di vantaggio sulla Mercedes, mentre Norris mantiene la leadership tra i piloti con 8 punti su Verstappen.
Ma oltre i numeri, c’è la storia umana. Piastri, dopo l’amarezza di Melbourne, ha dichiarato: “Questa è la vittoria che meritavo la scorsa settimana”. Norris, nonostante le difficoltà finali, ha sorriso sul podio, consapevole di aver contribuito a un momento storico per il team. Il 50° “1-2” della McLaren arriva a 57 anni dal primo, firmato da Denny Hulme e Bruce McLaren in Canada nel 1968, e rappresenta un ponte tra le glorie del passato e le ambizioni del presente.
La McLaren ha dipinto il circuito di Shanghai con i colori papaya, scrivendo una pagina che merita di essere ricordata dagli appassionati di Formula 1. La McLaren è tornata, e non ha intenzione di fermarsi.
